Assemblage dadaista idee moltiplicate

Assemblage dadaista
idee moltiplicate

La reinvenzione degli oggetti comuni, da Enrico Baj a Man Ray

Laura Novello

A Padova una singolare esposizione ripercorre la stagione artistica del’900 caratterizzata da numerose opere ispirate al recupero di oggetti comuni ed elevati esteticamente da celebri artisti. La mostra è visibile alla Galleria La Rinascente.

  • Galleria La Rinascente, Padova, piazza Giuseppe Garibaldi

Fino a: 

Domenica, 27 Aprile, 2014 - 19:00
Enrico Baj - Gli scacchi di Baj

PADOVA — Repetita Iuvant è il titolo dell'esposizione che riunisce una trentina di celebri artisti del panorama dell'arte internazionale del Novecento. Nei suggestivi spazi della Galleria La Rinascente di Padova un significativo excursus permette di ripercorrere un'interessante stagione artistica molto particolare; quella che delinea la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Ottanta e che coincide con la diffusione dell'arte multipla, ovvero la creazione da parte degli artisti di un tema per poi moltiplicarlo in più esemplari, a seconda del differente tipo di tecnica usata.

Segno caratterizzante dell'esposizione è dato dalla presenza di oggetti comuni e ispirati alla pratica dell'assemblage dadaista: un oggetto che acquista valore se decontestualizzato dalla visione tradizionale, come dimostra la celebre scultura di Man Ray Il ferro da stiro che è uno dei molteplici esempi nella storia del movimento Dada. Aggiungendo dei chiodi alla base del ferro, Ray ne ha attivato e dimostrato il valore autonomo e creativo dell'oggetto. Gli esemplari esposti in questa curiosissima esposizione, considerano i principali ambiti di di ricerca che va dall'alba delle nuove avanguardie fino all'instaurarsi del prepotente ritorno del linguaggio dello stile figurativo.

Sfilano così le creazioni appartenenti a Lucio Fontana, Michelangelo Pistoletto, Christo, Jannis Kounellis, Alighiero Boetti, Mimmo Paladino sino alla presenza di Enrico Baj e Man Ray con la sua opera dal titolo Cadeau, forse la più nota in assoluto tra i suoi oggetti d'affezione, sviluppata dall'artista negli anni Settanta.

Il percorso si snoda poi attraverso innumerevoli altre opere di multiplo d'artista, sculture-oggetto di Alberto Biasi, di Ben Vautier, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Paul Jenkins,Giuseppe Maraniello, Bruno Munari, Louise Nevelson, Mario Nigro, Gianfranco Pardi, Arnaldo Pomodoro, Joe Tilson nonché una particolare creazione effettuata da Enrico Baj dedicata al tema del gioco degli scacchi e quindi delle opere-scacchiera.

La progettazione e la serializzazione di opere entro preziose edizioni limitate sono state negli anni Settanta di grande importanza per gli artisti, un valore unico per la diffusione e la comunicazione al pubblico e ai collezionisti di nuove idee e tematiche sviluppate attraverso nuove tecniche di valorizzazione del pensiero d'arte.

La mostra Il Multiplo d'Autore nel Novecento è stata organizzata dall'Assessorato alla Cultura / Settore Attività Culturali e supportata da Maco Arte con la cura di Mattia Munari e Nicola Galvan. ★

Marzo, 2014