Il fantastico viaggio delle teste di legno

Il fantastico viaggio
delle teste di legno

Al castello dei burattini di Parma

Nascosto in una viuzza del centro, poco distante dai grandi teatri del Regio e dei Farnese, spunta un piccolo teatro di burattini all'interno di un delizioso museo tutto dedicato al teatro di animazione. È il museo intitolato al burattinaio parmigiano Giordano Ferrari, un'esposizione preziosa che comprende cinquecento burattini e marionette d'epoca, scenografie, libri e copioni. È solo una parte del patrimonio della famiglia Ferrari, migliaia di burattini storici che calcano ancora le scene.

Il museo dei burattini Giordano Ferrari a Parma (foto Il Ridotto).
Un burattino del museo Giordano Ferrari a Parma (foto Il Ridotto).
Un burattino del museo Giordano Ferrari a Parma (foto Il Ridotto).

PARMA (r.b.) – In una viuzza del centro, poco distante dai due storici teatri cittadini, anch’essi molto vicini tra loro, lo spettacolare Teatro Farnese e l’imponente Teatro Regio, purtroppo poco e male utilizzati di questi tempi (soprattutto il primo), c’è un piccolo teatrino nascosto che invece di tanto in tanto si anima. Si vedono luci, e si sentono gridare voci e sbattere come di bastoni fin dalla strada.

È il teatrino delle teste di legno che si svegliano e danno spettacolo, e spesso anche legnate. Non dormono, per la verità, anche quando non vanno in scena. Stanno lì, belli diritti, quasi impalati, sembra che aspettino l’inizio dello spettacolo, Sandrone e Fagiolino, Brighella e Balanzone e il buffo Bargnocla col suo bitorzolone sulla fronte, e ti guardano dalle vetrine, gli occhioni spalancati , le mani a mezz’aria e la bocca semi aperta.

Perché il piccolo teatrino sta dentro un piccolo museo, un luogo magico, un gioiellino curato con amore e passione dal Comune di Parma. È il museo Giordano Ferrari, chiamato anche Il castello dei burattini. Nasce dalla collezione del burattinaio parmigiano al quale è intitolato il museo, ed è considerata la raccolta italiana più importante nel campo del teatro di animazione. In una successione di sale, tutte ordinate e bene illuminate, si trova esposta una parte consistente del materiale che il burattinaio raccolse con pazienza durante sessant’anni di attività. Il fondo, spiega Cesare Bertozzi, uno degli appassionati tenutari del museo, è costituito non solo dai materiali che la famiglia Ferrari - tuttora attiva con diversi spettacoli sia in questa sede che in molti teatri italiani e stranieri - ha prodotto e intagliato, ma soprattutto da pezzi di diversa provenienza, raccolti, acquistati o pervenuti in dono da altri artisti.

Sono esposti cinquecento pezzi, per la maggior parte burattini di legno, ma anche marionette e pupazzi, di varie epoche e storie. Quasi tutti ben conservati. Alcuni sono rarissimi. La collezione comprende, oltre agli attori di legno, anche fotografie, scenografie, copioni, volumi sul teatro e anche un archivio cartaceo di manifesti, locandine, lettere e documenti. Complessivamente la spettacolare raccolta può contare ben mille e cinquecento pezzi tra burattini, marionette, teste e oggetti di scena, oltre a quattrocento scenografie, manifesti, copioni e quattrocento volumi sul teatro di figura.

Alla collezione dei Ferrari si sono aggiunti altri fondi. Il primo è quello costituito dal patrimonio del giornalista Franco Cristofori, donato al museo dalla moglie e dai figli nella certezza di interpretare la volontà del collezionista, che era uno studioso di culture popolari. Il fondo a lui intitolato comprende un migliaio di pezzi, tra burattini, marionette, oggetti di scena, libri, copioni, scenari e documenti.

Il secondo fondo è quello di un ingegnere bresciano burattinaio per diletto, Amilcare Adamoli, ed è composto da burattini, copioni, abiti ed effetti speciali, tra cui una pipa per fare delle fiammate vere in scena, oltre a un teatrino che lui stesso si era costruito per i propri spettacoli. Completano la collezione alcuni pupazzi televisivi del Gruppo 80, guidato da Kitti Perria e Enrico Valenti.

È un tesoro nascosto, bellissimo e un po’ nostalgico, privilegio e memoria di un mondo che fu. Se passate da Parma, non perdete l’occasione di un fantastico viaggio nella fantasia in compagnia di quelle pazze, sgangherate, irresistibili teste di legno.

Gennaio, 2016

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