L'avanguardia russa una sfida ai divieti del regime stalinista

L'avanguardia russa
una sfida ai divieti
del regime stalinista

L'eccezionale collezione di George Costakis

Maria Luisa Pavanini

Al Polo Reale di Torino una mostra sorprendente dedicata all'avanguardia russa, con numerose testimonianze dell'arte sperimentale degli inizi del secolo scorso. L'avventura rocambolesca di un autista dell'ambasciata greca che nel suo appartamento di Mosca, divenuto un cenacolo di artisti e intellettuali, raccolse un numero impressionante di opere straordinarie, altrimenti destinate alla distruzione e all'oblio.

Solomon Nikritin, Movimento del colore (1924, olio su carta).
Ivan Kudrjasev, Luminescenza (1926, olio su tela).
Kazimir Malevic, Ritratto (1910, circa gouache su carta).
Ljubov' Popova, Senza titolo (1921, inchiostro e gouache su carta).
Antonina Sofronova, Composizione geometrica (1922, inchiostro e gouache su carta).

TORINO - È sorprendente constatare come buona parte degli artisti operanti in Europa tra il primo e il secondo dopoguerra, siano debitori all’avanguardia russa. Quasi tutta l’arte non figurativa ha infatti attinto e guardato alle scoperte degli audaci pittori della rivoluzione russa.

La mostra di Torino dedicata all’avanguardia russa e allestita nello spazio mostre del Polo Reale, racconta le molte sperimentazioni avvenute in Russia nel primo Novecento, attraverso l’eccezionale collezione di George Costakis, l’uomo che nella Mosca degli anni seguenti alla guerra mondiale, sfidò i divieti del regime stalinista e decise di raccogliere con metodo e costanza le molte testimonianze dell’arte sperimentale russa dell’inizio del secolo scorso.

In contatto con le famiglie e gli amici degli artisti oltre che con i pittori ancora viventi, Costakis, che lavorava come autista prima all’ambasciata greca e poi a quella canadese, raccolse opere straordinarie che conservò fino al 1975 nel suo appartamento di Mosca. La sua abitazione divenne cenacolo di artisti e intellettuali che qui soggiornavano, e che lasciarono ricordi e messaggi nel libro degli ospiti: da Chagall a Cartier Bresson, da Nina Kandinsky a Edward Kennedy.

Nel 1977 Costakis partì da Mosca e si stabilì in Grecia, dove lasciò alla galleria Tetryakov una parte della sua collezione. Le 1277 opere rimanenti le volle portare con sé. Furono poi acquistate nel duemila, a dieci anni dalla sua morte, dallo Stato greco, e divennero la principale collezione del museo di Salonicco.

La mostra di Torino si compone di circa trecento opere : guache, dipinti ,acquarelli, opere d’arte applicata, documenti e oltre cento disegni di architettura costruttivista, una vera e propria panoramica di tutti i principali movimenti degli anni ruggenti dell’avanguardia russa, che finì con l’ascesa al potere di Stalin.

Si hanno esempi non marginali del nuovo impressionismo, simbolismo, cubofuturismo, cosmismo e suprematismo, in una sequenza frenetica di ricerche e movimenti nuovi. Vi sono esempi di capolavori quasi sconosciuti di Malevich, Popova, Rodcenko e molti altri.

La straordinaria raccolta di Costakis salvò dalla distruzione e dall’oblio questa componente vitale dell’arte europea del ventesimo secolo. Gli artisti russi d’avanguardia furono considerati dei «formalisti» dal regime stalinista, perché pittori e scultori erano tenuti a propagandare e rappresentare gli ideali della nuova società sovietica.

Nel 1981 la gran parte della collezione venne portata al museo Guggenheim di New York dove fu catalogata ed esposta. Tutti gli storici dell’arte conobbero così un capitolo nuovo, luminoso e quasi sconosciuto.

L’avanguardia russa
Torino, Spazio mostre Polo Reale
Fino al 15 febbraio

Gennaio, 2015

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