Io sono il mio corpo

Io sono il mio corpo

La  Passione di Emio Greco

Francesca Federica Fattorini

«Ho bisogno di dirvi che non sono solo. Ho bisogno di dirvi che posso controllare il mio corpo e allo stesso tempo giocarci. Ho bisogno di dirvi che il mio corpo mi sfugge. Ho bisogno di dirvi che posso moltiplicare il mio corpo. Ho bisogno di dirvi che bisogna che voltiate lo sguardo. Ho bisogno di dirvi che vi abbandono e vi lascio la mia statua».

Scene da Passione di Emio Greco, Pieter C. Scholten per il Ballet National de Marseille.
Scene da Passione di Emio Greco, Pieter C. Scholten per il Ballet National de Marseille.

ROMA – È stato presentato al Teatro Argentina  Passione lo spettacolo del coreografo Emio Greco realizzato in collaborazione con il drammaturgo Pieter C. Scholten per il Ballet National de Marseille. Una prima nazionale, per sette danzatori e un musicista (come si legge nel programma di sala). Un adattamento particolare con musica originale, per pianoforte e fisarmonica, suonata dal vivo dal compositore Frank Krawczyk ispirata all’opera di Johann Sebastian Bach  La Passione secondo Matteo.

«Uno spettacolo tra il concertato e il danzante» lo definisce Emio Greco, che già nel 2012 aveva creato, con il musicista francese Frank Krawczyk,  Passione in due, ispirandosi a  La Passione secondo Matteo e che segnò l’inizio della loro collaborazione. Krawczyk ama lo sconfinamento della musica nelle arti e la sua interazione con altri linguaggi. Non è nuovo a sperimentazioni in installazioni d’arte, nella drammaturgia teatrale, nella danza.

Passione è un’operazione creativa a sei mani ri-adattata per il prestigioso Ballet National de Marseille, la storica compagnia fondata da Roland Petit e attualmente diretta da Greco e Scholten. Rimosse le vocalità di Bach, Krawczyk ha dato vita ad una musica senza voci, per corpi danzanti. «Musica e coreografia sono stati costruiti seguendo i sette principi, poetici e coreografici, del manifesto che io e Peter scrivemmo nel 1995, quando fondammo la nostra compagnia EG | PC ICKamsterdam» racconta Emio Greco.

Il primo, con cui si apre lo spettacolo, recita: «Ho bisogno di dirvi che il mio corpo è curioso di tutto e che io sono il mio corpo». Ognuno dei sette danzatori in scena interpreta e incarna uno dei principi. Sette quadri, per sette danzatori che interpretano una visione sul corpo con i suoi punti di forza e di fragilità: «Ho bisogno di dirvi che non sono solo. Ho bisogno di dirvi che posso controllare il mio corpo e allo stesso tempo giocarci. Ho bisogno di dirvi che il mio corpo mi sfugge. Ho bisogno di dirvi che posso moltiplicare il mio corpo. Ho bisogno di dirvi che bisogna che voltiate lo sguardo. Ho bisogno di dirvi che vi abbandono e vi lascio la mia statua».

I cori e le voci di Bach sono stati riletti musicalmente in chiave coreografica raccontando la storia del corpo, della vita e della morte, tra sacro e profano. Teatralità, maschere, vaghe allusioni all’arte circense, danza e musica, un palcoscenico sporcato di sabbia sono le cifre stilistiche di  Passione.

Il corpo di ballo si tramuta in  corpo del ballo in cui ad ogni danzatore è richiesto di pensare oltre il concetto gerarchico di compagnia, invitato a responsabilizzarsi come un solista, col fine di riuscire a far proprio il nuovo modo di concepire la danza del duo di Amsterdam. A dire il vero Greco è italiano, ma ormai da tanti anni è legato a realtà lavorative estere, dove è molto apprezzato.

Il corpo del danzatore è un «corpo in rivolta», un «viatico dell’immaginazione» così lo definisce il coreografo. Da un lato è un mezzo educato alla tecnica classica, dall’altro uno strumento rivoluzionario col quale interpretare un’idea e dare una forma.

In occasione della tappa romana del tour, è stato presentato il libro di Francesca Magnini  Inspiration Emio Greco | Pieter C. Scholten. The Multiplicity of Dance (Artegrafica, 2015) presentato da Ada D’Adamo, nella Sala Squarzina del Teatro Argentina, per celebrare il ventennio della collaborazione tra i due artisti.

Ottobre, 2016