Kociss, passione e morte dell'ultimo bandito veneziano

Kociss,
passione e morte
dell'ultimo
bandito veneziano

Un libro e un disco raccontano la storia del leggendario re delle evasioni a 35 anni dalla scomparsa

Luca Alfonsi

Il libro di Roberto Bianchin e il cd di Giovanni Dell'Olivo sono stati presentati al Teatro La Fenice di Venezia in una serata con Gianfranco Bettin, Gianni De Luigi e la sorella del bandito. Un reading di letture e canzoni alla Serra dei Giardini di Castello e cinque giorni di eventi tra spettacoli teatrali, reading e concerti

Giovanni Dell'Olivo, Roberto Bianchin - Kociss. Passione e morte dell'ultimo bandito veneziano. Con CD Audio -  Ed. Milieu, 2013, pag. 160 - ISBN: 9788890727375

VENEZIA — La straordinaria vita di Kociss, l’ultimo leggendario bandito veneziano, diventa un libro e un disco. Un libro dello scrittore e giornalista Roberto Bianchin, e un disco del cantautore Giovanni Dell’Olivo, entrambi veneziani. Un libro con il disco dentro. Il tutto, pubblicato dall’editore milanese Milieu Edizioni nella collana Banditi senza tempo, si intitola Kociss, passione e morte dell’ultimo bandito veneziano.

Il libro e il cd sono stati presentati nelle Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice di Venezia giovedì 9 maggio 2013. Insieme agli autori c'erano lo scrittore, sociologo e assessore comunale Gianfranco Bettin che ha curato la prefazione del volume, il regista Gianni De Luigi che ha firmato lo spettacolo teatrale Kociss ispirato al bandito, l’editore Edoardo Caizzi di Milieu, il disegnatore Mauro Moretti, e la sorella di Kociss, Annamaria Maistrello, dal cui diario, ancora inedito, sono tratte alcune pagine del libro. Nell’occasione, Giovanni Dell’Olivo ha eseguito dal vivo alcuni brani tratti dal cd, accompagnato, in acustica, dai suoi musicisti: Walter Lucherini alla fisarmonica, Alvise Seggi al contrabbasso, Stefano Ottogalli alla chitarra, Jimmy Weinstein alla batteria, Serena Catullo alla voce.

Nei giorni in cui ricorreva il 35° anniversario dalla morte di Kociss, sono state organizzate ben cinque giornate dedicate al leggendario bandito veneziano nella città che gli diede i natali. Si è cominciato mercoledì 8 alle ore 21 al Centro Culturale Candiani di Mestre con lo spettacolo Kociss per la regia di Gianni De Luigi, con Dell'Olivo accompagnato dai suoi musicisti, il disegnatore, e gli attori Ilaria Pasqualetto e Giacomo Trevisan. Sono seguiti la presentazione alla Fenice di giovedì 9, e un concerto di Giovanni Dell'Olivo e dei musicisti del collettivo Lagunaria, intitolato La ballata del ladro Kociss, venerdì 10 alle ore 21 al Laboratorio Morion di Venezia. Altro appuntamento, domenica 12 maggio alle ore 18 alla Serra dei Giardini di Castello, nel sestiere veneziano dove Kociss nacque, e nel giorno esatto del trentacinquesimo anniversario dalla sua scomparsa. E' stata l’occasione di un reading di letture e canzoni. Roberto Bianchin ha raccontato, tratte dal libro, Le ultime ore di Kociss, mentre Giovanni Dell’Olivo ha interpretato alcune canzoni del cd, accompagnandosi alla chitarra acustica. Sabato 18 maggio Kociss anche a Chioggia, alle ore 18 nella sala conferenze del Museo Civico, per iniziativa dell'Associazione Nord Est - Sud Ovest, introdotto da Sandro Ravagnan. Lo spettacolo teatrale andrà nuovamente in scena il 29 giugno a S.Angelo di Piove di Sacco (Padova).

Era infatti il 12 maggio 1978 quando il leggendario bandito veneziano Silvano Maistrello, per tutti Kociss, sorpreso dalla polizia in un canale di Venezia vicino all’ospedale dei Santi Giovanni e Paolo mentre fuggiva a bordo di un barchino dopo una rapina ad una banca, veniva ucciso dalla polizia, colpito da due pallottole nel fianco. Non aveva ancora compiuto trent’anni.

Era uno specialista in evasioni. Primo dei nove figli di Rosina, una delle donne più conosciute della città, usciva da una Venezia che non esiste più, quella di un sottoproletariato urbano che cercava un riscatto individuale alla miseria attraverso i furti e le fughe dalla legalità. Era amato dalla gente del suo sestiere per la sua generosità e per non aver mai fatto ricorso alla violenza. Non ha lasciato dietro a sé tracce di sangue né famiglie che piangono. Non ferì e non uccise mai nessuno. Non portava nemmeno la pistola, fatta eccezione per le ultime rapine. Ma anche l’ultimo giorno, quando venne ucciso, non sparò un colpo.

Roberto Bianchin, autore di romanzi e racconti, liriche e saggi, per venticinque anni inviato speciale del quotidiano La Repubblica e attualmente direttore editoriale della rivista culturale Il Ridotto, non traccia solo un profilo inedito del celebre bandito, capovolgendo, con documenti di prima mano, le versioni ufficiali sulla dinamica della sua morte, ma disegna nel libro un ritratto di grande respiro narrativo di una città che non esiste più: la Venezia povera e sottoproletaria degli anni Cinquanta.

Accompagnano degnamente le pagine scritte, le atmosfere intense e raffinate, con i ritmi sospesi tra il folk, il jazz e il blues, delle canzoni di Giovanni Dell’Olivo, già attento ricercatore di motivi popolari con i Lagunaria, che fanno di quest’album un vero e proprio manifesto di un’epoca, che lungi da suggestioni celebrative delle imprese di un fuorilegge, al contrario suona da monito, attraverso il racconto della storia del bandito e del suo fallimento esistenziale, rispetto alle scorciatoie dei miti criminali di facile consumo.

Quella di Silvano Maistrello detto Kociss «è forse l’ultima leggenda prodotta da Venezia nel Novecento», scrive nella prefazione del libro il sociologo e scrittore Gianfranco Bettin. «Vite come la sua finiscono più facilmente nella leggenda che nella storia — annota — perciò raccontarle e rappresentarle significa dar loro una via di fuga, di riscatto dall’oblio e dalla desolazione della marginalità, uno strumento per restituire alla vita una consistenza».

Gli introiti del libro che spettano agli autori vengono devoluti, per loro volontà, alla cooperativa Il Cerchio che si occupa dell’assistenza ai detenuti. ★

Aprile, 2013

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