Imbecilli

Imbecilli

Roberto Bianchin

L’Italia è l’unico Paese al mondo che crede che i negri vengano dal pianeta delle scimmie. È l’unico Paese al mondo a fare buuuuuuuu negli stadi ai giocatori di calcio di colore. A tirare le banane a una signora perché ha la pelle nera.

L’Italia è l’unico Paese al mondo dove una delle più alte cariche istituzionali dello Stato, il vice presidente del Senato, dice a un ministro della Repubblica Italiana che più che una donna gli ricorda un orango. Questo perché la signora ministra in questione è un’italiana dalla pelle nera. Un bersaglio continuo di insulti e di offese. Di scritte offensive: Torna in Congo, ebete. Di minacce e di inviti: perché nessuno la stupra?

Quanto basta per vergognarsi di essere italiani. Per vergognarsi di vivere in un Paese razzista. Ma l’Italia è davvero razzista? I media stranieri, che ci osservano con un’attenzione mescolata a stupore e preoccupazione, dicono di no: l’Italia non è un paese razzista ma è tollerante col razzismo. Pullula di atteggiamenti e di espressioni razziste, ma si indigna se qualcuno le dice che è razzista. È, in qualche modo, razzista a sua insaputa. Io razzista? E quando mai?, è solito dire l’italiano medio. Casomai sono loro che sono negri.

Quello che gli osservatori stranieri non capiscono è che l’Italia non è ancora riuscita a uscire dalla memoria del suo passato. Quello dell’ultima guerra. Quando l’Italia non solo era razzista, ma era anche fascista ed era anche nazista. Era l’Italia delle colonie, dei negri trattati come schiavi, quella che cantava Bingo Bingo Bongo stare bene solo al Congo. Non sono passati molti anni, in fondo, una sessantina, poco più, e parecchi di quella generazione sono ancora vivi. Un criminale come Priebke va ancora tranquillamente a passeggio per le vie di Roma. E per le strade di Predappio, la patria del Duce, piena di luridi negozietti di cimeli fascisti, si vendono ancora oggi libri dai titoli ributtanti come I gasati di Auschwitz.

Retroterra di questo tipo, insieme a un’ignoranza sempre più diffusa e a un volgare analfabetismo di ritorno, aiutano a spiegare i comportamenti razzisti di molti italiani di oggi. Sì, probabilmente i media stranieri hanno ragione: forse l’Italia non è un Paese razzista. È un Paese imbecille (e ignorante).

O meglio, dato che le generalizzazioni sono sempre sbagliate, precisiamo: l’Italia è un Paese abitato da molti imbecilli (e da tantissimi ignoranti). Non è certo una novità, per carità, e nemmeno una scoperta. Ma constatarlo ogni volta fa sempre un certo effetto. Azzardando un po’, potremmo anche dire che è un Paese abitato da una maggioranza di imbecilli.

Altrimenti non si spiegherebbe perché abbiano da tempo consegnato l’operoso Nord del Paese a un partito spudoratamente razzista (oltre che orribile), e soprattutto perché da ben diciotto anni abbiano tafazzianamente affidato le sorti dell’intero Paese a un anziano pregiudicato corruttore di minorenni.

Sarà anche vero che solo dei coglioni possono votare per la sinistra, come ha detto lo stesso pregiudicato. Ma questi, se non sono imbecilli, cosa sono? ★

Luglio, 2013