Il futurismo italiano negli Usa

Il futurismo italiano
negli Usa

Al Guggenheim di New York
la più grande mostra mai realizzata sinora

Laura Novello

Italian Futurism, 1909 – 1944: Reconstructing the Universe: trecento opere da Balla, Boccioni, Carrà, Dottori, Marinetti e tanti altri indagano l'interessante movimento artistico in tutto il suo sviluppo. Con le opere inedite di Benedetta Cappa, moglie di Filippo Marinetti, conosciute finora solo agli specialisti e agli studiosi di settore.

  • Solomon R. Guggenheim Museum – 1071 Fifth Avenue N. Y.

Fino a: 

Lunedì, 1 Settembre, 2014 (fino a mezzanotte)
Carlo Carrà, Manifestazione Interventista (1914, collezione Gianni Mattioli Peggy Guggenheim Collection, Venezia; Photo: courtesy Solomon Guggenheim  Foundation, N.Y. Copyright: 2014 Artist Rights Society (ARS) New York/SIAE, Roma).
Giacomo Balla, Velocità astratta + rumore (1913-1914. The Solomon Guggenheim Foundation, Peggy Guggenheim Collection, Venezia 76.2553.31. Photo: courtesy Solomon R. Guggenheim Foundation, N.Y. Copyright: 2014 Artist Rights Society (ARS), N. Y./SIAE; Roma).
Luigi Russolo, L’arte dei rumori: Manifesto futurista (Milano: Direzione del Movimento Futurista, 1913; Wolfsoniana-Fondazione regionale per la cultura e lo spettacolo, Genova; concessione degli eredi. Photo: courtesy  Wolfsoniana – F.R.C.S. Genova).

NEW YORK — In uno dei più celebri musei del mondo – a forma di spirale-chiocciola – realizzato dall'architetto Frank Lloyd Wright nel 1943, è aperto al Guggenheim di New York l'evento forse il più prestigioso dell'anno: la grande mostra dedicata agli artisti del futurismo italiano. Trecento opere figurano nell'ambito di un percorso espositivo che riunisce dipinti, disegni e sculture dei futuristi provenienti da musei, collezioni e raccolte del mondo intero.

La rassegna è stata curata da Vivien Greene, esperta di arte italiana tra la fine dell'ottocento e i primi decenni del novecento, che si è avvalsa della collaborazione dei massimi studiosi ed esperti del movimento: collezionisti, storici dell'arte, esperti tra cui Enrico Crispolti, Massimo Duranti, Ester Coen, Emilio Gentile, Fabio Benzi e tanti altri.

L'aspetto forse più interessante di quest'interessante esposizione è delineato dalla presenza inedita dell'artista Benedetta Cappa Marinetti – moglie del fondatore del Futurismo, Filippo Tommaso – della quale sono state scoperte dalla curatrice una serie di opere provenienti da Palermo, dipinte per il Palazzo delle Poste (progettato da Angelo Mazzoni) e sinora mai uscite dalla Sicilia. Si tratta di una serie di realizzazioni conosciute soltanto dagli specialisti e studiosi del settore.

Il gruppo di tele è intitolato Sintesi e comunicazioni, ed ora le opere trovano giusta collocazione accanto a Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Carlo Carrà, Gerardo Dottori, Giovanni Russolo e tantissimi altri.

L'interesse per il Futurismo è quanto mai attuale; dalla sua nascita, i primi passi sino all'approfondimento dell'avvicendarsi storico al suo interno. Modernità, movimento, dinamismo – sia nella ricerca delle forme che nel colore – e, soprattutto la dinamica dell'idea ,applicata al mondo del sociale, del quotidiano, è ciò che ha contraddistinto più di ogni altro il movimento artistico nel panorama dell'arte del Novecento. Una vera e propria consacrazione per l'arte italiana degli artisti Marinetti & Co.

Questa mostra sul Futurismo, eccezionale per la complessità dell'organizzazione e la ricerca delle opere è stata resa possibile grazie alla sponsorizzazione di Lavazza Spa.

Aprile, 2014