La forza pura della parola nuda

La forza pura
della parola nuda

Un evento d'eccezione

Roberto Bianchin

Sorprende, in questi tempi malati, vedere una città che pullula di incontri letterari, con piazze strapiene di gente che ascolta parole, liriche e racconti, come accade a Rovigo nei giorni magici del festival dei libri e della musica "Rovigoracconta". Moltissimi appuntamenti con scrittori celebri e non, nuove scoperte, e personaggi della musica e dello spettacolo. Concerti e animazioni anche per i bambini. Aperti bar, negozi e librerie in una città viva e brulicante, che dedica anche un omaggio commosso a Gian Antonio Cibotto, il suo scrittore più celebre.

Gian Antonio Cibotto, nato a Rovigo, uno dei maggiori scrittori del '900 (fonte: Ninconanco.it).
Lo scrittore e regista Giancarlo Marinelli alla Cibottiana di "Rovigoracconta" (foto Rb).

ROVIGO – Non è che ti venga subito in mente, se pensi a fatti di cultura, a festival letterari, una città come Rovigo. Piuttosto te la immagini quieta, come sempre, sonnolenta, i portici deserti nella calura come nella nebbia, ti ricordi la sua anima agricola, i giorni del mercato del bestiame in piazza della Borsa. Invece oggi Rovigo pullula di libri, di musica e di giovani.

E’ un’autentica sorpresa, in una domenica di maggio calda che sembra già estate, che inviterebbe a fuggire verso il mare, o a vagare fra gli incanti del Delta, vedere invece le piazze del centro che straboccano di gente, uomini e donne di tutte le età, seduti ad ascoltare parole. Parole, parole, soltanto parole. Nient’altro, nulla di più.

Ci sono dei piccoli palchi amplificati montati nelle piazze, e scrittori che raccontano, che leggono, che parlano, e gente che ascolta. Si parla di libri e di letteratura. Del mondo, in definitiva. Non ci sono ballerine né video né effetti speciali. Solo parole. Parole povere, povere parole. Ma che nascondono ricchezze se sono in tanti ad ascoltarle. Parole dette, spesso sussurrate, mai gridate, come impongono le mode delle tivù. E i bar e i negozi sono aperti, e la città è viva, brulicante, bellissima.

E c’è qualcosa da raccontare in ogni piazza. Con scrittori più e meno famosi, non importa, c’è sempre qualcuno ad ascoltare. Sono tante piazze che parlano e molte parlano anche in contemporanea, una vicina all’altra. Piazza Vittorio Emanuele, Piazza Garibaldi, la deliziosa e nascosta Piazza Annonaria, dove lo scrittore e regista Giancarlo Marinelli ha ideato un’emozionante “Cibottiana” dedicata a uno degli intellettuali più importanti del Novecento, come lo scrittore Gian Antonio Cibotto, nato proprio a Rovigo e scomparso l’anno scorso.

La città è scoppiettante di incontri e di spettacoli. E’ il piccolo miracolo di un festival di libri e di musica intitolato “Rovigoracconta”, organizzato da un’associazione culturale che si chiama Liquirizia. “Siamo arrivati alla quinta edizione –spiega il giovane scrittore Mattia Signorini, direttore artistico dell’evento- all’inizio c’era solo una piccola idea, quella di portare in questa città qualche momento di confronto, di cultura e di spettacolo con nomi importanti e con grandi scoperte, e di farlo in modo di unire un po’ di anime simili. Quelle anime oggi sono diventate tantissime”.

Erano in tremila, per dire, ad ascoltare Francesco Guccini. Non a cantare, ormai non canta più, ma a parlare con Loriano Macchiavelli e a raccontare storie. Poi c’era gente come Tim Parks, Corrado Augias, Cristina Comencini, Caterina Guzzanti, Silvio Muccino, Fabio Genovesi, Gianluigi Nuzzi, Gian Mario Villalta, Folco Terzani, Maria Venturi, Silvia Costa, Francesca Genti, Marco Balzano, Andrea di Robilant, Romolo Bugaro, Saveria Chemotti e molti altri. Concerti con tipi come Ghemon e i Pinguini Tattici Nucleari, e spettacoli giochi e animazioni per i bambini.

Insomma, una delizia, oltre che una sorpresa inattesa. Rallegrata, per di più, da una botteguccia di leccornie di Confagricoltura, con vini, salumi e formaggi del territorio, e il delizioso pan biscotto. Su tutti, i salami del “Porco del Parco” (il parco è quello del Delta del Po, s’intende), prodotti da un’azienda agricola di Ariano, quella di Graziano Tumiatti, che nell’etichetta mette anche il numero del suo cellulare, hai visto mai che qualcuno entri in crisi di astinenza.

Da ultimo, i superbi vini di un’azienda che si chiama “Quota 101” e sta a Torreglia. Singolare, anche questa. Sarà per quella vena di pazzia, tanto cara a Toni Cibotto, che attraversa il Polesine come una febbre, fatto sta che nell’etichetta sulle bottiglie vengono indicati non solo i corretti abbinamenti dei vini con i cibi –e fin qui è normale- ma anche quelli dei vini con i film e le canzoni.

Per esempio, il magnifico Serprino (un bianco frizzante dei Colli Euganei capace di dare dei punti ai celebrati prosecchi), va abbinato con il brano “Beirut-Postcard from Italy” e con il film “Into the wind” di Sean Penn. Chissà perché. Ma non importa, il vino è ottimo e l’idea è originale. Per scrupolo di cronaca è d’uopo segnalare anche, tra i vigorosi rossi della casa (tredici gradi e mezzo), che il robusto “Ortone” va bevuto ascoltando “Perfect Day” di Lou Reed e guardando “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino, mentre per il vigoroso “Poggio Ameno” sono consigliati “Nothing but flowers” dei Talking Head e “La lingua del santo” di Carlo Mazzacurati. Prosit.

LA PAGELLA

“Rovigoracconta”, festival dei libri e della musica. Voto: 8

www.rovigoracconta.it

Maggio, 2018