La Specie Superiore

La Specie
Superiore

E se dovesse toccare proprio a noi?

Enrico Caine

Difendere gli animali non umani lottando per tentare di ridurre l’infinita sofferenza che ad essi la nostra specie procura sembra spesso un’impresa impossibile. Una battaglia praticamente perduta sul nascere, combattuta con armi ridicolmente inadatte, indifferente ai più e sostanzialmente considerata inutile.

Francisco José de Goya y Lucientes (1746-1828) Saturno divora un figlio (1819-1823, olio su tela 146×83 cm, Museo del Prado, Madrid – commons.wikimedia.org).

Inutile appunto, ossia non utile in quanto non generatrice di vantaggi economici per l’Uomo. Casomai percepita come dannosa in quanto se ottenesse risultati concreti su larga scala produrrebbe un evidente danno, privandoci di materia prima, principalmente per la nostra alimentazione e secondariamente per tutti gli altri utilizzi che degli essenti non umani l’Uomo è instancabile e fantasioso artefice.

Battersi per cercare di alleviare la sofferenza animale si scontra quotidianamente con la logica dello specismo che antepone a tutto l’umano, concedendo solo ai nostri simili l’eventuale diritto a migliorare le proprie condizioni di esistenza. Condizioni spesso talmente misere anche per gli umani, da gettare su tutti gli altri esseri inferiori una spessa coltre di indifferenza.

Fondamento della supremazia dell’umano su tutto il resto della Natura è quindi tale presunta superiorità di specie, ma spesso anche di razza: secoli di schiavitù e violenza, in parte ancora in essere, ai danni di popolazioni con la sola colpa, per esempio, di avere la pelle nera, conferma tale attitudine. Il concetto di supremazia di razza ha fondato anche lo sterminio nazista, basato su criteri analoghi a quelli applicati ancora adesso nei macelli, nei mattatoi e nei laboratori di ricerca e sperimentazione ove animali di varie specie vengono utilizzati (per un dettagliato elenco del genere e grado di torture che nella storia di questi laboratori dell’orrore sono state applicate si consiglia l’istruttivo lavoro di Hans Ruesch Imperatrice Nuda da leggersi a stomaco vuoto ma comunque sempre vicino alla tazza del water a causa delle inevitabili ondate di nausea).

Stabilire a priori una superiorità su qualcuno o qualcosa e dotarla di una qualsivoglia forma di legittimità (giuridica, politica, militare, religiosa, sociale, etc.) fornisce un’arma di straordinaria potenza. Ma se tale superiorità legittima gli umani a disporre del diritto di esistere di tutti gli altri essenti non umani, inclusi animali che condividono con noi la quasi totalità del patrimonio genetico (es. i primati), ne consegue che basterebbe vi fosse una specie anche di poco superiore alla nostra e con le medesime capacità creative nel distribuire sofferenza, per porre noi umani in una pericolosa situazione.

Questa nuova specie che potrebbe presentarsi a noi in qualsiasi istante, emergendo da una insospettabile piega del multi-verso spazio-temporale potrebbe senz’altro sentirsi autorizzata a trattarci da esseri inferiori cominciando con impegno a mettere in pratica su di noi quanto amorevolmente dedichiamo ai nostri fratelli non umani.

Una specie che emerge da varchi spazio-temporali potrà sembrare effettivamente improbabile, ma lo sono sembrate molte altre cose prima di scoprirne l’esistenza. Ormai dovremmo aver imparato a non essere troppo presuntuosi: in pochi secoli il nostro pianeta è passato da Centro del Creato a insignificanza di periferia galattica in un multi-verso di cui conosciamo un trascurabile frammento, circondato dal novanta per cento di materia oscura e sconosciuta, lanciato in una sfrenata espansione verso il nulla.

Coerentemente a quanto sopra si diceva, potremmo improvvisamente trovarci in una situazione drammatica. Sorvolando sulle modalità con le quali l’intera umanità sarebbe sottomessa, qualche soggetto della specie superiore potrebbe convincersi di avere a che fare con delle prede commestibili sperimentando vari tipi di menù e cotture soprattutto con i cuccioli di uomo, più teneri e gustosi; o ritenerci animali idonei per essere sottoposti a sperimentazione scientifica, giustificando in tal modo ogni sorta di nefandezza in nome del (loro) progresso scientifico.

Altri esseri superiori, più bonaccioni, potrebbero semplicemente lasciarci scorrazzare in un’area recitata, con i nostri bambini e gli altri nostri cari e straziarci con dei superiori fucili da caccia, così, solo per il gusto di farlo. Altri superiori potrebbero invece rinchiuderci in gabbie e costringerci a correre sul fuoco o a suonare un tamburello. Certamente altri esseri superiori ci adotterebbero come animali inferiori di compagnia, e di lì a poco inventerebbero nuove razze obbligandoci ad incrociarci con altri animali in appositi allevamenti.

Purtroppo però molti di noi animali inferiori da compagnia verremmo maltrattati o abbandonati o uccisi. I sopravvissuti all’abbandono, se non schiacciati da un suv superiore, verrebbero rinchiusi in luridi ricoveri per animali inferiori da compagnia e il più delle volte lasciati marcire nel fango.

Le femmine, ma non solo, degli esseri superiori potrebbero ritenersi più eleganti con la pelle o la chioma o qualche altra parte del corpo di noi esseri inferiori, e decidere di scuoiare i più belli di noi, possibilmente ammazzandoci a bastonate, da piccoli, per non rovinare il mantello. Alcuni buongustai sicuramente inventerebbero pratiche atte a migliorare il nostro sapore (al loro palato) magari piantandoci un chiodo nel piede per farci mangiare a dismisura fino a farci scoppiare il fegato.

Altri esseri superiori, con maggior senso degli affari, sfrutterebbero la situazione allevandoci e rinchiudendoci in enormi capannoni dell’orrore, colmi di liquame, con luci al neon perennemente puntate negli occhi, in gabbie grandi come una bara, a migliaia uno accanto all’altro, ad aspettare solo di poter morire.

I superiori più mistici inventerebbero svariati tipi di sacrificio rituale, in ricorrenza di particolari superiori festività, magari sgozzandoci da vivi e vigili in attesa di una lenta e purificatrice morte per dissanguamento o lanciandoci, sempre vivi, da un campanile, in segno di festa, o massacrandoci a milioni per sbranarci in smisurati banchetti, magari tra marzo e aprile, in nome del figlio superiore di un dio superiore.

Ma ad un certo punto, in qualcuno di quegli esseri superiori comincerebbe a sgorgare un germe di compassione, e tale pensiero contagioso, all’inizio ignorato o deriso dalla comunità di superiori, si diffonderebbe tra molti altri e sempre più voci di protesta si leverebbero in difesa di quei poveri Umani, così maltrattati solo per la loro infima inferiorità. Da quel momento in poi una nuova cultura del rispetto e della tolleranza verso tutti gli esseri viventi crescerebbe in seno alla popolazione degli esseri superiori e tutti gli essenti inferiori, inclusi gli Umani, verrebbero trattati con rispetto restituendo loro la vita, la libertà e la dignità. ★

Gennaio, 2013