In ordine cronologico

Il circo degli artisti adrenalinici

A Roma Traces dei canadesi Les 7 Doigts

Presentata all’Auditorium Conciliazione di Roma la storica produzione della compagnia canadese Les 7 Doigts intitolata Traces. Messo in scena più di mille e settecento volte in venticinque paesi e in duecento città di tutto il mondo e premiato con numerosi riconoscimenti internazionali, lo spettacolo è stato portato nella Capitale dal Romaeuropa Festival. «Cento per cento adrenalina» li ha recensiti Le Figaro.

Chissenefrega monsieur Bernard

Tanti anni fa (quanti? Trenta? Quaranta? Non ricordo più nulla!), comunque tanti anni fa nel felice Paese chiamato Italia c'era un settimanale satirico molto divertente, irriverente e intelligente (cose diventate rarissime) che si chiamava "Cuore", era diretto dalla fantasia di Michele Serra e aveva una rubrica irresistibile intitolata "Chissenefrega" che ospitava gli incipit degli articoli più stupidi, inutili e demenziali usciti sui giornali.

Io sono il mio corpo

La  Passione di Emio Greco

«Ho bisogno di dirvi che non sono solo. Ho bisogno di dirvi che posso controllare il mio corpo e allo stesso tempo giocarci. Ho bisogno di dirvi che il mio corpo mi sfugge. Ho bisogno di dirvi che posso moltiplicare il mio corpo. Ho bisogno di dirvi che bisogna che voltiate lo sguardo. Ho bisogno di dirvi che vi abbandono e vi lascio la mia statua».

Mostre a Venezia

Dalle bolle alle guerre al Fortuny
i vetri di Venini a San Giorgio

Cose interessanti da vedere a Venezia: a Palazzo Fortuny (fino al 6 novembre) con un viaggio simbolico tra realtà e finzione nell'arte del presente: i palloni argentei Bubbles di Philippe Parreno Speech ed il video con le bolle di sapone di Ryan Gander; gli orrori delle guerre con Kader Kattia e Thomas Hirschorm. Nell'isola di San Giorgio, invece, grandi maestri del passato prossimo: Paolo Venini, protagonista del vetro muranese del novecento. E le miniature della Fondazione.

Arriva Aquagranda l'alluvione in musica

Nel cinquantenario del tragico evento

Va in scena al Teatro La Fenice di Venezia in prima rappresentazione assoluta, a cinquant'anni dall'alluvione del 1966, il dramma in musica "Aquagranda" tratto dal libro del giornalista e narratore veneziano Roberto Bianchin. La regia è di Damiano Michieletto, la musica di Filippo Perocco. L'opera, in scena dal 4 al 13 novembre, racconta il disastro visto con gli occhi di un giovanotto dell'isola di Pellestrina, figlio di una famiglia di pescatori, tuttora vivente. Sul palco sette cantanti, il coro, un gruppo di mimi, video e foto dell'epoca e tanta acqua alta. Vera.

Nessuno è immune

In teatro The Kindly Ones di Guy Cassiers

Acclamato dal pubblico del Teatro Argentina, Guy Cassiers ha presentato The Kindly Ones la nuova produzione realizzata con il suo gruppo Toneelhuis di Anversa e con il Toneelgroep di Amsterdam. Ispirato al controverso e pluripremiato testo letterario Le Benevole di Jonathan Littell, lo spettacolo porta in scena il dramma dell’Olocausto attraverso la testimonianza di Maximilien Aue, ufficiale delle SS, omosessuale e convinto nazionalsocialista, con il mandato di sterminare gli Ebrei. Il punto di vista è quello del carnefice, non della vittima.

Tutti Tattoo

(esclusi i nonni)

Il polpaccio del giovane che cammina davanti ha una composizione di fiori blu e rossi che si sviluppa elegantemente sulle scarse rotondità delle magre gambe. La ragazza con i jeans regolarmente tagliati al ginocchio ha una piccola rosa blu tatuata sul collo. Dalla maglietta a righe del ragazzo che le sta accanto una fascia di motivi geometrici blu gira attorno al braccio.

La Madonna del latte di Boccafossa

Storia e misteri di una millenaria statuina

È salita agli onori della cronaca del Veneto orientale grazie al racconto della giornalista e scrittrice Giuseppina Piovesana, premiato qualche tempo fa al concorso letterario  Per fiumi e bonifiche del mondo, nella terza edizione di  Fiume festival di San Donà di Piave. È la Madonna del latte di Boccafossa, una millenaria statuina alta mezzo metro e spessa una trentina di centimetri custodita in una nicchia di pietra e legno nella chiesetta di Sant’Anna, a Boccafossa, fra Torre di Mosto (il paese con meno opere d’arte, e quelle poche esistenti mai valorizzate, di tutta la provincia veneziana) e Caorle, proprio davanti all’argine del fiume Livenza. Opera pregiatissima in pietra d’Istria, databile all’incirca poco prima del Millecento.

Immersione nell'incanto digitale

Come destrutturare gli universi cerebrali
e aprirsi ad una nuova coscienza

Alla Pelanda del museo Macro di Testaccio è in corso la settima edizione dell’esposizione  Digitalife: Immersive Exhibit dedicata all’interazione tra le discipline artistiche, la ricerca scientifica e le tecnologie più innovative. Curata da Richard Castelli e prodotta dalla Fondazione Romaeuropa, questa edizione è incentrata sulla relazione tra Reale e Virtuale. Il programma è ricco di musica e di performance dal vivo, che si integrano alle tre installazioni sensoriali in mostra. Lo spettatore, infatti, potrà vivere sensualmente le opere, entrarvi dentro, sperimentare una percezione alterata, perdersi e ritrovarsi.

Le nuove età della vita

Sono salite a nove le stagioni della vita

Guai chiamare vecchi i settantenni, pur se da tempo in pensione. Non è più così. Il percorso vitale si sta facendo sempre più lungo e pieno di aspettative. Nuove opportunità sono dietro l'angolo, basta saperle cogliere. Sono salite a nove le stagioni di vita. Con tutti gli aggiustamenti del caso. Le più recenti definizioni anagrafiche non collocano più la mezza età tra i 35 e i 55 anni bensì in un periodo compreso tra i 50 e i 65 anni.

Il Tesoro di San Marco

Memoria di un veneziano trapiantato all'Isola d'Elba

Ricordo benissimo, a quasi dieci anni dal mio arrivo all'Elba, i pensieri che passavano per la mia mente durante la traversata in nave tra Piombino e Portoferraio...mi riportavano indietro all'età dell'adolescenza, al ricordo di mio zio Antonio detto Toni che di professione faceva la guida turistica e il sabato o la domenica - spesso ambedue i giorni - mi rapiva dal campetto da calcio dell'oratorio e dai miei compagni, e mi portava con se` e con i gruppi di turisti che accompagnava: lui mi ripeteva che un veneziano, se non altro per il dono ricevuto di esser nato e di vivere in una città così importante e ricca di storia, aveva il dovere di conoscerla a fondo, e di goderne le ricchezze e i suoi tesori d'arte.

Il bisatto liberato

Un sospiro di sollievo sul voto al referendum

Per molti giorni ci siamo sentiti come i bisatti sui banchi di pesce del mercato di Rialto. Boccheggianti, scivolosi, guizzanti. Bramosi di libertà, ma certi di finire in padella. Il bisatto, in lingua veneziana, è l'anguilla: e ci sono molti modi di cucinarlo. Primo fra tutti la graticola, a basso calore, deliziosissimo; ma poi anche in umido, grassissimo, e poi fritto, ottimo. Il bisatto è un animale indomito, resistentissimo, fortissimo. Esso scivola da tutte le parti e rimane vivo anche mentre lo tagliate a pezzi, detti murelli (per un po', almeno). Adesso invece non ci sentiamo più bisatti: è arrivato baffino!

Le finestre incantate dei baroni rampanti

Una cascata di emozioni pure

Affascina e ammalia "Baron Perchés", il nuovo spettacolo di Mathurin Bolze, uno degli interpreti più significativi del circo contemporaneo, in scena alle Fonderie Limone di Moncalieri nell'ambito del Festival di danza contemporanea di Torino diretto con mano sempre felice dal raffinato genio di Gigi Cristoforetti. Una favola moderna sospesa fra acrobazia, danza e teatro, tratta dal romanzo di Italo Calvino "Il barone rampante" e ben dosata in un cocktail di atmosfere acrobatiche, grazia e poesia.