Dove vivono gli architetti

Dove vivono
gli architetti?

Nelle stanze di otto protagonisti contemporanei

Laura Novello

Il Salone del Mobile di Milano ospita una rassegna dedicata all'abitare ispirata ai diversi modi di vivere. Nelle stanze di Mario Bellini, Daniel Libeskind a Fuksas: una visione dell'architettura domestica dei più importanti architetti del mondo.

  • Rho, Milano, Salone del Mobile, Fiera Pad. 9

Fino a: 

Domenica, 13 Aprile, 2014 - 19:00
Casa Libeskind (foto Nicola Tranquillino).jpg
Casa Zaha Hadid, Londra (foto Davide PIzzigoni).
Casa Fuksas a Parigi (foto Aki Furudate).

MILANO — Molteplici spazi abitativi ispirati ai diversi modi d'immaginare gli spazi domestici è il tema della rassegna pensato ed ospitato all'interno della rassegna del Salone del Mobile di Milano che delinea in esclusiva, le stanze private di otto protagonisti, tra i più autorevoli esponenti del mondo dell'architettura internazionale: Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind e Bijoy Jain/ Studio Mumbai.

Dove vivono gli architetti? Come sono le loro abitazioni, la loro poetica progettuale come si esprime nell'ambito dei loro spazi privati? La visione dell'architettura domestica si sviluppa in un progetto ricco di sperimentazioni e ricerche continue. La risposta in questa mostra si svolge attraverso la ricerca di ricchi dettagli, di un'armonia che esprime totalmente il progetto con la personalità di vi abita.

Ne risulta un'operazione ambita: mettere assieme architettura e design nell'esercizio dello spazio quotidiano. Del resto, proprio lo scrittore Curzio Malaparte aveva battezzato Casa come me la sua villa sull'isola di Capri, casa che esprime un racconto intimo e privato, che ricerca nei dettagli e negli spazi di ogni giorno i segni e le tracce del modo di vivere l'architettura in culture e contesti diversi.

Ed ancora, le residenze private degli architetti diventano espressione di una visione e di una poetica architettonica che nella mostra evidenziano anche il pensiero di Richard Rogers «a room is the beginning of a city»; il tema della casa attraverso la lettura ironica, paradigmatica delle «stanze degli architetti», può diventare l'avvio di una trasversale riflessione sulle modalità, le esperienze e le tendenze dell'abitare contemporaneo.

La cultura dell'abitare attraverso le istallazioni-stanze degli architetti è stata curata da Francesca Molteni assieme a Davide Pizzigoni architetto e scenografo che da anni lavora sulla ricerca delle spazi dello spazio di rappresentazione: dai teatri dell'opera alle dimore. ★

Aprile, 2014