Al gran gala quando il circo diventa teatro

Al gran gala
quando il circo
diventa teatro

In tour in Italia

Ci volevano due vecchie volpi delle arti circensi come Raffaele De Ritis e Alessandro Serena per tentare l'operazione, rischiosa come un triplo salto mortale, di portare il circo in teatro. Per dargli una nuova patente di nobiltà. Stanno girando i teatri italiani con il loro "Gran Gala du Cirque" che presenta, in bilico tra lo spettacolo tradizionale e quello contemporaneo, una serie di artisti di alto livello di varie nazionalità, premiati a festival importanti come quelli di Mosca e di Montecarlo, e applauditi nei migliori circhi del mondo, come il Soleil, e nei più prestigiosi locali di varietà, come il Lido di Parigi. Lo spettacolo è elegante, veloce e divertente. In estate approderà sulle spiagge.

Tim Kriegler al Gran Gala du Cirque (fonte: grangaladucirque.com).
I mimi Dekru
I comici Lucchettino
I Golden Power
Katlin Vassileva
Raffaele De Ritis
Alessandro Serena

(r.b.) – Ci vuole del coraggio (o dell’incoscienza, fate voi) al giorno d’oggi, dati i tempi che corrono e l’aria che tira, a proporre in Italia uno spettacolo di circo. Tanto più se lo si vuole tirare fuori dai vecchi, spesso logori, chapiteaux, nel tentativo di dargli una patente supplementare di nobiltà sulle tavole più prestigiose (o almeno considerate tali), dei palcoscenici dei teatri. Operazione ambiziosa. E rischiosa come un triplo salto mortale.

Per riuscirci (impresa niente affatto scontata), ci volevano due vecchie volpi della pista di segatura come Raffaele De Ritis e Alessandro Serena (cito in ordine alfabetico), storici e critici di circo, che sanno essere registi, direttori artistici e infaticabili organizzatori appassionati e competenti, già complici in quella felice avventura che è Funambolika, il festival che allieta da parecchi anni le estati pescaresi. Sarebbe troppo lungo dire di loro: basti sapere che De Ritis ha firmato regie in circhi di lusso come il colosso americano Barnum, e Serena è salito in cattedra come docente di arti circensi all’Università di Milano.

Da qualche tempo portano in giro (con successo), principalmente nei teatri ma non solo, il loro “Gran Gala du Cirque”, che è una rassegna di talenti di ottimo livello provenienti da varie parti del mondo, premiati in festival importanti come Montecarlo, applauditi in grandi circhi come il Soleil, in locali di culto come il Lido de Paris. Lo spettacolo, animato negli anni da 215 artisti di 17 nazioni, è stato applaudito da 35.000 spettatori.

Lo show attualmente in tour nei teatri italiani, che avrà un’appendice estiva sulle spiagge, si avvale di un valido cast artistico. E’ veloce e divertente. Penzola leggero tra i virtuosismi del circo tradizionale e le suggestioni del circo contemporaneo. Ma soprattutto è dotato di un’estetica raffinata. Ha una poetica garbata, gentile ed elegante. Merce rara di questi tempi. Lo impreziosiscono le pantomime leggiadre e sognanti dei Dekru, quattro mimi ucraini vincitori al Festival di Mosca che si ispirano alle lezione del grande Marcel Marceau, e la comicità scoppiettante degli italiani Luca e Tino, in arte “I Lucchettino”, scoperti da quel mago di Arturo Brachetti, che hanno il pregio di divertire senza bisogno di ricorrere a quelle banalità e volgarità di cui sono piene le televisioni. Una ventata d’aria fresca in un momento assai poco felice per comici e clowns.

Non è un caso se le due volpi acquattate in regia hanno affidato ai Dekru e ai Lucchettino il compito di guidare gli spettatori (non c’è il presentatore) nel viaggio verso quel mondo magico e fatato dove l’impossibile diventa possibile. Dove il giovane fenomeno tedesco Tim Kriegler, premiato al Festival du Cirque de Demain di Parigi (tecnicamente il numero migliore dello spettacolo), inanella una serie di strabilianti esibizioni alle cinghie aeree, dove il contorsionista ucraino Andrey Romanovsky si infila strizzato in due in un tubo di pochi centimetri di diametro, dove i forzuti titani dorati, gli ungheresi Golden Power, star di Montecarlo, del Solei e del Lido, sfidano con la forza dei loro muscoli tutte le leggi di gravità. Completano degnamente il quadro la flessuosa acrobata bulgara ai tessuti Katklin Vassileva, l’esuberante cileno Francisco Rojas alla ruota, e la sofisticata danza aerea dell’acrobata russa Olga Golubeva.

LA PAGELLA

Gran Gala du Cirque. Voto: 8

www.grangaladucirque.com

Gennaio, 2020