Armando "Chick" Corea danza il vento del jazz

Armando "Chick" Corea
danza il vento del jazz

Concerto per pochi intimi

Roberto Bianchin

A Venezia, in uno degli antichissimi magazzini del sale della Serenissima Repubblica sulle Zattere, quello che ospita i dipinti e la fondazione dedicati a Emilio Vedova, il leggendario pianista jazz ha inaugurato con il suo quintetto di virtuosi la rassegna "Euroamerica" voluta dal presidente della fondazione Alfredo Bianchini nel decennale della scomparsa del celebre pittore, e curata dal musicologo Mario Messinis. Fra ottobre e novembre una serie di appuntamenti musicali originali e raffinati. Con Uri Caine e la musica di Frank Zappa e John Cage.

Armando "Chick" Corea (fonte: persons-info.com).

VENEZIA – Ascoltare dal vivo, in concerto, una leggenda del jazz come Chick Corea, è sempre un grande piacere. Se poi il concerto si svolge per un pubblico piccolo in un luogo magico e nascosto come uno degli antichissimi magazzini del sale della Serenissima, sulle Zattere, quello che accoglie i quadri e la fondazione dedicata a Emilio Vedova, il piacere si fa più intenso. Quasi raddoppia.

E poco importa se il concerto è frutto più di mestiere consumato che di emozione provata, e se il settantacinquenne Chick, affiancato da una band titolatissima (Christian Mc Bride al basso, Wallace Roney Jr alla tromba, Kenny Gare al sassofono e il giovane Marcus Gilmore, nipote di Roy Haynes, già con Corea nel ’68, alla betteria, mano più funky che jazz), gioca al risparmio, non concedendosi più di tanto.

Perché ogni volta che sfiora i tasti con le dita (danzanti quelle della mano destra, asciutte quella della sinistra), senti il vento che soffia della storia del jazz, sia che sieda al pianoforte che alle tastiere. Peccato solo che i due fiati, quando suonano assieme, sovrastino il piano.

E’ stata comunque una festa l’apertura, con il doppio live di Chick Corea, del ciclo di concerti della Fondazione Vedova battezzato “Euroamerica” in occasione del decennale della scomparsa del celebre pittore veneziano, curati da un raffinato musicologo di stampo classico, ma legato alle avanguardie, come Mario Messinis. “Abbiamo pensato di ampliare il ricordo dell’artista con una rassegna musicale”, spiega il presidente della Fondazione Vedova Alfredo Bianchini. Di qui il progetto con autori americani ed europei del secondo Novecento e di oggi. “I programmi sono scelti quasi per antitesi –dice Messinis- gli europei vivono nell’astratta creatività del suono e talora nella razionalità analitica, mentre gli americani mirano alla godibilità, alla comunicazione diretta”.

Nasce quindi una piccola stagione che, dopo l’esordio con Corea, vedrà, sempre nei magnifici spazi delle Zattere, altri sei golosi appuntamenti tra ottobre e novembre, con una serata dedicata a Frank Zappa da Giovanni Mancuso, le canzoni americane di Luca Mosca, un concerto di Uri Caine, una serata per Debussy, Schonberg e Riley (Letizia Michielon al pianoforte), una per Pierre Boulez con il Jack Quartet, una per Crumb e Stockhausen con Anna Clementi. Cose per palati fini.

LA PAGELLA

Chick Corea: voto 8
Fondazione Vedova: voto 8

www.fondazionevedova.org

Luglio, 2016