Due belle mostre in laguna

Due belle mostre
in laguna

Un americano e un inglese a Venezia

Maria Luisa Pavanini

Sono in corso in laguna due belle mostre : una di pittura e una di scultura. Al Museo Correr espone Anthony Caro (1924) uno dei massimi scultori inglesi viventi; alla Guggenheim i primi collage dell’artista americano Robert Motherwell (1915-1991).

Anthony Caro, Child's Tower Room (1983/1984), quercia giapponese verniciata, 381x274.5x274.5cm www.anthonycaro.org
Anthony Caro, Duccio Variations No.1 (1999/2000), acciaio e legno, 164x143x68cm,  www.anthonycaro.org
Anthony Caro, Table Piece Y-92 'The Triumph of Caesar' (1987), acciaio patinato, 157.5x343x198cm, www.anthonycaro.org
Anthony Caro, Venetian (2011-12), perspex, acciaio.
Anthony Caro (www.anthonycaro.org).
Robert Motherwell nel suo studio ritratto da Eugene Reynal nel 1952 (i12bent.tumblr.com).
Robert Motherwell Poncho Villa, Dead and Alive, 1943 (MoMA)(i12bent.tumblr.com).
Robert Motherwell, Gauloises, 1970, collage (justanothermasterpiece.tumblr.com).
Robert Motherwell, View from a High Tower, 1944–45 (collezione privata © Dedalus Foundation/Licensed by VAGA, New York, NY www.guggenheim.org).

VENEZIA — Il Museo Correr espone Anthony Caro (1924) uno dei massimi scultori inglesi viventi, che si era già fatto conoscere in Italia con una importante retrospettiva a Roma, ai mercati traianei, nel 1992.

Trenta lavori monumentali dello scultore, eseguiti in cinquant’anni di attività, riempiono le sale del Museo Correr fino al 27 ottobre. Venezia conosceva già questo artista e la mostra offre una panoramica aggiornata della sua attività.

Caro aveva già esposto nella città dei dogi nel 1958 alla 29.esima Biennale Internazionale d’Arte e poi nel 1966 al Padiglione britannico alla 33.esima Biennale d’Arte di Venezia.

Lo scultore esplora le possibilità del metallo industriale, libera la scultura dal suo tradizionale legame a materiali pregiati e vuole che essa parli più direttamente allo spettatore.

Le opere coprono un lungo arco di tempo, dagli anni sessanta ad oggi e sono tutte di grandi dimensioni.

I titoli delle opere, rigorosamente in inglese ed intraducibili, rimandano all’amore e alla profonda conoscenza dell’artista per l’Italia e la sua arte come: Duccio Variations no. 1 (1999-2000) e Table Y-92 “The Triumph of Caesar” 1987.

Poetica e giocosa è invece la scultura Child’s Tower Room (1983-84) in legno: ricorda sia le strutture per giochi dei bambini sia il famoso progetto della Torre dell’artista russo Tatlin.

All’apparenza sregolate e multidirezionali le sculture di Caro combinano armonicamente elementi curvilinei e rettilinei.

La fonte di ispirazione, oltre ai grandi pittori del primo novecento, è il concetto di disegnare lo spazio con materiali leggeri quali aste e lamine piatte.

Una delle ultime opere ha per titolo: Venetian (2011-12) ed è costituita da un piano in perspex trasparente rosso.

Leggere e gioiose le sculture di questo giovanile artista sembrano soppiantare e sconvolgere tutti i canoni tradizionali legati all’opera plastica, per raccontare,poeticamente, momenti ed esperienze vissuti dall’artista.

L’altra mostra è alla Guggenheim, che espone i primi collage dell’artista americano Robert Motherwell (1915-1991).

Espressionista astratto della scuola di New York come Barnett Newman e Mark Rothko, Motherwell si contrappone, con la sua adesione all’idealismo espressionista, alla corrente più popolare della Pop Art.
Pittore raffinato e colto, esperto in filosofia e storia dell’arte, fu anche acuto critica d’arte.

Come spiega lo stesso artista i collage rappresentano la sua vena dionisiaca e meno classica in contrapposizione al resto della sua pittura più classica e apollinea.

I colori e le composizioni della Guggenheim sono si liberi, anche se, a nostro avviso, la profonda cultura e la razionalità impediscono a questo intellettuale impegnato di essere completamente spontaneo. I collage sono tutti sapientemente costruiti, le composizioni sono talvolta troppo pensate e quindi poco fantasiose.

Luglio, 2013