Largo ai killer del circo equestre

Largo ai killer del
circo equestre

Manifestazioni, polemiche e leggi balorde

Roberto Bianchin

Il piccolo mondo del circo italiano è in rivolta contro un disegno di legge presentato al Senato che accoglie le richieste delle associazioni animaliste e prevede la graduale eliminazione degli animali dai circhi. Secondo Antonio Buccioni, presidente dell'Ente Nazionale Circhi, che ha portato la categoria a manifestare in piazza, quel disegno di legge ucciderebbe definitivamente il circo italiano già in crisi, e costringerebbe i circensi con i loro animali ad espatriare. Una polemica senza precedenti. Ma l'impressione è che si tratti di una battaglia ormai perduta.

La manifestazione di protesta dell'Ente Circhi a Roma (foto Circus News)

ROMA – Il mondo del circo italiano, che attraversa una delle crisi più gravi della sua lunga storia –per una serie di motivi di vario genere e diverse responsabilità a vari livelli, non escluse quelle di molti degli stessi circensi- scende in piazza in difesa della propria sopravvivenza, che è minacciata da un disegno di legge del Senato. Il testo, che è all’approvazione dell’aula di Palazzo Madama, accoglie le richieste delle associazioni animaliste, e prevede la graduale eliminazione degli animali dai circhi. La manifestazione di protesta, con artisti, bandiere, cartelli e striscioni, si è svolta in piena estate in una ribollente piazza del Pantheon.

“Chiediamo lo stralcio del circo dal disegno di legge 2287-bis, perché non risolve nessuno dei problemi del settore ma, anzi, lo uccide definitivamente. Il circo presenta infatti problematiche che travalicano ampiamente il provvedimento architettato e concepito solo all'interno del ministero per i beni e le attività culturali, e a quanto pare solo con la logica di accontentare il mondo animalista", ha spiegato Antonio Buccioni, presidente dell’Ente Nazionale Circhi che ha promosso la manifestazione e che raccoglie la maggioranza dei circhi italiani.

“Sono rimaste fuori dal Ddl tutte le urgenze per le quali il mondo del circo attende da decenni una risposta: la mancanza di piazze attrezzate e i ridicoli finanziamenti al settore, solo per citare i più macroscopici” –continua Buccioni- quello che il ministro Franceschini vorrebbe rifilarci è un provvedimento grottesco, che dovrebbe normare sul circo mentre non solo non migliora nessun problema ma lo peggiora e affronta il tema degli animali in maniera ideologica, dicendo no a tutte le specie che si esibiscono nei circhi, dagli animali domestici ai cavalli (che potranno invece continuare ad essere utilizzati nei maneggi, nei Palii e in tanti altri luoghi) agli esotici. E' una pazzia, oltre che una punizione che colpisce solo una categoria, la nostra”.

Quanto alla graduale eliminazione degli animali dal circo, Buccioni sostiene che “voluminose relazioni di etologi italiani e stranieri concludono che il Ddl 2287-bis sul circo è “una sommatoria di posizioni ideologiche e di natura etica senza alcun supporto scientifico”.

Se questo disegno dovesse davvero diventare legge, gli animali allontanati dai circhi dovrebbero essere messi in centri di recupero. Ad oggi sono meno di 2000 gli animali in Italia, la maggior parte nati in cattività. E l’Ente Circhi attraverso il suo rappresentante Antonio Buccioni dichiara: “Una cosa è certa: per quanto ci riguarda si può già archiviare la tematica relativa ai lager per animali, i cosiddetti centri di recupero, con relative fonti di finanziamento pubblico, perché noi, se dovesse diventare legge il divieto totalitarista e razzista contenuto nel Ddl, andremo in esilio con tutti i nostri animali, fino all'ultimo di essi. In attesa che torni a spirare anche nel nostro Paese un vento di libertà, di tutela e garanzia della libertà di espressione artistica”.

Sostegno all’Ente Nazionale Circhi è arrivato dalla Fédération Mondial du Cirque, dall’European Circus Association, dalla Asociacion Circos Reunidos, dal Forum Nuovi Circhi.

Peccato che fosse così scarsa la partecipazione a una manifestazione così importante (un centinaio di persone in tutto, duecento secondo i più ottimisti). Peccato che la maggioranza degli italiani non se ne sia nemmeno accorta, dato che i grandi media nazionali hanno (colpevolmente) snobbato l’evento (e forse converrà chiedersi il perché e magari cominciare anche a darsi qualche risposta). Peccato infine per la pochezza (sotto ogni punto di vista) degli sponsor politici. Per carità, anche uno solo è sempre meglio che nessuno. Ma anche questo è un segnale preciso, oltre che imbarazzante, di debolezza. Significa, come temono in molti, che la battaglia è già perduta.

www.circo.it

Luglio, 2017