La pittura del silenzio di Lorenzo Vale

La pittura del silenzio
di Lorenzo Vale

In mostra alla galleria Arké di Venezia

Maria Luisa Pavanini

La poetica metafisica del giovane artista friulano diplomato all'Accademia di belle arti di Venezia, appare in questa mostra a lui dedicata come trasfigurata e sollevata dalla tristezza e dallo smarrimento incombenti su molte delle vedute. Opere profonde segnate da un limpido colorismo e da simboli che si accavallano e si intersecano nella mente. Una spazialità senza confini sottolineata dai sentieri infiniti della fantasia. Da vedere fino al ventuno di febbraio.

Lorenzo Vale, Sole bianco (lorenzovale.it).
Lorenzo Vale, Quadro che contiene un segreto (2010, olio su tavola, 80x60 cm).

VENEZIA – È una pittura del silenzio dove cose, animali e piante stanno in armonia, quella di Lorenzo Vale. Una poetica metafisica che viene però trasfigurata e sollevata dalla tristezza e dallo smarrimento incombenti su molte vedute.

L’interesse e la conoscenza della storia dell’arte hanno portato Vale, quarantenne artista friulano diplomatosi in pittura all’Accademia di belle arti di Venezia, a sviluppare ,con una tecnica ad olio, una pittura rigorosa, nutrita di citazioni, non solo della pittura del rinascimento veneziano, scoperto ed amato durante il giovanile soggiorno lagunare, ma anche di artisti del novecento come De Chirico, Savinio, Morandi.

Nella mostra a lui dedicata, in corso presso la Galleria Arké di San Samuele, sprizzano in tutte le opere, insieme a un limpido colorismo, una gioia di vivere, una serenità radiosa, e una tersa montana luminosità.

Alcuni dipinti mostrano fiori colorati, animali, conchiglie, palle dai colori contrastati, tutte in primo piano in un cerchio, altri distendono e dilatano nella profondità dello spazio indefinito animali e cose.

Nelle opere relative agli anni 2011-14 sembra, soprattutto nel cerchio carico di simboli e di natura fiorita, che l’artista senta l’urgenza di inserire ogni sorta di visioni che si accavallano e si intersecano nella mente senza riuscire a dar loro una priorità.

Il nostro sguardo scorre sulle tele ora catturato da una palla arcobaleno ora da una teoria di animali che sembrano usciti dalle preziose tavole quattrocentesche di Gentile da Fabriano o Pisanello.

Immagini, ricordi, sogni si accavallano e sovrappongono o si distendono nell’ampio respiro di una spazialità senza confini segnata solo dal sentiero infinito della fantasia.

Sicuramente un lungo e sofferto percorso meditativo ha portato l’artista a queste rasserenanti visioni dove, sul bagliore furtivo di uno sguardo felino, prevalgono alberi carichi dei frutti e dei fiori di tutte le stagioni.

Venezia appare lontana all’orizzonte, immagine della memoria, sbiadita e avvolta dalla nebbia, pregnanti, urgenti in primo piano sono vivaci sfere con l’arcobaleno e una bambina, un roseo futuro.

Lorenzo Vale
Galleria Arké, Venezia
Fino al 21 febbraio

Gennaio, 2015

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