Immersione nell'incanto digitale

Immersione
nell'incanto digitale

Come destrutturare gli universi cerebrali
e aprirsi ad una nuova coscienza

Francesca Federica Fattorini

Alla Pelanda del museo Macro di Testaccio è in corso la settima edizione dell’esposizione  Digitalife: Immersive Exhibit dedicata all’interazione tra le discipline artistiche, la ricerca scientifica e le tecnologie più innovative. Curata da Richard Castelli e prodotta dalla Fondazione Romaeuropa, questa edizione è incentrata sulla relazione tra Reale e Virtuale. Il programma è ricco di musica e di performance dal vivo, che si integrano alle tre installazioni sensoriali in mostra. Lo spettatore, infatti, potrà vivere sensualmente le opere, entrarvi dentro, sperimentare una percezione alterata, perdersi e ritrovarsi.

Deep Dream_Act II, di Gregorio De Luca Comandini, Mauro Pace e Saverio Villirillo.
3D Water Matrix, di  Shiro Takatani, con Christian Partos.
Zee, di Kurt Hentschläger.

ROMA – Sculture liquide, abbagli stroboscopici, realtà virtuale e robotica per destrutturare gli universi cerebrali e aprirsi ad una nuova coscienza. Superare il limite e la de-virtualizzazione è ciò che si chiede all’arte nell’interazione con le tecnologie.

L’esposizione  Digitalife: Immersive Exhibit rimarrà aperta fino al 27 novembre.

La risposta più forte alle premesse del curatore, arriva con il progetto artistico di Kurt Hentschläger  Zee che indaga le relazioni psico-fisico-sensoriali degli spettatori immessi in un ambiente insolito e gioca sulla perdita delle abituali coordinate spaziali e temporali. L’artista austriaco è un audace sperimentatore nell’ambito dei linguaggi elettronici e digitali, la sua ricerca estetica non trascura la sollecitazione retinica e la percezione multisensoriale, in rapporto alle aree del cervello preposte alla creazione di immagini e sensazioni, e alle mutazioni percettive che ne derivano.

Tolte giacche, borse e occhiali da vista e debitamente istruito, un gruppo di spettatori viene introdotto in uno spazio chiuso, caldo e pieno di nebbia. Senza parlare. Violato nella sua intimità da un bombardamento di luci stroboscopiche ad altissima intensità e musica, lo spettatore è portato a vivere le forti sollecitazioni proposte e imposte dall’installazione. L’esperienza è unica per ogni persona, ciascuno crea il suo spettacolo per dodici minuti, composto di immagini astratte, sensazioni di piacere e disagio e impressioni degne dei più potenti allucinogeni. L’accesso è vietato ai minori di 18 anni e a chi soffre di alcune patologie mediche.

Diversa, invece, è l’immersione nell’installazione del Collettivo None formato da Gregorio De Luca Comandini, Mauro Pace e Saverio Villirillo  Deep Dream_Act II. Entrato in un ipercubo rivestito di specchi, il pubblico è investito da un flusso ininterrotto di video e luci che amplificano la sua percezione del luogo, vertigine in uno spazio cosmico, virtuale, dove vuoti e pieni si alternano in velocità. Lo streaming video è composto da immagini casuali che lo spettatore stesso alimenta attraverso ogni contatto sulla pagina Facebook del Collettivo. Infatti,  Deep Dream_Act II è il nome di un algoritmo matematico scoperto per caso da Google, che procede per associazioni casuali di immagini e video. Anche in questo caso lo spettatore è trasportato  altrove alla ricerca di possibili spazi percepiti. Un viaggio in un flusso continuo di dati e una riflessione sul ruolo del web quale collettore di ossessioni virtuali, distributore di voyeurismo e futilità.

Di altro genere è l’effetto ipnotico procurato dal marchingegno che produce arte liquida, in tempo reale, sotto gli occhi dello spettatore. La camera oscura che ospita l’installazione  3D Water Matrix è una cascata, formata da novecento valvole magnetiche computerizzate, che fanno danzare l’acqua, la sezionano in piani orizzontali, obliqui, rotanti, in particelle sospese nell’aria, gocce d’acqua atomizzate e immobili come pixel digitali. L’illuminazione sull’acqua, che cade rumorosamente con ritmiche diverse, crea effetti e visioni sorprendenti. È questo l’incanto dell’installazione  3D Water Matrix a cura degli artisti Shiro Takatani, inventore della macchina, con la  performance ST/LL e Christian Partos con  The Sorcerer’s Apprentice, in una pulsante e continuativa allusione e illusione.

Una sezione della mostra è dedicata alla robotica.  Understanding the other è il titolo dell’evento che celebrerà i venticinque anni dell’attività del laboratorio di robotica percettiva PerCro della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa con una conferenza, il 24 Novembre, del prof. Hiroshi Ishiguro uno dei maggiori esperti in intelligenza artificiale. Sarà presentato  Gemonoid HI-1 un umanoide non solo nell’aspetto, ma anche in grado di conversare come un vero umano.

Ottobre, 2016

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Per ulteriori informazioni: www.museomacro.org