La ballata degli animali

La ballata
degli animali

Tra facili contraddizioni e difficili coerenze

Circo.it

Il ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, cinquantasettenne pentastellato mantovano di Castel d'Ario, che qualche tempo fa aveva detto di voler fare una legge per vietare l'impiego di animali nei circhi, adesso -tra la sorpresa e l'indignazione degli animalisti- ha finanziato con il "Fondo per la rievocazione storica" una serie di sagre, feste e palii di mezza Italia in cui corrono, saltano e gareggiano animali di vario tipo, tra cui cavalli, asini, altri animali ammaestrati, e addirittura dei falchi. Sostenuta economicamente (50mila euro) persino la Giostra dell'Orso di Pistoia. Difficile vietare ora gli animali solo nei circhi. Pubblichiamo la presa di posizione dell'Ente Nazionale Circhi.

Il domatore Ettore Weber, ucciso da una delle sue tigri (foto: Repubblica.it).

ROMA - Nella delibera di assegnazione dei contributi “Fondo per la rievocazione storica” da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, del 27 giugno scorso, figurano fra i beneficiari diversi palii storici di grande valore disseminati nella nostra magnifica Italia. Gare fra rioni agguerriti e identitari, nelle quali sfrecciano splendidi cavalli. Per citare solo un caso, quello di Ferrara, l’Ente Palio e la Contrada di San Giacomo, hanno ottenuto dal Mibac, il primo, il punteggio di 95 (su 100) e il secondo di 88, con relativi contributi di 50mila euro ciascuno.

Ma in questa Italia che sforna bellezza e amore per le proprie tradizioni, che si riverberano ovviamente anche sul turismo e più in generale sulla cultura, che da questo punto di vista non ha rivali nel mondo intero ed anzi è da tutti invidiata, accade che da parte dei soliti noti scatti subito la reazione ideologica: l’Enpa ha espresso “stupore, sconcerto, indignazione” perché il ministro “ha finanziato con ben 50mila euro la Giostra dell’Orso di Pistoia”.

Se è per questo ha finanziato per la prima volta anche il Palio e la Giostra del Monaco a Ferrara, che il sottosegretario ai beni culturali, Lucia Borgonzoni, ha definito “due importanti manifestazioni culturali che da anni coinvolgono la comunità nella rievocazione della storia e delle antiche tradizioni della Città di Ferrara, arricchendo l’offerta culturale del territorio e creando virtuose ricadute sociali ed economiche”.

E se è per questo c’è anche il Palio delle Contrade di Allumiere in programma il 24 e 25 agosto, e se è per questo c’è anche il Palio del Daino di Mondaino (in Romagna), dal 16 al 18 agosto, che insieme a musici medievali, cantori, mangiafuochi, burattini, artisti circensi, mostra anche l’arte dei falconieri. Ci fermiamo qui perché l’elenco sarebbe lungo.

Che dire? Bravo, anzi bravissimo, ministro Bonisoli. Ha fatto la cosa giusta, perché cavalli, asini, falchi che prendono parte a questi eventi dal fascino intramontabile e che anzi richiamano ogni anno un pubblico sempre più numeroso anche dall’estero, sono parte integrante della cultura e della civiltà. Non esisterebbe la civiltà occidentale senza l’ammaestramento degli animali che da millenni convivono con l’uomo e con lui condividono lavoro e divertimento.

Ministro, lasci sbraitare al vento chi vorrebbe cancellare questa storia secolare, perché con i divieti la civiltà si distrugge e non si costruisce. Con i fanatismi si creano solo danni irreparabili e non si edifica nulla. Non si faccia strumentalizzare da chi nelle diverse attività che vedono la convivenza, ed anzi la simbiosi, fra uomo e animale, scorge negatività che sono solo nella mente di chi lancia tali accuse per affermare un proprio potere.

Ministro Bonisoli, le arti che impiegano gli animali negli spettacoli e che affondano le loro radici nella notte dei tempi, vanno sostenute, come lei giustamente sta facendo. Il circo siede a pieno titolo, perché rappresenta la culla della civiltà artistica e dello spettacolo popolare, fra queste.

Come lei ben sa, circa il 60 per cento degli animali che prendono parte agli spettacoli equestri sotto ai tendoni sono cavalli, ai quali si aggiungono altre specie domestiche, mentre la piccola famiglia degli “esotici” è formata da specie nate da generazioni in cattività.

Il suo Ministero assegna 2 milioni di euro al Fondo nazionale per la rievocazione storica, e giustamente. Valorizza i palii ed altre manifestazioni che vedono anche la presenza di animali ammaestrati. Sarebbe scontato chiederle coerenza, Signor Ministro, come fanno gli animalisti, che le rinfacciano di essere caduto in contraddizione: da una parte afferma di voler eliminare gli animali dai circhi e dall’altro sostiene i palii.

Ma la coerenza, come insegna Oscar Wilde, “è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione”. Ci permettiamo invece di suggerirle un pensiero del Mahatma Gandhi: “Vorrei dire ai diligenti lettori dei miei scritti e agli altri che vi fossero interessati che non mi curo affatto di apparire coerente. Ho abbandonato molte idee e imparato molte cose nuove”.

(da Circo.it sito dell’Ente Nazionale Circhi)

Luglio, 2019