Apre il museo più goloso è dedicato al culatello

Apre il museo più goloso
è dedicato al culatello

Nel tempio della cultura gastronomica dell'Emilia

Gabriele Drago

Un'originale iniziativa avviata dai fratelli Luciano e Massimo Spigaroli all'Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, in accordo con l'università di Parma. Un percorso tematico, profumato e goloso, di storia e di sapori, dedicato al simbolo della ricchezza gastromica di un territorio unico e felice. In viaggio sui luoghi del gusto, fra riti e tradizioni antichissime,e moderni strumenti di linguaggio, come pannelli e audioguide, a illuminare il cammino. Non mancano, ovviamente, le degustazioni.

In visita alla stagionatura del culatello (fonte: guidobarbi.it).

POLESINE PARMENSE (Parma) – È il museo più goloso che c’è. È appena nato e già profuma che è una bellezza. E non è solo il museo più saporito. È anche il meno noioso. Quello dove potete portare anche chi di solito non ama frequentare i musei. Persino chi li detesta. Vi diranno grazie. Perché il museo del culatello – è esattamente di questo che stiamo parlando – non è solo un luogo piacevole, molto piacevole, ma è comunque un luogo di cultura. È il tempio di uno dei migliori prodotti dell’enorme cultura gastronomica di questo Paese.

Sarà perché la primavera è la stagione in cui le particolari condizioni atmosferiche, complice la prima tiepida brezza dell’anno, concorrono a convogliare i profumi nell’aria, fatto sta che l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, un vero e proprio avamposto della tradizione enogastronomica e delle secolari pratiche di preparazione dei salumi emiliani, ha scelto proprio questo periodo dell’anno per aprire in grande stile lo spettacolare Museo del Culatello.

Frutto di un’idea di Massimo e Luciano Spigaroli, affidata, per la fase realizzativa, alla passione di tre giovani collaboratori provenienti dal Master Comet di cultura, organizzazione e marketing dell’enogastronomia territoriale dell’università di Parma, il progetto ha preso forma negli ambienti di questo regno del gusto, con l’allestimento di un percorso che ne sfrutta gli strumenti già presenti ma che li arricchisce e li organizza.

Una serie di guide sonore in doppia lingua che descrivono, attraverso contenuti originali, la storia e gli itinerari di quella meravigliosa bontà divina chiamata culatello, consentono agli ospiti di avventurarsi, in maniera autonoma e con i propri tempi, lungo la narrazione di una tradizione che è legata tanto al luogo quanto ai luoghi.

Una storia affascinante che può essere scoperta seduti sull’argine del fiume, o davanti ai pannelli installati nella cantina dei culatelli, nella sala delle botti, o attraversando il museo di Verdi agricoltore, che è inserito nel percorso.

L’idea degli organizzatori è che il museo del culatello debba essere una realtà in movimento, capace di ampliare i propri contenuti e la propria circonferenza, come una storia che continua ad essere scritta in quello che è considerato come un crocevia dei sapori, che non può smettere di celebrare il patrimonio e la ricchezza del territorio.

Un’occasione in più, insomma, per programmare una visita – da fare con tutta calma – piena di storia e di sapori.

Marzo, 2015

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