Che sconfitta!

Che sconfitta!

Luca Colferai

Uao! È andata molto peggio di quanto temevamo. In pratica: non ha vinto nessuno. E ciascuno ha perso più degli altri, anche se ognuno è pronto a giurare il contrario. Hanno perso clamorosamente i vincitori che si aggiudicano una tragica vittoria inutile di misura. Hanno vinto gli perdenti, che hanno recuperato un'incredibile entusiasmante sconfitta per il rotto della cuffia. E infine sono inutilmente vanamente primi gli ultimi arrivati.

Messi di fronte alla scelta, gli elettori italiani come un sol uomo hanno fatto ciò che i misogini pensano facciano tutte le donne: i capricci. In pratica, alla fine: a tutti girano le palle. E si continua a litigare. Su inutili dettagli. Curiosamente tutti puntano il dito sull'ingovernabilità. Come se i precedenti governi governassero o avessero governato. Il che è un'affermazione alquanto azzardata, pur con tutti i suoi congiuntivi.

C'è però chi ha perso più degli altri. Magra consolazione, ma interessante. Uno degli sconfitti veramente perdenti sostiene (ma forse abbiamo capito male) che a farlo perdere è stato il suo diretto contendente, che invece ha vinto. Invece ha perso alla grande chi avrebbe fatto meglio a non giocare, e ha giocato malissimo, pur avendo in mano delle carte eccezionali. Ben gli sta.

Come in un manuale di psicologia avanzata (cioè: avanzata come scarto da quella vera) siamo di fronte a una chiara manifestazione di sindrome da bipolarismo tripolare: il paziente — l'intera nazione — crede di essere due, ma in realtà sono tre; e siccome nessuno dei tre riesce a comunicare con gli altri due, il paziente continua da solo a fare la sua vita che crede normale.

Alla fine, ma anche all'inizio, è come prima ma un po' peggio. Sarebbe sensato se questo parlamento neoeletto sfornasse subito una nuova legge elettorale, frutto anche del compromesso tra le diverse aspirazioni, tensioni e truffe, dei gruppi. E che poi si andasse a votare di nuovo (purtroppo). Ma così non sarà. Auguri. ★

Febbraio, 2013