Fuga dai centri storici il futuro è in periferia

Fuga dai centri storici
il futuro è in periferia

Le nuove sfide dell'architettura

Laura Novello

C'è anche una piscina dove si può fare davvero il bagno alla quindicesima edizione della Biennale di architettura aperta a Venezia fino al 27 novembre. "Reporting from the front" è il tema scelto dal curatore Alejandro Aravena, l'architetto cileno noto per il suo impegno nell'ambito di studi e realizzazioni sul tema del sociale. Ben sessantadue le presenze nazionali negli spazi dei Giardini, dell'Arsenale e in altre zone della città. Per Filippine, Kazakistan, Nigeria, Yemen e Seychelles, è la prima volta a Venezia. Grande afflusso di pubblico. .

La piscina del padiglione australiano alla Biennale di Venezia (fonte: loweshomeimprovment.top).

VENEZIA - La mostra che inizia negli spazi dell’Arsenale, si pone da subito come un’esplorazione sui nuovi sviluppi dell’architettura contemporanea, attenta ad affrontare le nuove sfide sulle emergenze economiche e ambientali che si riversano sulla società, in particolare sul benessere dell’abitare tenendo in considerazione le necessità e le innovazioni abitative. La qualità della vita del quotidiano, è la tematica che affronta il curatore dell’edizione della Biennale di quest’anno.

Alejandro Aravena mira a identificare in assoluto le nuove emergenze economiche, attraverso uno snodo, un percorso di ottantotto architetti che ha selezionato indicandone le possibilità, le nuove idee, le soluzioni più adatte alle esigenze di ogni territorio soprattutto esistente nelle periferie delle città. Questo il grande tema affrontato dalla mostra: la periferia con la visione di enormi video, immagini fotografiche, disegni, schizzi, bozzetti, realizzazioni di progetti plastici in scala ridotta unita a una serie di imponenti istallazioni che a volte, con la loro presenza, alludono a grandi opere plastiche, più che architettoniche ad artistiche. Sono realizzate con grandi elementi di ferro, come l’ingresso delle Corderie composto da infinite lamelle in ferro riciclate dalla Biennale del 2015, e come altre, con mattoni e materiali edilizi, cartongesso e laterizi.

Dimensioni visive, elementi ambientali che non possono sfuggire al visitatore. Come la pioggia di fasci luminosi e vapore creata da Trassolar, uno studio d’architettura tedesco, opera già esposta al Louvre di Abu Dhabi. E ancora, l’ipotesi di lavoro di uno studio indiano, Mumbai, che interviene in zone di guerra ridisegnando il tutto per farne centri culturali, luoghi di aggregazione con biblioteche e parchi per bambini. Tadao Ando parla di Venezia con il plastico del modello della Punta della Dogana da Mar, quella in punta alla Salute, attigua alla chiesa veneziana, che viene presentato al pubblico dieci anni dopo la sua realizzazione voluta in laguna dal collezionista Francois Pinault.

Molti i progetti che sfilano nel percorso. A un certo punto ci si imbatte anche nei celebri architetti Chipperfield e Norman Foster, con i loro progetti che vedono come soggetto il Sudan e la terra di Ruanda. Nuove scuole riprogettate, dopo un terremoto, attraverso dei plastici, sono in mostra nel Padiglione di Thailandia. Il Giappone s’interroga sulle nuove architetture delle metropoli del dopo-terremoto del 2011, mentre la Cina esprime concetti filosofici sul concetto degli equilibri dell’universo: il Tao inserito nella vita nel design quotidiano, dalla cura dell’abito all’abitare, al cibo. Il Cile affronta il tema dell’accoglienza dei migranti, attraverso la visione di giovani architetti che ne raccontano le idee e le osservazioni con moltissimi video.

Vicinissimo alla spettacolare visione delle Gaggiandre, quasi alla fine dell’Arsenale, il Padiglione Italia si apre con il tema “Progettare il bene comune” scelto dal Ministro Franceschini e curato da Tam Associati, che delinea progettisti, enti e associazioni tesi a individuare e sviluppare il miglioramento della qualità della vita associata all’estetica dei luoghi attraverso un percorso denso di progetti sull’argomento. La mostra continua ai Giardini.

Gli Stati Uniti puntano su città immaginarie con scenari e progetti sulla città di Detroit sviluppata virtualmente in zone al fine di creare nuovi assetti urbanistici. L’Inghilterra mira alla progettualità d’interni, nuovi modi di vivere nell’ambito di micro-spazi abitativi con soluzioni salva spazi. L’Olanda è invece tutta blu, dal colore delle missioni di pace internazionali, l’architettura come spazio per le missioni pacifiste nelle zone dei conflitti. La Francia con la Nouvelle Richesse delinea la nuova architettura transalpina mentre la Russia ci presenta uno stimolante mega video istallazione che racconta gli sviluppi dello stile decorativo delle città con una ricchezza di dettagli d’insieme davvero stimolante. C’è anche una bella piscina al Padiglione dell’Australia, è quella che parla dello spazio sociale nel Pacifico, e ci si può immergere tranquillamente nell’acqua, con grande gioia dei bambini.

Per tornare al tema centrale, quello delle periferie, come dice Renzo Piano, ”sono il cuore pulsante delle città, ora bisogna tirarle fuori e lucidarle, come le perle”. A tutto questo è dedicata l’esposizione che vede in primo piano l’area di Marghera dei suoi quartieri..La sua idea è di attuare un progetto di fitorigenerazione dei terreni, delle aeree industriali che consentirà di attuare la qualità della terra con l’inserimento di parchi, giardini, aree verdi e altre soluzioni che valorizzeranno i luoghi. Reti sociali nelle ex aree industriali, la trasformazione di brutte strade in aree da passeggio, l’abbattimento del brutto per creare bellezza: questo l’imperativo di Piano che condurrà le operazioni e i progetti, affiancato al gruppo di architetti dello Studio G124, come dal nome della stanza di Piano assegnata a Palazzo Madama come senatore a vita. Infine, una sezione della mostra è visibile a Mestre negli spazi del Forte Marghera dove sconfinano una serie di progetti su Porto Marghera con i futuri profili di nuove ricerche e sviluppi dell’area.

Reporting from the front
15° Mostra Internazionale di Architettura
La Biennale di Venezia
Sino al 27 novembre 2016
Arsenale, orari: 10.00-20.00, venerdì e sabato sino al 24 settembre
Giardini, orari: 10.00-17.30, lunedì chiuso

www.labiennale.org

Giugno, 2016