Fumagalli risveglia i fantasmi dell'Hiver

Fumagalli risveglia
i fantasmi dell'Hiver

Phénoménal, la nuova produzione dei Bouglione

Roberto Bianchin

Il clown italiano mattatore della nuova stagione del più celebre circo francese. Un ottimo cast per uno spettacolo di classe. Ma la crisi morde anche in Francia: «Qui una volta era sempre tutto esaurito, si faceva fatica a trovare un biglietto. Adesso si vedono dei posti vuoti. Non era mai successo».

Il saluto degli artisti di Phénoménal al Cirque d'Hiver di Parigi (foto RB).
Il clown italiano Fumagalli (Gianni Huesca), protagonista di Phénoménal, la produzione 2013-2014 del Cirque d'Hiver (foto RB).
Il clown Fumagalli e Roberto Bianchin nella boutique del Cirque d'Hiver a Parigi (foto RB).
Il clown e l'autore al Cirque d'Hiver discutono della crisi del circo (foto RB).
L'interno del Cirque d'Hiver a Parigi, durante lo spettacolo Phénoménal. Si notano alcuni posti vuoti (foto RB).

PARIGI — Ci voleva il ritorno, dopo solo due anni, dei uno dei più grandi clown del mondo, l’italiano Fumagalli (per l’anagrafe Gianni Huesca, nativo di Venzone, Friuli), per ridare smalto e brio al mitico Cirque d’Hiver, le cui produzioni degli ultimi tempi, pure se sempre di buon livello, non erano stati entusiasmanti. Specialmente l’anno scorso, con Eclat (vedi su Il Ridotto, Al Cirque d’Hiver tutto il fascino di una lunga storia, 6 gennaio 2013).

Quest’anno invece, lo spettacolo Phénoménal della famiglia Bouglione, con il titolo ispirato proprio a un modo di dire del celebre clown, in scena al Cirque d’Hiver fino al 2 marzo, brilla per vivacità, freschezza, originalità, e per una scelta felice degli altri numeri che compongono il ricco programma, presentato con la consueta eleganza da un Michel Palmer sempre più bravo e garbato, e sottolineato dall’ottima orchestra di Pierre Nouveau.

Fumagalli prende in mano lo spettacolo dall’inizio alla fine, da autentico mattatore qual è, con un programma tutto diverso da quello di due anni fa in Virtuose (confronta su Il Ridotto, Parla italiano il Cirque d’Hiver, il clown Fumagalli trionfa a Parigi, 2 gennaio 2012).

Nel primo tempo appare con i Fuma Boys, una sorta di buffa squadra di ginnastica degli anni Trenta, mentre nel secondo, insieme al fratello Darix e al padrone di casa Alberto Caroli nei tradizionali panni da clown bianco (per la verità un po’ appesantito e sempre meno convincente), inscena una nuova esilarante pantomima, di quelle alle vecchia maniera, ispirata ai fantasmi che abitano proprio il Cirque d’Hiver. Risate facili e assicurate.

Fumagalli appare in forma, ma i suoi pensieri sono preoccupati per il mondo che ama, quello del circo, perché ne scorge gli effetti della crisi. «Anche se è parecchio tempo che non torno in Italia, so che per i circhi italiani il momento non è proprio dei migliori», mi dice durante l’intervallo dello spettacolo, mentre firma autografi alla boutique del circo nello storico Bar dell’Imperatrice.

«Anche qui, vedi, in questo tempio che è il Cirque d’Hiver, dove vanno sempre in scena spettacoli di alto livello, si nota qualche segnale: una volta qui era sempre tutto esaurito, a tutti gli spettacoli, si faceva fatica a trovare un biglietto. Adesso si notano dei posti vuoti, non era mai accaduto. E so che in tutta la Francia ormai anche i circhi principali lavorano solo nei fine settimana. In Germania invece i circhi resistono meglio ai colpi della crisi».

Sarà anche per questo che, per tentare di abbattere i problemi con una risata, l’Hiver ha già ingaggiato, dopo Fumagalli, un altro campione della comicità, anche lui italiano: il clown dei clown David Larible, che debutterà a Parigi nell’ottobre del 2015.

Tornando allo spettacolo attualmente in scena, le cose migliori le fanno vedere i fratelli colombiani Alejandro e Michael Vanegas in una spericolata ruota della morte; ancora due italiani, i fratelli Giuseppe e Emanuele Curatola, nel loro splendido e classicissimo mano a mano; gli acrobati ai tessuti Dasha e Vadyn in un balletto aereo molto poetico e difficoltoso; la sorprendente giocoleria dell’affascinante Helena Polach; e le meravigliose tigri dorate di un domatore preciso e di alta classe come Hans Suppmeier.

Completano la parte dedicata agli animali, la cavalleria di Joseph Bouglione e la grazia e lo charme dell’alta scuola della bellissima Regina Bouglione, sempre più regina di nome e di fatto. Mancano gli elefanti, a voler essere pignoli, ma ci saranno nella prossima stagione (a partire da ottobre 2014) con la famiglia tedesca Kasselly, vincitrice del Clown d’oro a Montecarlo.

Completano i numeri di famiglia, le piccole illusioni dei giovanissimi Victoria e Dimitri Bouglione e Alessandro e Valentino Togni-Bouglione. Nel cast anche il buon duo comico Bobylev, l’acrobata Pasha Voladas alle sbarre fisse, la contorsionista Romina Micheletty all’hula-hoop, i giocolieri Emily & Menno.

A voler essere ancora pignoli, manca un numero di trapezio, in questo circo dove nell’ottocento il trapezio fu inventato. Ma nell’insieme, si tratta di uno spettacolo notevole, di quelli che non si vedono spesso di questi tempi. Vale la visita e, se del caso, anche il viaggio.

Voto: 7,5

www.cirquedhiver.com

Dicembre, 2013