Il tesoro nascosto della storia del circo

Il tesoro nascosto
della storia del circo

Un patrimonio unico e originale

Gabriele Drago

Il Cedac, centro di documentazione delle arti circensi unico in Italia e tra i primi in Europa, ha una nuova sede, più ampia e spaziosa, nei locali degli ex Magazzini Generali di Verona. Migliaia di documenti, libri, giornali, fotografie, filmati, locandine, manifesti, abiti e oggetti, a disposizione di storici, studiosi, studenti, appassionati. I nuovi locali inaugurati alla presenza dell'artista italiano più premiato al celebre festival di Montecarlo, l'addestratore Flavio Togni. Proiettato nell'occasione il film di Luca Verdone dedicato all'inventore del circo moderno, il fiulano Antonio Franconi. Presentato anche il libro di memorie del celebre clown Giancarlo "Cirillino" Cavedo.

I nuovi locali del Cedac. Da sinistra: Luca Verdone, Antonio Giarola, Giancarlo Cavedo, Flavio Togni, Alessandro Serena, Roberto Bianchin, Francesco Mocellin
All'assessore regionale Luca Coletto l'incombenza del taglio del nastro
Da sinistra: Roberto Bianchin, Antonio Giarola, Luca Verdone, Giancarlo "Cirillino" Cavedo nei nuovi locali del Cedac.

VERONA – Per motivi misteriosi -o forse anche no, chissà, magari sarà l’aria che si respira o l’acqua dell’Adige- la città di Giulietta è diventata la capitale italiana del circo. Questo grazie alla presenza di uno dei più importanti centri di studi e documentazione europei sull’arte circense, come il Cedac, che ha appena inaugurato la sua nuova sede negli ex Magazzini Generali, come dell’Accademia delle arti circensi, il college più prestigioso d’ Europa, per la formazione di artisti di varie discipline di primissimo livello.

Ma veronese è anche la celebre famiglia Togni, che proprio nella città scaligera ha allestito i quartieri d’inverno del Circo Americano, come veronesi sono David Larible, il clown più famoso del mondo premiato con l’oro al Festival di Montecarlo, e il regista circense Antonio Giarola, che ha firmato spettacoli importanti in tutto il mondo, dalla Russia alla Cina, e non per caso è il fondatore e il direttore del Cedac.

E non è sempre un caso se per inaugurare la nuova sede del centro di documentazione delle arti circensi, è stato scelto l’anno in cui il mondo del circo celebra il suo primo quarto di secolo, e la data della giornata mondiale del circo, il 21 aprile, voluta dalla Principessa Stéphanie di Monaco, impegnatissima in una battaglia culturale in difesa dei valori del circo classico.

Il centro istituito nel 2003 dall’Ansac, l’associazione nazionale per lo sviluppo delle arti circensi, su un’intuizione del regista Antonio Giarola, il primo ad avviare in Italia il “circo di regia” con la produzione del “Clown Circus” del 1984, nacque “per colmare una lacuna storiografica nell’ambito degli studi sugli spettacoli viaggianti”. “Attraverso la raccolta, la catalogazione e la digitalizzazione dei documenti –spiega il regista e direttore- cerchiamo di scongiurare la dispersione di un patrimonio a forte rischio di estinzione”.

I nuovi spazi sono più ampi e luminosi, rispetto a quelli precedenti, pure niente affatto disprezzabili, di via Garbini. E l’edificio degli ex Magazzini Generali, splendidamente restaurato da CariVerona, si presta magnificamente a scopi culturali (dispone anche di sale convegni perfettamente attrezzate), ospitando al suo interno sia l’Archivio di Stato che quello dedicato a Dario Fo.

A tagliare il nastro, in un’affollata giornata di festa, l’assessore regionale Luca Coletto, che ha espresso l’apprezzamento della Regione Veneto per la gente e lo spettacolo del circo (cosa che non accade frequentemente da parte delle istituzioni, specie di questi tempi). Tra i presenti, il domatore Flavio Togni, direttore del Circo Americano, che è l’artista italiano più premiato al Festival di Montecarlo (l’unico ad addestrare tigri, cavalli, ed elefanti), suo fratello Daniele, il figlio Bruno che è già un eccellente domatore, il professor Alessandro Serena, nipote della leggendaria Moira Orfei, che insegna storia del circo all’Università Statale e allo Iulm di Milano, il presidente del Club Amici del Circo e rappresentante italiano nella European Circus Association, Francesco Mocellin, il direttore del museo della giostra di Bergantino Tommaso Zaghini, il giornalista, scrittore e studioso di circo Roberto Bianchin, fondatore e presidente dell’Associazione Internazionale Critici Circensi (Aicc).

L’inaugurazione è stata arricchita da altri due eventi importanti: la proiezione dello splendido film del regista Luca Verdone, “La meravigliosa avventura di Antonio Franconi”, dedicato al cavallerizzo udinese considerato l’inventore del circo moderno insieme al britannico Philip Astley, sergente maggiore dell’esercito britannico, con Franconi magistralmente interpretato da un ispirato Massimo Ranieri, e la partecipazione di Orso Maria Guerrini e Sonia Aquino; e la presentazione del libro di Giancarlo Cavedo “Al circo non solo salti mortali”. “Una vetrina di personaggi circensi antichi e moderni –recita il sottotitolo- con storielle, scritti e aneddoti vari”. E’ il secondo libro per il celebre clown “Cirillino”, come molti lo ricorderanno, dopo “La mia vita sotto il tendone”, in cui aveva aperto, per la prima volta, l’album dei ricordi.

Ma è stata soprattutto l’occasione per buttare un’occhiata, sia pure di sfuggita –e ripromettendosi di tornare per un esame più approfondito- a quel tesoro nascosto costituito da migliaia di documenti, libri, giornali, fotografie, filmati, locandine, manifesti, abiti, oggetti, tutti riguardanti il fantastico mondo del circo. E’ una biblioteca ricchissima, unica e preziosa, quella del Cedac, che raccoglie una ventina di collezioni private, frutto di donazioni, tra cui quelle, interessantissime, dello storico del circo Alessandro Cervellati, che fu il massimo esperto italiano in materia, e del giornalista Massimo Alberini, che raccontò il circo da par suo per tanti anni sulle pagine prestigiose del Corriere della Sera. Tutti i materiali sono a disposizione di storici, ricercatori, studenti, scuole, associazioni, e tutte le persone interessate, a vario titolo, alle arti circensi.

Per il Cedac –altra medaglia da appendere al bavero- è arrivata nel frattempo anche la legittima consacrazione internazionale. Dopo i riconoscimenti del Comune di Verona, della Regione del Veneto, del Ministero dei beni e delle attività culturali, è arrivato anche quello della Federation Mondial du Cirque, che ha inserito il Cedac, quale unica struttura italiana impegnata nella conservazione e diffusione della storia del circo, nell’ambizioso progetto “World Digital Library” coordinato dalla Library of Congress di Washington che prevede la collaborazione tra biblioteche e archivi italiani ed esteri.

LA PAGELLA

Cedac, Centro Educativo di documentazione delle arti circensi. Voto: 8

www.articircensi.org

Aprile, 2018