Calma piatta in Canalazzo

Calma piatta
in Canalazzo

E ciò. E anche che no. Dopo dicono, che alle volte. Insomma è un'altra volta venerdì. Io (Andrea Silvestri, per servirvi, anche se non servo a niente, come che dice mia moglie) e il Mauri (Vianello) ci siamo recati (che dopo dite che non so l'italiano) proprio ieri in cima del ponte dell'Accademia (quello di legno anticato, che dopo un po' che lo ricambiano i pezzi sono già tutti consumati) per assistere allo spettacolo del Canalazzo senza barche a motore dei trasporti.

Il Canal Grande veduto dalla cima del ponte dell'Accademia in un giorno di serrata (giovedì 14 novembre 2013 alle quattro del pomeriggio).

A parte che ci era un motoscafo dei vigili urbani che passava lemme lemme con il lampeggiante impicciato, e un bellissimo motoscafo privato in tec, esso (il Canal Grande intendo) era bellissimamente vuoto di mezzi acquei e liscio liscio meglio che nelle foto dell'ottocento. Il Mauri sostiene che in questi giorni di serrata totale dei trasporti merci e dei taxi, persino i mezzi di trasporto civile pubblico riescono ad essere puntuali. Ma secondo Chang (il barista cinese che ci serve gli spritz al bitter rinforzati alla Bragora) cui abbiamo raccontato le nostre opinioni, questa è una cattiveria.

Comunque. A parte i foresti dei giornali per cerebri mantecati che scrivono che Venezia appare surreale quand'è invece com'è sempre stata fino agli anni settanta, a noi (Andrea Silvestri e Maurizio Vianello detto Mauri) ci pare proprio che questo sciopero dei trasportatori acquei privati, o serrata che dir si voglia, stia universalmente ottenendo il risultato all'incontrario di quello che essi detti scioperanti serrati avrebbero avuto intenzione di dimostrare.

Cioè: a parte la penuria prossima ventura di generi di ogni tipo che piano piano verranno a mancare a causa della mancata consegna delle merci medesime, ma su questo il Mauri ha dei dubbi perché secondo lui qui niente è definitivo mai; sembra pare che l'intera città e principalmente la parte di lei più nota e bella a vedersi, ovverossia il Canal Grande che è proprio l'oggetto del contendere dello sciopero serrato in sé (ostrega mi sono perso...). Insomma lo sciopero serrato sta dimostrando che senza trasporti è tutto molto più bello (oltre che sicuro e che anche i battelli vanno in orario: mi sto perdendo di nuovo).

Ecco diciamo: non è che uno fa un'azione dimostrativa per dimostrare che lui stesso medesimo ha torto e gli altri che sono contro di lui hanno invece ragione. Insomma alla fine questa protesta sembra quasi dar ragione a chi invece doveva aver torto. Perché il Canalazzo senza barconi sfrenati e taxi indemoniati è molto meglio.

Questa storia, per concludere presto presto, mi fa tornare nella mente una volta che ho fatto anch'io sciopero contro di mia moglie (quando eravamo agli inizi del matrimonio, ovviamente) a causa di un motivo di ritorsione che non mi ricordo neanche più. Gli ho intentato, ecco, una serrata sessuale. Ad oltranza, ovviamente. Solo che a me è andata ancora peggio di come sta andando la serrata dei trasporti: lei, mia moglie voglio dire, non si è accorta di niente.

E la serrata continua. Io: — Chang! Fammi due spritz al bitter, per piacere. Il Mauri: — Fanne due anche per me, grazie! In coro, tutti: — Salute! ★

Novembre, 2013