La caduta del titano

La caduta
del titano

Gli ultimi giorni di Richard Wagner

Il 6 febbraio 1883, martedì grasso, Wagner uscì con i figli per assistere ai festeggiamenti dell'ultimo di Carnevale: il suo aspetto sembrava migliorato rispetto agli ultimi tempi. Il mattino seguente, tuttavia, aveva il raffreddore e la febbre: non aveva altra scelta che annullare il viaggio a Verona o Bologna che intendeva fare con il figlio Siegfried, ormai tredicenne.

<i>Richard Wagner e l'orecchio dell'ascoltatore</i> secondo André Gill (1840-1885) sulla copertina del settimanale satirico L'Eclipse del 18 April 1869 (fonte Wikipedia).

Il pomeriggio del 12 si era ripreso abbastanza da fare una breve passeggiata con la figlia Eva e, la sera stessa, da suonare al piano la canzone finale delle fanciulle del Reno dall'Oro del Reno; ma il mattino del 13 era evidentemente molto ammalato.

«Dovrò riguardarmi oggi» disse al suo valletto, svegliandosi. Si vestì e andò nel suo studio a lavorare a un articolo, ma alle due del pomeriggio, quando la famiglia normalmente pranzava, fece sapere che potevano cominciare senza di lui.

Cosima, angustiata, si precipitò nello studio. Lui era ingobbito sulla scrivania e le fece segno di andar via; poi, poco dopo, suonò due volte il campanello e ordinò alla cameriera di far venire «il dottore e mia moglie».

Il dottore arrivò alle tre, ma era troppo tardi: un altro infarto aveva fatto scoppiare un vaso sanguigno e Wagner era morto.

Poco prima di morire, Cosima stava cercando di spostarlo in una posizione più comoda e il suo orologio, un regalo che lei gli aveva fatto, gli scivolò dalla tasca cadendo sul pavimento. «Meine Uhr» («Il mio orologio») mormorò. Poi il capo gli cadde in avanti. Cosima vegliò il corpo per tutta la notte: non lasciò che l'aiutassero ad allontanarsi prima delle quattro del giorno successivo. Più tardi si tagliò la folta e splendida capigliatura che suo marito aveva sempre amato e la depose sul suo petto.

Venne ordinata per telefono da Vienna una pesante bara di quercia, che arrivò solo due giorni dopo.

Poi, il 16, la salma fu trasportata con una gondola da funerale da dodici rematori per la breve distanza fino alla stazione, da dove avrebbe cominciato il suo lungo viaggio verso Bayreuth.

Solo Cosima lo accompagnò in un coupé privato. I figli, con Zhukovsky e il direttore Hans Richter (che, nell'apprendere la notizia aveva preso il primo treno per Venezia), viaggiavano dietro, in una carrozza a parte. Insieme a loro c'erano altri due amici dei Wagner: Adolf von Gross e sua moglie, che avrebbero fornito un importante e valido sostegno a Cosima nei tristi mesi a venire.

(tratto da John Julius Norwich, Venezia - Nascita di un Mito Romantico, Il Saggiatore, pag. 285, € 19,50 ISBN 9788842812593)

Aprile, 2013