L'infermiera

L'infermiera

Un classico dei tempi moderni

Roberto Bianchin

Insuperabile icona dell'immaginario erotico collettivo del maschio nostrano, sogno proibito dell'italiano medio, l'infermiera, nella pruriginosa versione della sexy infermiera, è da sempre al centro dell'attenzione del pianeta uomini. Perciò non c'è da stupirsi se Papi Silvio Berlusconi al risveglio dall'operazione al cuore dedichi le sue attenzioni all'infermiera che lo assiste, un'avvenente trentenne spagnola, Maria Cristina Caballo Garrido. Alle cene eleganti di Arcore e ai festini di Villa Certosa ci sono molti precedenti.

L'infermiera sexy, un'icona dell'immaginario erotico maschile (fonte: newsfromtshirts.wordpress)

MILANO - Quelli che se ne intendono, dicono che la migliore rimanesse comunque sempre lei, anche a dispetto dei nuovi e spesso non trascurabili arrivi di altre vistose pretendenti. Lei, scontrosa boccuccia di rosa, una delle prime, delle più fidate, delle più disponibili. Lei, l’insuperabile, indimenticabile Nicole Minetti. Una del mestiere, poi, nel senso del camice bianco, visto che faceva l’igienista dentale prima di conoscere il Papi. Un po’ ci manca l’impudica Nicole, diciamo la verità.

Difficile togliersi dalla testa, almeno per noi maschietti porcellini , quell’immagine di lei vestita e svestita da crocerossina avvinghiata al palo della lap dance nelle serate eleganti di Arcore, nel sotterraneo trasformato in night della villa del Papi. Non è un mistero che andasse ghiotto per le infermiere. Vere e presunte. Gli piaceva moltissimo farle vestire così, camice bianco e sotto niente, le olgettine. Ancor più che farle vestire da poliziotte, da magistrate e da calciatrici.

No, l’infermiera. L’infermiera, insuperabile icona dell’immaginario erotico collettivo del maschio nostrano. Il sogno proibito dell’italiano medio. Come nei filmetti erotici di serie B degli anni Settanta. Come dimenticare l’inarrivabile infermiera incarnata da Ursula Andress nel film “L’infermiera”, appunto, del 1975? O la morbidissima Gloria Guida in “L’infermiera di notte” (1979)? Per non parlare della prorompente Nadia Cassini, la reginetta del lato B, altro che serie B, in “L’infermiera nella corsia dei militari” (1979). Basta così.

Non c’è nulla, perciò, di cui stupirsi, se Papi Silvio Berlusconi, sempre fedele alla linea, appena uscito dall’operazione al cuore all’ospedale del San Raffaele, abbia rivolto la sua attenzione, come prima cosa, all’infermiera che come un angelo lo aveva dolcemente ridestato, l’abbia riempita di complimenti e le abbia addirittura promesso un posto di lavoro, data la sua avvenenza, in una tivù spagnola di sua proprietà, Telecinco, la gemella iberica, dalle alterne fortune, di Canale 5.

Questo perché l’infermiera in questione, un’avvenente moracciona trentaseienne, single, che non devono avere messo lì per caso, è spagnola. Si chiama Maria Cristina Caballo Garrido, che è anche un bel nome da subrettina del varietà, e come il Papi è appassionata di calcio, tifosa dell’Atletico Madrid. Perfetta per lui. Potrebbe infatti ricoprire più ruoli, e vestirsi anche da calciatrice oltre che da infermiera. Con la maglietta del Milan, però. E niente sotto, claro.

Strepitosa e inarrivabile fu ad Arcore la saga delle sexy infermiere. L’incontrastata regina fu Roberta Bonasia, un’altra avvenente moracciona, che di mestiere l’infermiera lei la faceva per davvero. Quindi riusciva benissimo nella parte. Meglio delle altre. Tanto da ingelosire perfino la Minetti, che la temeva perché “lei aveva studiato, ed era perfetta”. Al punto che, prima dell’irrompere sulla scena di Francesca Pascale, i gossip la dipingevano come la fidanzata segreta del Papi.

Un palmares di tutto rispetto, tra cui le fasce di Miss Torino e Miss Padania, per la bonacciona Bonasia, che secondo i giudici dell’inchiesta del Ruby-Gate aveva anche il compito di “procacciatrice di miss” per le voglie del Papi. L’infermiera di Nichelino, la chiamavano (quarantottomila abitanti, alle porte di Torino), ed era una protetta del grandissimo Lelito, il manager delle dive.

Rimane memorabile (la registrazione è agli atti dell’inchiesta), la telefonata in cui Lele “Lelito” Mora spiega a Roberta Bonasia che deve vestirsi da infermiera “per far divertire il capo”. Cosa naturale, peraltro, per una che si vestiva già ogni giorno da infermiera, dato che quello era il suo lavoro. Ma Lelito vuol essere sicuro che quel ferragosto a Villa Certosa, il buen retiro del Papi in Sardegna, tutto vada per il verso giusto.

Perciò le raccomanda: “ Vestiti da infermiera, portati dietro l’attrezzo che misura la pressione e un camice di quelli che usate in ospedale”. Lei ride: “Con sotto niente, ovviamente…” Lui precisa: “Un paio di autoreggenti bianche, poi comportati come un medico, e fagli una visita. Il capo si divertirà”.

La telefonata si chiude con gli auguri di Lelito: “Amore, prevedo un grande futuro per te!”. Com’è andata a finire, lo sapete.

LA PAGELLA

Maria Cristina Caballo Garrido: voto 7
Roberta Bonasia: voto 5,5
Nicole Minetti: voto 6,5
Ursula Andress: voto 9
Gloria Guida: voto 7
Nadia Cassini: voto 8
Lele “Lelito” Mora: voto 8,5
Papi Silvio Berlusconi: ng

Giugno, 2016