In ordine cronologico

Alla Veneta

Baccalà alla veneta. Fegato alla veneta. Pasta e fagioli alla veneta. Risi e bisi alla veneta. Riso e salsicce alla veneta. Pasta alla veneta. Lepre in salmì alla veneta. Carciofi alla veneta. Piselli alla veneta. Asparagi alla veneta. Polenta alla veneta. Zuppa alla veneta. Tacchino alla veneta. Selvaggina alla veneta. Sarde alla veneta. Bigoli alla veneta. Dentice alla veneta. Granceola alla veneta. Maccheroncini alla veneta. Trippa alla veneta. Anatra alla veneta. Ossobuchi alla veneta.

Al mio funerale

Sono due le grandi curiosità del morire. La prima, la più importante, è "cosa succede di là?": c'è solo buio e silenzio e chi s'è visto s'è visto o c'è l'inferno col fuoco e i diavoli, e il paradiso con sempre bel tempo, frutta e verdura fresca, il pane d'oro, i polli d'argento e Benigni sulla sedia che lo spiega ai turisti? Purtroppo non è mai tornato nessuno a raccontarcelo e quindi, a parte gli uomini di fede assoluta, ai normali qualche dubbio ha sempre rovinato la serenità del far del bene.

Quell'amore da chapiteau

Elettronico e di carta Il domatore di principesse di Roberto Bianchin

Un vento dispettoso spinge tra le ruote del passeggino di un’elegante signora di mezza età, che sta portando il nipotino a passeggio sul lungomare, un volantino stropicciato e scolorito dalla pioggia. Michelle, questo il suo nome, principessa inquieta di un antico e importante casato, ha un tuffo al cuore. Quel volantino, che fa pubblicità a un circo equestre dal nome famoso, che in questi giorni si è attendato in città, le ricorda qualcuno: le ricorda Philippe, un fascinoso domatore di elefanti, che fu il grande amore della sua vita.

Il domatore di principesse

Dall'ultimo libro elettronico e di carta
pubblicato da I Antichi Editori

Guardava le foglie cadute che un vento dispettoso faceva danzare sul lungomare. Sembrava che giocassero. Disegnavano dei cerchi sempre più stretti, vorticosi, come se fossero guidate da fili invisibili in un matto girotondo. La stupì che non finissero in acqua. Stavano sempre lì, a ballare strette, su un fazzoletto di marciapiede, senza andare mai a perdersi altrove. Si domandò se era il vento a volere così. O se erano loro, le foglie, che lo avevano deciso.

Un salto nel buio

Il grande sognatore

Preparazione alla partenza completata con enorme bagaglio di due metri cubi, pronto, forma fisica buona dopo quattro mesi di preparazione atletica, animo deciso e alle cinque del mattino, quando il buio esterno inesorabilmente si dissolve per far posto alle prime luminescenze dell'alba, lascio casa di Donna Lucia al Lido di Venezia... già; Donna Lucia, incontrata casualmente e l'anno successivo divenuta mia compagna, dopo un iniziale periodo alquanto libertino dovuto alla grave malattia che ancora mi attanagliava e che mi ha perseguitato per più di un anno e mezzo, con grande felicità della mia mano destra, finalmente impegnata in normali attività lavorative.

Come specchi in alterna fuga prospettica

La lettura della mano di Titti

I migliori anni

Ricordo che sono andato in bagno, mi sono seduto sulla tazza per urinare e lo sguardo mi è andato sui piedi. Calzavo le mie vecchie e sfondate pantofole dalle quali non mi separo mai, neanche in estate. I calzetti di lana, anche se è primavera, contribuiscono a tenermi caldo, rimediano ad una circolazione ormai rallentata, data l’età. Devo metterle in valigia, queste pantofole mi saranno ancora utili nella nuova casa, ho pensato.

Il vetro degli architetti

Le opere dei protagonisti del Modernismo

Nell’isola di San Giorgio Maggiore continua il progetto culturale pluriennale  Le Stanze del Vetro avviato dalla Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung dal 2012 per lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria del novecento. Fino al 31 luglio, è in corso un’ interessante esposizione che mette in luce l’attività di designer di un gruppo di giovani architetti, allievi delle accademie e delle scuole di architettura di Vienna.

Non soffro più le pene per colpa del pene

La notizia è di quelle ghiotte. Negli Stati Uniti, al termine di una delicatissima operazione chirurgica durata quindici ore, magistralmente condotta dall'eccellentissimo professor Curtis L. Cetrulo (non è uno scherzo, si chiama proprio così), è avvenuto con successo il primo trapianto di pene. A beneficiarne, un bancario sessantaquattrenne di Halifax, Thomas Manning. L'uomo, che si era visto asportare l'organo dopo un tumore, adesso è raggiante.

Possessione aliena

A circa quindici chilometri dal mio paese

Era all’incirca il 1996, all’inizio dell’estate. Ancora ero ben lungi dal rendermi conto di quegli improvvisi attacchi di lucida follia creativa che mi coglievano a intermittenza. Non me lo sapevo spiegare, non ci badavo, nuove imprese mi facevano posporre l’idea di trovare una giustificazione forzata a quella verve sulfurea che mi faceva uscire dalla mente e dalle mani cose in cui non mi riconoscevo. Divertentissime, effimere, innocue, ma quello non ero io, era uno strano folletto che mi dilatava emozioni e invenzioni con esiti di cui ero il primo a stupirmi.

Ma Dumbo non c'è più

Se anche il circo Barnum, il più grande del mondo (Ringling Bros and Barnum & Bailey, per l'esattezza), ha deciso di rinunciare agli elefanti, significa che la battaglia in favore del circo con gli animali è proprio perduta. Qualcuno ne soffrirà, come gli appassionati di circo e i bambini, che non avranno altre occasioni per vedere gli animali. Altri se ne rallegreranno, come le associazioni animaliste, che conducono da tempo una violenta offensiva contro i circhi con gli animali.

Vinca il migliore "Speremo de no"

Ma come avrà fatto? Si sono affannati in tanti, non solo appassionati di pallone ma cittadini, giornali e televisioni di tutto il mondo, nel cercare di spiegare il "miracolo" di Claudio Ranieri, romano del Testaccio, di mestiere allenatore di squadre di calcio. Un signore non più giovanissimo (sessantaquattro), educato, garbato, che non alza mai la voce, che con il suo piccolo Leicester ha vinto a sorpresa, contro tutti i pronostici, uno dei campionati più difficili del mondo.

Il mistero della scomparsa di Unabomber

Un giallo rimasto insoluto

Il bombarolo del Nord Est è sparito da dieci anni. L'ultima sua  impresa risale al 6 maggio del 2006, una bottiglia esplosiva nel mare di Caorle, in provincia di Venezia, che ferì un giovane infermiere che l'aveva raccolta. Da allora non ha più dato notizie di sé. Una carriera criminale iniziata a Pontevecchio di Portogruaro e durata tredici anni, dal 1993 al 2006, con trentacinque attentati, tutti tra Veneto e Friuli. Feriva le sue vittime senza ucciderle. Non ha mai rivendicato né spiegato le sue gesta. Sospettato e poi assolto un ingegnere friulano, condannato un poliziotto per aver falsificato una prova. E il mistero di un inquietante testamento.