La mano segreta

La mano
segreta

Enzo Bordin

Fotografa con il cellulare il palmo della tua mano sinistra e invia la foto al Ridotto (lettere@ilridotto.info) dove Enzo Bordin, studioso dei segni della mano, te la leggerà. Gratuitamente. Non è un'iniziativa commerciale ma una consulenza esclusiva per Il Ridotto. Un aiuto prezioso per conoscerci meglio. Un regalo d'autore per i nostri lettori. Seguendo le spiegazioni contenute in questo e nei prossimi articoli, potrete già cominciare a farlo da soli. Buona lettura.

Qua La Mano - di Enzo Bordin (lettura della mano via internet solo sul Ridotto).

Possiamo studiare noi stessi attraverso l'osservazione attenta delle nostre mani?

La mano è un organo che va studiato sotto il profilo anatomico, fisiologico e filogenetico. Nell'evoluzione della specie si sono sviluppati diversi modelli di mano: monodattili, tridattili e pentadattili, come nel caso dell'uomo, dalle funzioni assai più complesse rispetto alle zampe degli animali.

La mano viene anzitutto utilizzata come organo tattile occupando, vicino all'occhio e alla lingua, una zona del cervello che rende possibile l'immagine di sé o cinestesia. Me non è soltanto un recettore bensì un organo polifunzionale in grado di agire sul mondo adattandolo, trasformandolo ai bisogni e ai desideri dell'essere umano. Grazie all'opposizione del pollice, presente anche in altri animali, l'uso della mano permette di scegliere, accarezzare, mischiare, pizzicare, buttare, picchiare e via scegliendo. E i primi utensili creati dall'uomo vengono immaginati come prolungamento della mano.

Trasformando il naturale in culturale, la mano diviene fin da subito il ricettore del saper fare memorizzato, il prodotto di una costruzione sociale divisa tra donne e uomini, tra musicisti e non musicisti, tra pittori e non pittori e così via. Gli umani si appropriano così delle abilità, semplici o complesse, consce o inconsce, che permettono loro di padroneggiare nelle tecniche legate al tipo di lavoro svolto. Con un preciso distinguo: le abilità non sono del tutto trasmissibili attraverso l'insegnamento classico algoritmizzato. La loro acquisizione richiede un lungo tirocinio pratico, anche se poi determinate destrezze appaiono parzialmente trasferibili da una tecnica all'altra.

Proprio per l'uso permanente che ne facciamo, la mano diventa oggetto di svariati giudizi di valori, rappresentazioni e simbolizzazioni sacre o profane. Poiché nessun corpo umano risulta perfettamente simmetrico, con uno dei due lati destinato a prevalere sull'altro, tali differenze finiscono per esprimersi come contenuti culturali. Lo vediamo nelle varie rappresentazioni della mano protettrice che, di volta in volta, ne determinano gli usi sociali.

In alcuni Paesi islamici, la mano è anche oggetto di trattamenti giudiziari usati, vista la sua importanza, come mezzo di punizione attraverso l'amputazione. Ma, al contrario, essa può divenire anche un mezzo estetizzante e di seduzione attraverso l'uso di anelli e gioielli che l'adornano. In altri casi viene utilizzata nei rapporti sociali e politici, divenendo metafora di un legame sociale percepibile nella gestualità, sia che si tratti di un bacio che di una carezza che di un pugno chiuso. Usi che racchiudono in sé sia aspetti coscienti e visibili, sia inconsci e invisibili da analizzare caso per caso.

La mano varia anche per forma e dimensione, per colore ed odore, per segni all'interno del palmo e lunghezza delle dita. Sono tre le differenze significative, con relativi sottoclassi ad accentuarne la diversità: mano conica, mistilinea o tozza, non sempre attribuibili al tipo di lavoro svolto e alla struttura fisica generale. In certi casi abbiamo il tipo brevilineo con mani appuntite e il longilineo con mani piccole e tozze.

Per non parlare dei segni, dove le combinazioni appaiono così numerose e complesse da rappresentare un rebus, dal momento che le linee di vita, amore, intelligenza e fortuna appaiono strettamente legate al disegno di altri segni di non minore importanza eppure spesso sottovalutati: La linea della lascivia, posta sopra al dito mignolo, è solo uno dei tanti esempi in tal senso.

Anche i monti, posizionati sotto le cinque dita da cui prendono il nome, assumono un'importanza decisiva nella decifrazione psicologica della mano. Sotto l'indice, dito di Giove o del comando, c'è l'omonimo monte da cui talvolta parte la linea dell'amore. Se essa inizia invece dal monte di Saturno (il cui dito medio incarna le pulsioni inconsce e l'istinto), significa che l'iter sentimentale appare instabile.

Il dito anulare o di Apollo, con relativo monte, sottende invece il campo dell'arte. E qui potete fare una prova da voi stessi: se il vostro dito di Giove è più lungo di quello di Apollo, significa che avete il senso del comando. Altrimenti no.

Il mignolo entra nella sfera del dio Mercurio, preposto al commercio. Se non raggiunge l'inizio della falange portante l'unghia, vuol dire che non possedete né il senso degli affari né quello del risparmio. Salvo le dovute eccezioni da valutare caso per caso.

Il vasto e accidentato monte di Venere corre sotto il pollice e segnala l'attività sessuale, con annessi e connessi. Un pollice arcuato è prerogativa di narcisismo, nel senso che riflette l'immagine speculare di sé stesso. Se invece si eleva in verticale, siamo in presenza di un soggetto orgoglioso, poco incline alla mediazione.

Questo come tendenza generale. Per i particolari occorre un lettura più mirata e precisa.

Ma la mano partecipa anche alla parola, ne scandisce il ritmo e ne organizza la melodia. Scrive l'etologo francese Boris Cyrulknik: «Se una di queste componenti viene a mancare, la mano supplisce a tale mancanza, la colma abbozzando un gesto che designa l'oggetto assente».

Dalla mano si possono carpire segreti che nessun'altra parte del corpo custodisce in così grande quantità e qualità. ★

Agosto, 2013