La luce siderale

La luce siderale

Nei testi sapienziali degli antichi il lavoro acquista una preminenza marcata. Lavoro considerato come azione e progressione in antitesi alla svogliatezza, vista come negazione del fare eppure anch'essa trascinata dal movimento universale: senza rendersene conto marcia, ma in senso inverso, passando dalla pigrizia alla disfatta e dalla disfatta alla morte.

Anonimo, presunto ritratto di Paracelso (al Museo del Louvre, Parigi, variamente in passato attribuito).

La stessa frenologia ammette tre mondi: istinti, sentimenti e intelligenza. Frenologia (dal greco linguaggio della mente) è una dottrina proposta dal medico tedesco Franz Joseph Gall (1758-1828) e così articolata: le singole funzioni psichiche dipendono da particolari regioni del cervello. Ne consegue: dalle valutazioni di particolari qualità morfologiche del cranio di una persona risulta possibile determinare le qualità di quel singolo individuo e della sua personalità.

Secondo Gall ammontano a ventisette le zone cerebrali che corrisponderebbero alla ragione della mente, di cui diciannove in comune tra l'uomo e gli altri animali. Dieci zone (dall'undicesima alla diciannovesima) risulterebbero prerogativa di tutti i vertebrati superiori, mentre solo le ultime otto evidenziano facoltà esclusivamente umane.

Gall collezionava per i suoi studi crani di personaggi che nella vita si erano particolarmente distinti in vari modi. Ma nel XIX secolo le teorie frenologiche persero credibilità. Ciò nonostante, Gall viene ancor oggi ritenuto il padre della moderna neuroscienza.

Troviamo questa trinità umana anche in chirognomia, scoperta istintivamente dal militare-letterato d'Apertigny fin dai tempi di Napoleone I, ma pure in chiromanzia, arrivata dall'India e dai segni planetari.

Per carpire qualche segreto sul sistema dei tre mondi è opportuno soffermarsi sui misteri indicati nel libro Rivoluzione delle anime e nel Trattato dei sogni di Synesius, riproposti dal filosofo scandinavo Swedemberg.

Synesius nacque da genitori benestanti nel 373 dopo Cristo a Balagrae (ora Bayda) vicino a Cirene, e morì nel 414. Filosofo e scrittore di greco antico, fu discepolo di Ipazia e vescovo di Tolemaide in Libia. Scrisse pure inni religiosi, saggi e lettere, collocandosi in una posizione mediana tra neoplatonismo e cristianesimo. I suoi interessi scientifici sono attestati da una lettera a Ipazia dove fa riferimento ad un idrometro e ad un commento sulla alchimia con riferimenti e citazioni alla Democrito.

L'origine delle credenze sulla trinità umana appare sconosciuta. Risale ai primi tempi della cabala. Tale mistero è però legato all'iniziazione dell'ops (forza) e dell'inops (debolezza) umanizzati passando attraverso l'epoca tollerante del Cristianesimo.

Si parte dal principio che la natura tende a creare e a rinnovarsi incessantemente.

Negli spazi, nei boschi, sulle montagne e sulle onde del mare planano e ruotano molecole tese senza sosta a rinnovarsi per completarsi e arrivare all'esistenza: atomi che si fondono l'uno l'altro per completare la vita. Obbediscono alla legge universale della natura, nel mondo e fuori dal mondo.

Ecco cosa succede: molecole e atomi vagano nella luce astrale in forma imperfetta per poi introdursi nel grembo della donna durante l'inebriamento provocato dall'abbondanza di questa luce nell'atto del concepimento. Li racchiusi si legano tra loro e si perfezionano nell'aiutare la corrente astrale perché, mettendosi in contatto più diretto con la donna durante l'intero periodo della sua gestazione, danno alla stessa appetiti bizzarri, visioni tipiche degli esseri mistici ma anche desideri violenti e irregolari ritenuti inspiegabili. È a partire da quel momento che questi atomi o molecole prendono la forma di cortex corteccia in grado di unire il corpo siderale alla materia per ricevere al loro arrivo nel mondo la mens, lo spirito, la fiamma divina che non muore mai.

Paracelso, in Philosophia sagax, sostiene che la luce astrale, assorbita magneticamente dal corpo umano al momento del concepimento, «è il primo involucro dell'anima» formando, combinandosi coi fluidi più sottili «il corpo etereo o fantasma siderale».

Questa fiamma divina, considerata, la sede della mens, dorme nei primi tempi di vita rin quanto incapace di obbedire. Rimane inattiva anche negli anziani, non essendo il loro corpo usurato più in grado di reggere agli stimoli. Resta sempre la stessa, priva di forza propulsiva. Solo nei bambini arriva e si compatta per agire. Nei vecchi si compatta per partire.

Philippus Aurellius Theophrastus Bambastus von Hohenheim detto Paracelso (1493-1541) nasce a Einsiedelm (Svizzera) da famiglia benestante e muore a Salisburgo. Paracelso significa «nei dintorni di Celso», in riferimento all'enciclopedista romano del primo secolo, Aulus Cornelius Celsus, noto per il suo trattato sulla medicina.

Paracelso (medico, astrologo, mago e alchimista) risulta una delle figure più rappresentative e nel contempo controverse del Rinascimento. Ha anche trascorsi italiani, essendosi laureato all'Università di Ferrara negli stessi anni di Niccolò Copernico.

Per capire il senso e la portata dei suoi scritti sapienziali va ricordato che fino al Cinquecento composizione e mutamenti della materia venivano spiegati con la dottrina dei quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco. Paracelso proponeva invece una teoria che contemplava non solo la presenza di altri tre elementi (sale, zolfo e mercurio) ma anche quella di spiriti nella formazione e nei cambiamenti della materia.

Rifiutò inoltre l'insegnamento tradizionale della medicina inventando una nuova disciplina, la iatrochimica, basata sulla cura delle malattie attraverso l'uso di sostanze minerali. «Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicoquam existit, Dosis sola facit, ut venenum non fit». Ossia: «Tutto è veleno: nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto».

Nel 1541, a San Gallo e dintorni, avvistò un gigantesco arcobaleno notando che stava percorrendo la stesso percorso della cometa (di Halley) arrivata due mesi prima. Ne dedusse che quell'arcobaleno, da lui battezzato Arco della pace risultava portatore di un messaggio salvifico dopo la discordia annunciata dalla cometa.

A suo dire, tutti i corpi organici e inorganici appaiono costituiti da sale, zolfo e mercurio. Lo stato di salute si ha quando questi tre elementi basilari formano una perfetta unità e non sono riconoscibili singolarmente, mentre si separano all'insorgere della malattia. Paracelso contesta la teoria degli umori da tutti condivisa.

Era convinto che in natura esistesse una cura per ogni sorta di malattia, riprendendo il concetto ippocratico della vis mediatrix natura. Nei suoi dieci libri di Archidoxa rileva che in natura esistono quattro forze chiamate Arcana portate alla luce dall'arte alchemica: prima materia, lapis philosophorum, mercurium vitae e tintura.

Paracelso paragona l'uomo come «l'immagine in un grande specchio, un riflesso dei quattro elementi, la cui scomparsa comporta anche la scomparsa dell'uomo». E aggiunge: «Il riflesso di ciò che è esterno si fissa nello specchio e permette l'esistenza dell'immagine interiore». Pertanto la filosofia altro «non è che scienza e sapere totale delle cose che conferiscono allo specchio la sua luce».

Come in uno specchio nessuno può conoscere la propria natura e penetrare ciò che egli è, poiché vi è riflessa solo una morta immagine, così l'uomo coglie solo una conoscenza esteriore, l'immagine speculare di se stesso.

Alla teoria dei contrari, Paracelso oppone invece la teoria dei simili, già presente nei primitivi e negli Egizi. Risultato: una malattia va curata con la stessa sostanza che l'ha prodotta.

Egli rifiuta anche l' interpretazione metallurgica del sapere alchemico, la sua ricerca della produzione di metalli preziosi ricavati da quelli vili. La sua alchimia si concentra invece sulla sua ricaduta sui medicinali collegata al concetto di elisir.

Paracelso ha pure una concezione particolare della donna. Ne distingue nettamente l'anatomia e o spirito rispetto a quello dell'uomo. Per lui la donna è matrix nel senso più totale del termine e non più limitato ai soli organi riproduttivi. Il suo è un mondo a parte dove sta racchiuso il mistero della vita, che la mette a stretto contatto col grande mondo della natura. Mentre secondo la tradizione (partendo da Ippocrate) la donna è solo il recipiente che raccoglie il seme, per Paracelso la capacità immaginativa femminile appare decisiva per la formazione del figlio.

Afferma altresì che i quattro pilastri della medicina sono filosofia, astronomia, alchimia e virtù. Definito il Lutero della medicina, Paracelso era medico, astrologo, mago e alchimista pur combattendole dal di dentro. In lui la visione scientifica delle cose si mescola sempre con quella spiritualistica e ontologica.
E sosteneva: «Non c'è medicina senza alchimia, non c'è medicina senza astrologia, non c'è medicina senza magia». Ancora: «Sulla terra esiste ogni tipo di medicina ma manca chi sa applicarla¢.

Nel 1527 gli venne offerta la cattedra di medicina all'Università di Basilea. In quello stesso anno fece bruciare pubblicamente dai suoi studenti i testi di Avicenna e Galeno bollandoli come ignoranti in materia medica e sostenendo che ognuno possiede dentro di sé le doti necessarie per esplorare il mondo. Ma poco dopo la sua stima cominciò a calare: perse la fiducia degli studenti che dapprima lo avevano salvato dal rischio di venire allontanato dall'Università.

La sua aperta opposizione sia alla medicina tradizionale che alla nuova medicina nata in Italia e Francia gli fanno perdere il posto d'insegnante universitario a Basilea. La sua indole bizzarra e polemica avrebbe contribuito a rafforzare tale decisione.

In quegli stessi anni nelle università francesi e italiani si stavano recuperando proprio i classici di Avicenna e Galeno, pur se purificati filologicamente dalle glosse medioevali e integrati da trattati di anatomia. Erano pure in atto ricerche empiristiche che andavano a smontare direttamente la tradizione popolare. Come le opere di Laurent Joubert della facoltà di Medicina di Montpellier e quelle platoniche. ★

Ottobre, 2013