Canta che è meglio

Canta che è meglio

Non si può chiedere a un cantante, a un calciatore, a uno stilista, di essere anche intelligenti. Basta che cantino bene, che giochino bene, che facciano dei bei vestiti. Che sappiano fare, cioè, il loro mestiere. Per il resto, meglio stendere veli pietosi. Sul calciatore Zlatan Ibrahimovic che battezza «Paese di merda» quello che lo paga come un nababbo (la Francia), come sul cantante Gino Paoli che non ha niente di meglio da rispondere che vaffanculo a chi gli chiede perché porta i soldi all'estero.

Elton John (fonte dailymail.co.uk).

Ma il peggio di loro lo hanno dato un altro cantante famoso come Zia Elton John, e due stilisti altrettanto celebri come Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Hanno cominciato questi ultimi, anche se per la verità non ce l’avevano direttamente con Zia Elton, che non hanno mai nominato. Facevano piuttosto, in un’intervista, un discorso di carattere generale, che però prendeva di mira alcune scelte di vita compiute appunto da Zia Elton, che per questo si è arrabbiata moltissimo.

Dolce e Gabbana, che sono stati una coppia anche nella vita, si erano detti contrari alle adozioni gay e ai «figli della chimica che non hanno mamma e papà». Elton John, che ha due figli ottenuti con la fecondazione in vitro, assieme al marito David Furnish, ha replicato: «Come vi permettete di dire che i miei meravigliosi figli sono sintetici?».

E ha intimato loro di vergognarsi per aver «puntato i loro ditini» contro quel «miracolo» della fecondazione in vitro «che ha consentito a legioni di persone che si amano, etero ed omosessuali, di realizzare il loro sogno di avere figli». «Il vostro pensiero arcaico – ha continuato inviperito – è fuori tempo: proprio come le vostre creazioni di moda».

Di qui l’anatema: «Non indosserò mai più nulla di Dolce e Gabbana». E l’invito a boicottare i loro vestitini.

Il tema è delicato, è vero, le sensibilità sono esasperate, i toni sono eccessivi. Ma le opinioni sono sacre. E ciascuno ha diritto di esprimerle liberamente senza dover incorrere in sanzioni di alcun tipo. Personalmente non condivido l’opinione di Dolce e Gabbana, ma penso che abbiano tutto il diritto di esprimerla senza venire insultati. Oltretutto non ce l’avevano con Elton John.

Quanto a lui, sono perfettamente d’accordo con quello che dice sull’argomento. Ma non concordo su nulla quando attacca a quel modo Dolce e Gabbana senza rispettarne la loro diversa, ma legittima, e altrettanto valida per chi la pensa allo stesso modo, opinione. Non mi interessa poi, e mi fa anche un po’ ridere, quando annuncia che non indosserà «mai più» nulla di Dolce e Gabbana. Chi se ne frega di cosa indossa o non indossa Elton John.

Se poi ritiene di invitare il mondo a non comperare più i vestitini di Dolce e Gabbana, liberissimo di fare anche questo. Per carità. Solo che non mi sembra un modo molto intelligente per portare avanti le proprie opinioni. Anzi, mi sembra un modo decisamente stupido. Pensa a cantare, Elton, che è meglio.

Marzo, 2015