Le donnine di Boldini nelle viuzze di De Pisis

Le donnine di Boldini
nelle viuzze di De Pisis

In mostra al Castello Estense di Ferrara

Agata Fish

Un'importante rassegna aperta eccezionalmente sino alla fine del 2017, illustra i principali capolavori di due artisti fondamentali ma tanto diversi tra loro, uniti solo dal fatto di essere nati entrambi a Ferrara e di avere vissuto nello stesso periodo, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. Furono attivi entrambi sulla scena scintillante della Parigi di quegli anni, ed ebbero anche modo di incontrarsi, come documenta una leggendaria intervista.

La signora in rosa (Ritratto di Olivia de Subercaseaux Concha, 1916; olio su tela,163×113 cm, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, Ferrara; fonte wikimedia).

FERRARA – Cos’abbiano in comune, tranne il periodo storico in cui hanno vissuto, a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento, due pittori tanto diversi tra loro come Filippo De Pisis e Giovanni Boldini, è presto detto: niente. L’unica cosa che li accomuna è che sono entrambi nati a Ferrara. Poco. Ma quanto basta perché l’amata città natale dedichi loro una mostra appassionata nel suo luogo più importante, riconosciuto e celebrato: lo spettacolare Castello Estense.

Dove, al di là della bellezza dei quadri esposti, le bellissime eleganti e maliziose donnine parigine di Boldini (meravigliosa la sua signora in rosa), e gli impareggiabili scorci, appena tratteggiati, macchiati, screziati, di viuzze parigine di De Pisis (ma anche milanesi, come la misteriosa e pur centralissima Via degli Omenoni), la vera chicca è un’intervista di De Pisis giovane a Boldini vecchio nel suo studio di Parigi, apparsa sul Corriere Padano del 1925, in cui l’anziano maestro disprezza i suoi pur danarosi committenti, vanagloriosi ed ignoranti, ed entrambi manifestano, sia pure con accenti diversi, una certa ostilità, o per meglio dire diffidenza, nei confronti del genere femminile.

I capolavori di Boldini e De Pisis sono stati selezionati dalle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari: il monumento simbolo della città fa così da cornice alle opere di due grandi artisti ferraresi, tra i protagonisti della scena internazionale tra Otto e Novecento. La città estense, culturalmente molto vivace in questo periodo, conserva infatti le più ricche collezioni di opere di Boldini e De Pisis: questi tesori sono rimasti celati in seguito al terremoto del 2012 e torneranno accessibili al pubblico grazie all’allestimento nelle sale del Castello previsto fino alla riapertura dei musei a Palazzo Massari.

Nel sontuoso appartamento di rappresentanza al piano nobile si sviluppa un racconto per immagini dell’intero percorso boldiniano, attraverso una vasta selezione di dipinti e opere su carta: dalle prime prove eseguite a Firenze accanto ai macchiaioli, ritratti che hanno l’immediatezza della pagina di un diario, alle brillanti invenzioni che evocano le atmosfere della vita moderna nella Parigi degli impressionisti, fino alle icone della pittura boldiniana, effigi di aristocratiche quali la contessa de Leusse o Madame Lydig, quando Boldini si era ormai imposto come interprete incontestato del ritratto della Belle Epoque.

Nei celebri Camerini di Alfonso I, aperti per questa occasione, il testimone passa a De Pisis, altro più giovane ferrarese attivo sul palcoscenico parigino. Il percorso restituisce un intenso ritratto della personalità artistica depisisiana, a partire dalle testimonianze del periodo giovanile, dense di memorie, sogni e speranze alla vigilia del trasferimento a Parigi, per concentrarsi poi sulle creazioni della maturità, quando l’artista ha assimilato il ricordo di De Chirico e della pittura metafisica e plasma un linguaggio del tutto personale, trascrizione pittorica delle emozioni vissute nella Ville lumière. A chiudere il cerchio sono infine le opere dell’ultima stagione in cui la poesia delle immagini si spoglia fino all’essenziale.

De Pisis e Boldini
Ferrara, Castello Estense
Fino al 30 dicembre 2017

Dicembre, 2015

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