La Bella di Tiziano a Palazzo Grimani

La Bella di Tiziano
a Palazzo Grimani

Maria Luisa Pavanini

Nella sontuosa e sorprendente cornice del restaurato Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa a Venezia alloggia, temporaneamente, la Bella di Tiziano. La mostra nasce da uno scambio di capolavori tra istituzioni museali pubbliche.

Tiziano Vecellio, La Bella (1536, olio su tela, 100×76 cm, fonte wikipedia).
Tiziano Vecellio, Ritratto di fanciulla con cappello piumato (1536 circa, olio su tela, 96×75 cm, San Pietroburgo, Ermitage, fonte wikipedia).
Tiziano Vecellio, Ritratto di fanciulla in pelliccia, 1535-1537 circa, 93×63 cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum, fonte wikipedia).
Tiziano Vecellio, Venere di Urbino (1538, olio su tela, 119×165 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi, fonte wikipedia).
Tiziano Vecellio, Ritratto di Carlo V a cavallo (1548, olio su tela, 332×279 cm, Madrid, Museo del Prado, fonte wikipedia).

VENEZIA — La Soprintendenza veneziana ha concesso le Visioni dell’aldilà di Hieronymus Bosch, conservato presso palazzo Grimani per l’esposizione Il sogno nel Rinascimento tenutasi alla Galleria Palatina di Firenze ottenendo in cambio dalla Soprintendenza fiorentina uno dei capolavori di Palazzo Pitti: La Bella di Tiziano.

I rapporti tra i Grimani e i Della Rovere furono improntati a viva cordialità. Il procuratore Marco Grimani fu infatti tra gli accompagnatori del duca in visita al doge il 26 giugno 1524 e il fratello Marino, patriarca di Aquileia offrì una cena alla quale prese parte tutta la famiglia. Francesco Maria I Della Rovere, frequentò spesso Venezia, tanto che lo stato veneziano gli procurò una casa a Santa Fosca.

Probabilmente nella primavera del 1536, Francesco Maria vide il ritratto noto come La Bella nello studio di Tiziano e ne rimase colpito.

Tiziano fu ritrattista di grande valore. Pittore di Carlo V, celebrato alla corte di Spagna come Apelle redivivo, Tiziano ebbe il merito di saper cogliere l’intima natura dei personaggi raffigurati come si può vedere nel ritratto di Carlo V a cavallo, in cui, oltre alla somiglianza dei tratti, trapela lo stato d’animo.
L’imperatore ritorna vittorioso dalla battaglia con armatura e lancia, ma nel volto non trapela nulla del miles gloriosus che combatte per la fede. Uomo schivo e taciturno qual’era lo ritrae Tiziano.

Oltre a re, imperatori e papi numerosi furono i ritratti femminili di Tiziano.

Il dipinto conosciuto comunemente come La Bella appartiene alla produzione artistica del 1540. Opera al centro di studi per identificare la dama raffigurata.

Il quadro arriva a Firenze nel 1631 insieme alla parte più preziosa del patrimonio dei Della Rovere. La Bella ha tratti simili a molti ritratti femminili di Tiziano come: La donna con la pelliccia del Kunsthistorisches Museum di Vienna, La fanciulla col cappello piumato dell’Eremitage di Pietroburgo oltre alla Venere di Urbino. Precise corrispondenze dei volti di tutte queste figure femminile hanno fatto pensare all’utilizzo da parte di Tiziano di un carattere o di una sagoma.

Molte sono le ipotesi su chi sia la Bella, che può considerarsi semplicemente come esempio di bellezza ideale, un archetipo, o idea platonica della bellezza femminile cinquecentesca: bionda, con fronte alta e spaziosa, «bianchezza non di farina, iride color tanè scuro, guance bianche rosate in cima come le orecchie e le ali del naso; gola tonda e candida» e soprattutto «…un petto bianco dove sospetto d’osso non apparisce… dove le fresche e saltanti mammelle, muovendosi all'insù, come mal vaghe di star sempre oppresse et ristrette tra le vestimenta, mostrando di voler uscire di prigione s’alzino e con una acerbezza e con una rigorosità che sforza gli occhi altrui a porvisi su perché non fuggano». ★

Novembre, 2013