Le pose oscene

Le pose oscene

Liriche erotiche di Graziella Atzori

Nuovo libro elettronico per I Antichi Editori, braccio editoriale della Compagnia de Calza «I Antichi» di Venezia. S'intitola Le Pose Oscene ed è opera di Graziella Atzori, scrittrice e poeta, che vive e opera a Trieste. Nelle liriche di Pose Oscene, Eros è il principio universale che tutto muove, declinato in vari diversi modi e nomi dalle innumerevoli religioni degli uomini; e i corpi e le anime degli amanti congiunti nell'amore divengono gli altari reali della sua immanenza.

Graziella Atzori, Le Pose Oscene (I Antichi Editori Venezia, Parvula Poetica 2015; ISBN 978-88-98584-18-5; euro 4).

VENEZIA  (l.c.) – La leggerezza malinconica della dichiarazione d'amore postuma di un cameriere di caffè per un elegante anziano signore d'altri tempi (Fata Turchina); la grazia selvatica e foriera di magnifici guai tremende passioni bellissime avventure in Tre fate; il sesso sfrenato tra gli scaffali ricolmi di libri in Amanti.

Come in un percorso d'innamoramento si parte dai versi più pudichi e lievi, mossi nel labirinto delle memorie e delle immagini angeliche del trascorso erotico (ma senza alcuna nostalgia, anzi con vibrante riverbero del passato); per giungere via via ad una passione orgiastica e senza vergogna alcuna, carnale e irrefrenabile.

Sulla silloge poetica dice Graziella Atzori: «Le pose oscene è titolo provocatorio: l'oscenità, in senso negativo, è solo nella mente di chi è represso e nega una parte di sé. Quindi ho scritto come voce del dissenso verso una cultura sessuofoba e repressiva, demonizzante, che ci portiamo dentro da duemila anni. Il mondo antico sentiva diversamente, si innalzavano templi a Venere, a Dioniso, Apollo. In altre parti del mondo, in India ma in tutto l'oriente, l'iconografia sacra ha alla base l'unione sessuale, la congiunzione del maschile-femminile. A questo proposito bisogna leggere la lirica Yoni-lingam, in sanscrito yoni è la vagina lingam è il pene».

«Poi c'è la sintesi di una vita, nel libro, le esperienze giovanili. La prima volta è una poesia ideale, ogni adolescente sa che la prima volta non è una grande esperienza fisica, a prescindere dall'innamoramento, in quanto manca l'esperienza e l'educazione all'ascolto del corpo. Anzi ascoltare il corpo è comunque ancora considerato peccato. Sono tematiche importanti. Le nostre zone erogene sono considerate solo nelle barzellette, non resta che l'ironia per parlarne. Un altro tema è il desiderio che per tutti è sempre più grande della realtà, quindi c'è nel libro questa preghiera affinché eros resti, mentre poi, malinconicamente, sfugge, scompare, anche se il partner resta non è mai come quello sognato. E poi c'è la morte. Eros è vita. La partita fra i due è sempre aperta. Tante volte si è morti pur vivendo».

I Antichi Editori pubblicano (e ripubblicano) libri elettronici inutili, stravaganti e deliziosi, rivolti ad un pubblico di adulti colti di tutte le età, di tutte le idee, di tutti i sessi; opere prime ultime e di mezzo di autori veneziani (di garbo) e foresti (de sesto). Sono libri divertenti e anche intelligenti, che non trovate dalle altre parti.

«La nostra è una battaglia di retroguardia - spiegano all'unisono il direttore editoriale Roberto Bianchin e il presidente (Prior Grando de I Antichi) Luca Colferai – per una visione libera e cosmopolita, aperta al futuro ma saldamente basata sul passato, della cultura veneziana nel mondo; che guarda indietro ma soprattutto avanti".

Graziella Atzori, nata in Sardegna, dopo la laurea in filosofia inizia a scrivere fiabe si occupa di critica letteraria per diverse case editrici. Il suo libro Le Pose Oscene è disponibile per l'acquisto su www.iantichieditori.it.

Amanti

È questa la libreria artigianale
in rovere costruita
quasi vent’anni or sono
in un appartamento sguarnito
senza tavolo né letto
facevamo l’amore per diletto
distesi a terra su un plaid a quadri
i libri testimoni
il pavimento ripulito
odore di pittura fresca
dolce abbandono
brivido dell’avventura
nudità baci e dono
«sto venendo vengo!»
mormoravi pulsante
e il rantolo si quietava
nella penombra
degli scuri socchiusi
ricordo il tuo strano pudore
nel toglierti gli abiti di dosso
la delicatezza delle mani
l’abbraccio forte e clandestino
era destino
separarci presto troppo
come velocemente
il giorno declina
e corre dopo le ore pomeridiane
i libri sono rimasti
sentinelle di ieri
fidi guardiani
dei gesti appassionati di due
eravamo noi quelli
ancora li riconosco
ma il luogo disadorno
è solo sogno in cui torno
per ritrovare un certo calore

Settembre, 2015

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