Compagni di banco

Compagni
di banco

Luca Colferai

Ricordate le elementari? La maestra vi mette in banco con il teppista della classe; egli vi fa i dispetti, vi tormenta. Per paura delle punizioni previste dal codice scolastico contro gli alunni disturbanti: voi tacete. Però poi: ecco, è troppo. Allora reagite! Ma la maestra si accorge immediatamente del trambusto: silenzio! La maestra è severa. E il vostro compagno di banco, rotto a tutte le esperienze: signora maestra è lui che disturba. E la maestra sbatte voi fuori della porta.

Questo sistema educativo formativo funziona alla grande. Per esempio, il vostro banchiere gioca allegramente con i vostri quattro euro, va in vacanza nei resort in elicottero, si aumenta lo stipendio quando vuole; e al momento di tirare i conti: è colpa vostra! Per esempio: una classe imprenditoriale adusa da secoli al sottobosco politico, all'affaruccio assistito, al nero sommerso, all'evasione degli spalloni, si accorge che c'è una crisi economica; è ovvio: siete voi che non volete lavorare o volete troppi soldi per farlo! Un manipolo di anziani professori d'economia e diritto, dopo aver allevato per decenni la più mediorientale delle classi dirigenti europee, all'improvviso va al governo per rimediare alla catastrofe messa in atto dai propri discepoli e simulacri: e vi aumenta le tasse, a voi! Per esempio: comprate le lampadine che non consumano, spegnete tutte le luci, non usate neanche il condizionatore, ma c'è la crisi energetica: vi aumentano la bolletta!

Potremo continuare a iosa, e crediamo di avervi dato fervidi e fecondi spunti di riflessione. Però oggi è venerdì: c'è il sole. I murazzi aspettano. L'acqua è limpidissima. Le scuole sono finite da anni. E come dice Francesco Tricarico, l'unico palazzeschiano dei cantati italiani viventi: «Puttana la maestra!». ★

Giugno, 2012