Laguna nel bicchiere, un'altra Venezia è possibile?

Laguna nel bicchiere,
un'altra Venezia
è possibile?

Alla scoperta del vino prodotto dalle vigne cittadine

Andrea Merola

Nei giardini, nei pergoli, sui terrazzi, nelle corti crescono da sempre delle vigne, più selvatiche che domestiche. Curarle, vendemmiarle, vinificarle è il compito del libero sodalizio «Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate»

11/01/2011 Gigi «Miracol» pota le vigne delle Zitelle Fertili, alla Giudecca

C'è a Venezia un sodalizio, in libera associazione, presieduta dal professor Flavio Franceschet e benedetta da Mauro Lorenzon, l'oste dall'alito vinoso (come da verbale di polizia, dopo che il nostro è stato fermato nottetempo da una pattuglia, non alla guida di un'autovettura sulla tangenziale, bensì mentre deambulava in modo scoordinato, esprimendosi con linguaggio confuso, lungo una calle veneziana), che si prefigge di dimostrare che un'altra Venezia è possibile, intesa come itinerario culturale, partendo anche da consuetudini arcaiche e popolari, come il farsi il vino nella corte di casa, dato che un tempo non esistevano ancora i supermercati dove fare la spesa per il desco.

Ma è meglio far parlare questi novelli lagunauti per bocca del loro statuto: eccolo.

«Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate» è un'associazione con fini culturali e sociali senza scopo di lucro, che si propone:

1) conservare e valorizzare i prodotti del territorio lagunare, come vini, ortaggi, olio, pescato, selvaggina etc.

2) Organizzare eventi come quello di campo della Bragola, promuovendo la raccolta e l'assaggio di vini prodotti da vinificazioni praticate con sistemi arcaici e tradizionali effettuati principalmente da realtà quali conventi, orti, e territori della laguna.

3) Intraprendere in prima persona il recupero di vigne abbandonate stabilendo relazioni con istituzioni pubbliche e/o private per sperimentare produzioni di uve e modi di vinificazione arcaici, biologici e biodinamici e classificando ed identificando le vigne attivando un vero e proprio censimento e coordinando, promuovendo e migliorando le piccole produzioni.

4) Stabilire relazioni, esperienze e collaborazioni con scuole, enti locali, istituzioni e associazioni del territorio disponibili a condividere con noi le finalità e le esperienze proposte.

5) Contribuire con questi obiettivi ed iniziative a realizzare tasselli utili per prefigurare l'idea di «Parco della Laguna».

Attualmente i soci sono impegnati nella potatura e preparazione delle piante nelle vigne del convento delle Zitelle, dette Zitelle Fertili, alla Giudecca, nell'orto del convento dei Frati Minori nell'isola di San Michele, il cimitero, dove hanno riattivato la vecchia cantina per la fermentazione e l'imbottigliamento della vendemmia del 2011. Dalle sarpe di quest'ultima vendemmia poi è stata prodotta, dalla distilleria Capovilla di Rosà, la prima «Grappa Salsa».

Gennaio, 2012

Altre immagini: 

15/01/2012 Dentro la caneva dei Frati Minori, nel convento dell'isola di San M
15/01/2012 operazione di travaso del vino dell'ultima vendemmia, sempre nella ca
15/01/2012 Gigi "Miracol" al lavoro sulle piante nell'isola di San Michele
15/01/2012 Gigi "Miracol" al lavoro di potatura: alle spalle la chiesa di San Mi
Le tombe dei frati accanto alla vigna nell'isola di San Michele
Gigi «Miracol» posa con le bottiglie dell'ultima vendemmia 2011
11/01/2012 Al lavoro nella vigna delle Zitelle (Fertili), nel giardino dell'isti
11/01/2012 Gigi "Miracol mostra una bottiglietta di Grappa Salsa
11/01/2012 La Grappa Salsa, la prima grappa ottenuta con le bucce dell'uva cresc