Di quattro epistole inedite scritte da Gabriele d’Annunzio

Di quattro epistole
inedite scritte
da Gabriele d’Annunzio

Trafugate nel centocinquantenario
della sua nascita: un'indagine patafisica

Enzo Rossi Ròiss

Cara M. perdonatemi se vi do un fastidio in questi giorni che sono per voi pieni di [...]. Avrei voluto vedervi e parlarvi, ma, temendo di essere inopportuno, ho poi rinunciato; e vi scrivo. Vi rammentate i bei giorni? La primavera non può risorgere e ricominciare a vivere senza la vostra benevolenza. Datemi un rigo, il vostro nome. Abbiate la bontà di rispondermi una parola. Sarà sempre un dono, una specie di talismano. Io spero che non mi negherete quel che vi chiedo. Addio. Vi stringo la mano con reverenza affettuosissima. Vostro Gabriele d'Annunzio

Gabriele D'Annunzio (fonte wikipedia).
Quattro epistole inedite di D'Annunzio trafugate nel 150.esimo anniversario
Quattro epistole inedite di D'Annunzio trafugate nel 150.esimo anniversario
Quattro epistole inedite di D'Annunzio trafugate nel 150.esimo anniversario
Quattro epistole inedite di D'Annunzio trafugate nel 150.esimo anniversario
Quattro epistole inedite di D'Annunzio trafugate nel 150.esimo anniversario

Cara M. ieri non osai venire a casa Sua temendo di recarLe disturbo. Attesi fino alle prime ore del pomeriggio un Suo cenno. Poi, la sera, un amico mi disse di Ella desiderava di vedermi. E il mio rammarico fu grande. So che fui cercato, ed ero fuori della città. Verrò tra le undici e mezzogiorno. E spero ch'Ella potrà ricevermi per qualche minuto. Vorrei stamani mandarLe tutti i fiori della primavera. Il Suo devoto e sempre fedele Gabriele d'Annunzio - 11 aprile 1901

Cara M. Non dimenticherò mai l'ora piena che ho passato al Suo fianco. L'abbraccio anche una volta con la più profonda tenerezza. Gabriele d'Annunzio

Gentilissima amica Le scrivo con grande furia. La prego caldissimamente di mandare una sua cosa come meglio piacerà. Posso contarci? Io Le sarei gratitissimo. Le scriverò più a lungo appena sarò a Roma. Con affettuoso rispetto Suo dev.mo G. d'Annunzio - Villa del Fuoco 18 Novembre

Trattasi di quattro lettere inedite scritte dal Vate, delle quali cercasi gli originali trafugati con altri documenti in borsa di cuoio color marrone, modello diplomatico, da una mano lesta e ignota che ha operato, mediante effrazione, all'interno di un'auto parcheggiata nell'abitato di Costermano in provincia di Verona.

Il proprietario di tali epistole si è recato a Costermano per svolgere indagini archivistiche e sopralluoghi mirati, intenzionato a identificare la destinataria e documentare con testimonianze il suo insediamento nel territorio gardesano: supponendole indirizzate a una aristocratica veneziana con residenza estiva avita edificata alle pendici del Monte Baldo, ben relazionata con le Istituzioni Comunali costermanesi, divenuta poi nell'agosto 1912 madre di una bambina nomata Pia. Una bambina alla quale fu donato un album (formato cm.11,5x18,5, collezionato da un amatore) nel quale parenti e amici scrissero lodi e laudi con auspici e raccomandazioni, illustrato manu proprio da conoscenti creativi coevi (veneziani e foresti), dei quali considero opportuno trascrivere qui di seguito alcuni nomi e cognomi leggibili in calce a disegni e acquerelli: Rosa Donà, L. Fontana, Rita Colonnello, Ginevra Magnifichi, Adolfo Bianchi, Anna Olivieri (datati: maggio 1913 - maggio 1916).

Oltre alle quattro lettere del D'Annunzio, è stato trafugato anche un dossier di documenti e appunti autografi di un parroco gardesano ottocentesco, relativi all'origine del toponimo Costermano, prescelto come iperluogo narrativo da Costanza Savini per l’ambientazione del romanzo Il lago in soffitta edito da Mursia nel 2007.

Gli appunti inediti comprendono il brano che trascrivo qui di seguito:

«La prima parte del nome deriva da Coster, appellativo olandese derivante dalla funzione di sacrestano del primo costermanese, aggiunto alla parola mano. Costermano, quindi, per significare per mano di Coster. Come per l'ipotesi formulata per spiegare il Coster olandese di Haarlem, precursore di Gutenberg nella invenzione della stampa, noto come Coster Laurens e anagrafato Laurens Janszoon Coster (o Laurens Jansz Koster, ca. 1370 – ca. 1440) nelle enciclopedie. Altra ipotesi è quella secondo la quale il nome Costermano sia stato costituito da Cost, che in inglese significa costo o spesa e ermanno divenuto nel tempo ermano».

«I documenti personali della persona proprietaria delle lettere autografe dannunziane trafugate, supportano l'ipotesi che Costermansville, nella regione Bukavi dello Zaire, sia stata così nomata perché generata in Africa da (o per mano di) un costermanese».

Una generosa ricompensa è disponibile per essere elargita patafisicamente a chi favorirà il recupero della borsa di cuoio col suo contenuto. ★

Carmelo Bene legge La pioggia nel pineto da Alcyone (1903):

Dicembre, 2013