Corsera Tour

Corsera Tour

Sono tempi davvero difficili, oltre che molto brutti, per i giornali. Almeno per quelli di carta. Lo sappiamo bene. Vendite in calo verticale. Introiti pubblicitari sempre più scarsi. Autorevolezza e credibilità semi-azzerate. Licenziamenti, precariato, zero assunzioni. Padroni sempre più prepotenti, sempre meno liberali, sempre meno indipendenti. E giornali, di conseguenza, sempre meno liberi. Tutto vero. Tutto drammaticamente vero. Almeno in Italia.

La promozione del Corsera (fonte Corriere della Sera)

Per non parlare di quanto accade alla libertà di stampa in Turchia, in Medio Oriente, in Russia e in mille altri Paesi canaglia di svariate parti del mondo. Ma che questo portasse a situazioni come quelle che stanno accadendo all’una volta più prestigioso quotidiano italiano, non l’avremmo davvero mai immaginato. Nemmeno nel peggiore degli incubi. Eppure accade.

Accade dunque che, per motivi non bene chiari, forse nel tentativo di fare cassetta, forse in quello di fidelizzare il lettore, chissà, fatto sta che il quotidiano della buona borghesia chiamato “Corriere della Sera”, fondato a Milano nel 1876, decida di non fare più soltanto il giornale, che sarebbe il suo unico mestiere, e basterebbe quello se lo facesse bene, ma di trasformarsi di volta in volta in agenzia di viaggi e in attrazione turistica.

Ohibò! Sarà pur vero che in tempi come questi non bisogna fare gli schizzinosi e andare troppo per il sottile se si tratta di lottare in tutti i modi per garantirsi, oltre alla pagnotta quotidiana, una sudata sopravvivenza, ma la strada scelta sembra davvero eccessiva. Anche se non sembrano giunte, almeno per ora, lamentele e proteste da parte dei giornalisti e dei loro organismi rappresentativi corporativo-sindacali sempre bene attenti a ogni stormir di fronde.

Il Corsera-Gardaland diventato attrazione turistica fa rabbrividire. Si pubblicizza da solo, comprandosi (pardon, regalandosi) una pagina tutta intera sul suo stesso giornale. C’è una foto grande come quasi tutta la pagina. Vi si vede la sede storica del Corrierone in via Solferino 28 a Milano (l’indirizzo è anche scritto sotto, casomai qualcuno si sbagliasse), e davanti alla sede una piccola moltitudine di persone, la maggior parte in piedi, alcuni seduti sui panettoni spartitraffico, altri accosciati, come nelle foto dei calciatori. Sono per lo più uomini, per lo più anzianotti, poche le donne. Qualcuno sorride (pochi). Chi saranno? Non c’è scritto. Presumibilmente giornalisti. Forse tipografi. O grafici. Impiegati. Fotografi. Fattorini. Perdigiorno? Vattelapesca.

Sulla foto c’è un grande titolo: “Da noi sei sempre il benvenuto”. Con chi ce l’hanno? Niente paura, è spiegato sotto: “Abbonati a Corriere della Sera Digital Edition e visita la storica sede di Via Solferino”. Caspita! Continuiamo a leggere, sempre più allibiti: “L’emozione di visitare la Sala Albertini, vedere le redazioni al lavoro, ripercorrere le tappe del quotidiano che ha accompagnato la storia del Paese. Ogni giovedì, dalle 18 alle 20, la storica sede di via Solferino apre le sue porte alle visite guidate: abbonati ora a un mese di Corriere della Sera Digital Edition per avere un ingresso valido per due persone. E se sei già abbonato, prenota ora la tua visita: basta un clic. Non perdere l’occasione di entrare nel tuo quotidiano”.

Hai capito? Vabbè, che c’è di male, poi, sarà una nuova frontiera del marketing, no? Già. Ve li vedete voi, i giornalisti del Corsera, tutti compunti, accogliere con abbracci e sorrisi, magari un camparino, e fare festa ad allegre e caciarone comitive di abbonati che vengono a “vedere le redazioni al lavoro” come si vanno a vedere i macachi allo zoo? Chissà poi se sarà vietato gettare le noccioline ai giornalisti. Di sicuro c’è da presumere che il giovedì, giorno designato per questa nuova straordinaria avventura, ci sarà un’epidemia di richieste di usufruire del giorno di riposo previsto dalla settimana corta che i giornalisti, con il dono della sintesi che è loro proprio, chiamano semplicemente “corta”.

L’altra frontiera (l’ultima?) sono i viaggi. Dato che dare le notizie non basta, meglio organizzare un bel viaggetto. Forse si guadagna qualche soldino. Così l’un tempo molto autorevole Corsera si reinventa anche come agenzia di viaggi. Viaggi firmati, s’intende. Viaggi d’autore. L’iniziativa si intitola “In viaggio con Corriere della Sera”. E si scopre che, se decidi di fare questo viaggio, sei costretto a viaggiare in compagnia di un giornalista (magari antipaticissimo) del Corsera. Accidenti. Questa è proprio bella !

La meta pubblicizzata è Lisbona. “Parti con le firme più autorevoli del tuo quotidiano” strilla la pubblicità del Corsera pubblicata sul Corsera. Ti spiegano che se prenoti subito (hotel a cinque stelle, però, ogni riferimento è casuale) e costa una sciocchezza tutto compreso (incluso pellegrinaggio a Fatima), neanche mille euro per quattro giorni, a Lisbona ci andrai nientemeno che “con Andrea Nicastro, inviato del Corriere e già corrispondente della penisola iberica” (che ti guiderà anche a Fatima).

Il buon Nicastro forse sarà contento o forse sarà stato costretto. Chissà. Certo che il nostro pensiero va con tenerezza a chi voleva fare il giornalista e alla fine si è ritrovato a fare la guida turistica. Auguri e buon viaggio.

LA PAGELLA
Corriere della Sera: voto 4
Andrea Nicastro: sv

www.corriere.it

Gennaio, 2017