Gnocca continua

Gnocca continua

Roberto Bianchin

ERA DA UN PO' che avevamo perso le tracce delle festine del Papi. Che non se ne sentiva più parlare. Che non se ne sapeva più nulla. E un po’ avevamo anche cominciato a preoccuparci. Non che avessimo proprio nostalgia del bunga bunga. Ma insomma, un po’ ci eravamo abituati, e un po’ ci piaceva anche — suvvia, non nascondiamolo — sentir raccontare quelle storie, soprattutto quando le storie diventavano storielle e si facevano un po’ piccantine.

E ci chiedevamo, un po’ smarriti, se per caso non fosse perché le festine non si facevano più. Se fossero state cancellate per il troppo clamore. Per la eccessiva notorietà. Per lo scandalo. Per la vergogna. Per il disgusto. Magari per la stanchezza. O per la paura di venire nuovamente scoperto e sputtanato.

Ci domandavamo come fosse stato possibile che il Papi, dopo esservisi tanto dedicato, avesse davvero potuto farne a meno. Cancellare. Abolirle dalla notte alla mattina. E poi, proprio adesso che aveva più tempo, che era libero da impegni, che la sua agenda era desolatamente vuota, e che da quando non era più presidente del consiglio non aveva proprio più un casso da fare. Possibile che all’improvviso non gli piacesse più la gnocca?

Tutti questi dubbi ci hanno tristemente tormentato fino all’altro giorno, quando finalmente abbiamo saputo. Una gola profonda, appartenente a un esimio professionista, uno di quelli che andavano a paparazzarlo a Villa Certosa, e che abbiamo incontrato di nascosto in un’amena e sorridente località del Lago Maggiore dove ha momentaneamente piantato le tende, non sappiamo se per piacere o se per dovere, ci ha rivelato, in anteprima, la verità che presto verrà fuori dalle nuove, sconvolgenti foto che lui stesso si appresta a pubblicare, appena avrà trovato un giornale che gli pagherà quanto richiesto (sempre abbastanza, ma meno di quando il Papi faceva il Premier).

La prima notizia, dunque, è che le festine del Papi continuano. Continuano come se niente fosse. Ahhhh! Questo volevamo sapere. E questo ci rincuora e ci rallegra, e ci fa presumere che per la nostra gioia e il nostro sollazzo ne vedremo e sentiremo ancora delle belle. La seconda notizia è che è cambiato tutto. È cambiata la location, sono cambiate le ragazze, sono cambiati i procacciatori delle ragazze. Sono rimasti uguali solo i regalini per le ragazze: i gioiellini, i cd di Apicella, le magliette del Milan, i rotolini da duemila, e per le più abili e fortunate un provino per un posto da velina.

La nuova location del Super Bunga Bunga (anche l’antico giochino prediletto dal Papi è rimasto ma in una versione aggiornata, ora si gioca in quattro invece che in due), è in una villa sull’acqua (non è precisato se acqua di mare o di lago), una delle tante nella disponibilità dell’ex Premier. Ma la sala del Bunga Bunga, quella col palo in mezzo, i divanetti e l’angolo bar, è stata ricostruita esattamente come la precedente, e fuori, nel parco, c’è anche una copia perfetta del vulcano. Spariti i Fede, i Mora, i Tarantini, i nuovi procacciatori di ragazze sono «facce mai viste ma poco raccomandabili», assicura il paparazzo. Tutte nuovissime, di pallino, anche le ragazze. Tantissime, come sempre, di tutte le nazionalità (in maggioranza rumene, ucraine e africane), e di tutte le età. Più difficile scoprire, anche per l’occhio addestrato di un paparazzo professionista, quanti anni hanno.

Di sicuro si sa, perché ci sono le foto, che i travestimenti continuano. Rimangono, e trionfano, quelli preferiti dal Papi: da infermiera, da crocerossina, da pompiera, da magistrata, da calciatrice del Milan. Ma se ne sono aggiunti alcuni di nuovi: tra i più gettonati, quelli da Mario Monti, da Angela Merkel, da Luca di Montezemolo. Il ruolo di Monti è interpretato da una svedesina di diciannove anni, quello di Montezemolo da una bolognese di ventuno, quello della Merkel da una formosa tedescotta di Amburgo di ventitré, alla quale dà delle grandi pacche sul sedere chiamandola culona. ★

Giugno, 2012