I disegni di un genio

I disegni
di un genio

Maria Luisa Pavanini

La mostra in corso alle Gallerie dell’Accademia ha il merito di riunire i venticinque disegni leonardeschi di Venezia e altri ventisette provenienti da Torino, Parma, Firenze, Oxford, Parigi e Londra.

Uno dei cinquantadue disegni di Leonardo in mostra alle Gallerie dell'Accademia.

VENEZIA — «Costui in disegno avanzò gli altri ed ebbe invenzioni bellissime» scrive Antonio Billi nel 1518 e lo stesso Giorgio Vasari riconosce e loda nei disegni di Leonardo la finezza, la diligenza e il chiaroscuro. Artista incostante trova nell’immediatezza del disegno la possibilità di associare forme e fissare le immagini e i pensieri della sua mente creativa.

Un foglio mostra, tra scarabocchi di profili e studi architettonici, una dolce Madonna col Bambino. Pochi sono i fogli che seguono una tematica omogenea perché tutto per l’artista è mutevole, soggetto a revisioni e ripensamenti.

La mole imponente dei suoi disegni evidenzia la volontà e l’urgenza del maestro di fissare sulla carta con la punta metallica, la penna o la matita, i pensieri, le scoperte, le esperienze e le invenzioni continue della sua mente fervida e geniale. Leonardo fa del disegno un’arte a sé stante espressa in diverse migliaia di fogli.

Colpisce la meticolosità degli studi, la forza espressiva dei profili di alcuni ritratti, così lontani dall’atarassica bellezza delle Madonne di Raffaello. Nello Studio di guerriero di Budapest o nella Testa virile incoronata d’alloro della Biblioteca Reale di Torino sono evidenti l’incisività del tratto e la capacità di caratterizzare il personaggio.

L’animo deve trasparire dal volto. «Farai le figure in tal atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo: altrimenti la tua arte non fia laudabile».
Particolari risultano le teste caricate o bizzarre, visi mostruosi che risalgono al primo periodo milanese (1482-83). Sono volti dai caratteri volgari secondo un certo gusto del grottesco popolare legato alla corte sforzesca che, con crudele umorismo, pone l’attenzione sugli aspetti più deleteri del fisico e del carattere umano.

L’artista insiste nel rappresentare i vecchi con i lineamenti scavati dalle rughe, le grinze, i solchi profondi che esasperano l’intensità dei volti. «Piacevami sopra ogni cosa di far vecchi, di modo che solamente in dissegno ne feci, e tutti mirabili, tra di lapisso e di inchiostro, cinque milla e novecento trenta quattro».

Al centro della mostra campeggia «L’uomo vitruviano», rappresentazione tesa a mostrare le proporzioni del corpo umano. Lo studio matematico delle proporzioni, le riflessioni sulla prospettiva sono i fondamenti della grande rivoluzione dell’arte rinascimentale fiorentina.

Leonardo «omo senza lettere» mostra nei disegni una straordinaria curiosità e interesse verso ogni forma di sapere dall’anatomia alla botanica, all’ingegneria, alla geometria, all’idraulica, tanto che la pittura sembra quasi occupare per questo incostante e multiforme ingegno un ruolo marginale. ★

Settembre, 2013

Collegamenti: 

Dal 29 agosto fino al 1 dicembre 2013, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale di Venezia, la mostra Leonardo Da Vinci. L’Uomo universale alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, a cura del Direttore del Gabinetto dei Disegni Annalisa Perissa Torrini. Biglietti: 15 euro (intero), 12 euro (ridotto).

http://www.gallerieaccademia.org/news/leonardo-da-vinci-luomo-universale/