Eloize, la grande fuga da un mondo disumano

Eloize, la grande fuga
da un mondo disumano

Il tour europeo della compagnia canadese

Luca Alfonsi

Approdato agli Arcimboldi di Milano  Cirkopolis, il nuovo lavoro del Cirque Eloize, che fu tra i pionieri del circo contemporaneo insieme al Soleil. Una miscela intensa e affascinante di circo acrobatico, teatro e danza, che mescola e confonde i generi in un universo poetico che ricorda molto da vicino film come  Tempi Moderni di Charlie Chaplin. In scena tredici validissimi artisti che sono al tempo stesso attori, acrobati e danzatori. La riflessione sull'attualità disumanizzata diventa così un viaggio straordinario alla ricerca della nostra anima di bambini.

Una scena di Cirkopolis (www.cirque-eloize.com)

MILANO – La scena che hai di fronte è alienante, disumana. Palazzoni grigi di una metropoli indistinta che si rincorrono in continuo, proiettate in bianco, nero e grigio, sul grande fondale, e macchine e ingranaggi in perpetuo movimento, come in  Tempi Moderni di Charlie Chaplin.

In scena, nel mezzo, tredici artisti, uomini e donne, che sono insieme attori, acrobati e danzatori, sempre in bilico fra circo, danza e teatro, che cercano disperatamente una via di fuga da questa città-fabbrica mostruosa disegnata da Robert Massicotte, incalzati dalle musiche originali di Stéphan Boucher.

È  Cirkopolis, storia di un tentativo di fuga da un mondo ingrigito e imbruttito verso un universo poetico che scalderà i cuori e salverà le anime, l’ultimo, intenso spettacolo del Cirque Eloize, la compagnia canadese di circo contemporaneo, che per alcuni anni ha camminato a fianco del celebre Cirque du Soleil, e ora sta girando l’Europa, tappa italiana agli Arcimboldi di Milano.

Gli Eloize, dal nome di un fulmine estivo il cui bagliore appare all’orizzonte quando finisce in mare, declinato nel dialetto delle isole della Madeleine, sono ormai sulla scena da più di vent’anni. Sono state una delle prime compagnie al mondo di nouveau cirque, e hanno privilegiato quasi sempre i teatri agli chapiteau, proprio per le caratteristiche molto teatrali dei loro spettacoli, sempre senza animali. Circo-teatro, quindi, più che circo.

Ma performance affascinanti, e difficili, di acrobati veri (su tutti la deliziosa contorsionista, trapezista e ballerina canadese Myriam Deraiche), atmosfere ora cupe ora radiose, senza dimenticare un pizzico di humour con l’ottimo comico inglese Ashley Carr. Ne vien fuori uno spettacolo molto originale, di grande intensità emotiva e di elevata qualità artistica.

«Cirkopolis è il viaggio di un lavoratore solitario alla ricerca della sua identità – spiega il direttore artistico del Cirque Eloize, Jeannot Painchaud – è l’ossessione di ritrovare la sua anima di bambino. E’ il percorso iniziatico di un clown che attraverso la sua poesia va a cambiare l’ambiente in cui vive». Ma non solo. Cirkopolis è anche «uscire dall’anonimato – dice sempre Painchaud – è fare dell’umorismo assurdo, ed è anche la potenza dei corpi atletici. Non so se sia più circo, più danza o più teatro. Lascio agli spettatori il giudizio. Quello che è certo è che in scena ci sono degli artisti spettacolari, sensibili ed emozionanti».

Tutto vero. Lo spettacolo è splendido. Ben assortito ed equilibrato. Fresco, veloce. Senza pause né attimi di tregua. Un meccanismo molto ben oleato. Gli Eloize d’altra parte hanno nella loro storia numeri da record: dieci produzioni originali in ventitré anni di attività, e più di quattromila rappresentazioni in quattrocento e quaranta città di quaranta Paesi, per un totale di tre milioni e mezzo di spettatori. I quali, detto per inciso, non sono quasi mai andati via scontenti.

LA PAGELLA
°  Cirkopolis del Cirque Eloize : voto 8

www.cirque-eloize.com

Marzo, 2016