L'ironia veneziana di Carlo & Giorgio

L'ironia veneziana
di Carlo & Giorgio

Uno spettacolo-evento per il duo comico

Roberto Bianchin

Sei esauriti di fila al Teatro La Perla del Lido di Venezia per lo spettacolo-evento dei comici veneziani Carlo D'Alpaos e Giorgio Pustetto che rievoca i primi vent'anni (anzi, ventuno) della loro scoppiettante carriera. In scena tutti i loro personaggi più celebri e le battute più note: dalla signora Giancarla alla coppia gay Batman e Robin, dai tossici ai culturisti ai marinai dei vaporetti. E un sentito omaggio al loro maestro Lino Toffolo, che li fece esordire nella sua compagnia teatrale muranese. Applausi e risate.

Carlo & Giorgio (www.carloegiorgio.it)

LIDO DI VENEZIA – Dovevano fare tre serate, Carlo & Giorgio. Un evento, più che un semplice spettacolo. Un evento unico, una specie di regalo per il loro pubblico affezionato che li segue da tempo con affetto e simpatia, per festeggiare i vent’anni di carriera (in realtà sarebbero ventuno, ma come sempre loro sono in ritardo). Non a caso lo spettacolo-evento, in cui si celebrano anche con foto e filmati dell’epoca, si intitola “21 drammi”, e riporta in scena i loro personaggi più amati e vecchie scenette e battute che persino i due comici non ricordavano più.

Tre serate revival per Carlo D’Alpaos e Giorgio Pustetto, veneziani dell’isola di Murano. Tre serate all’ex Teatro La Perla del Lido di Venezia, incastonato nel vecchio palazzo dell’ex Casinò, un teatro che quando venne inaugurato, nei lontani anni Sessanta, venne battezzato come “il più bel teatro d’Europa”, e ora giace indecentemente inutilizzato, fatta eccezione per i dieci giorni della mostra del cinema quando rivive, mestamente degradato a “Sala Perla”, per ospitare alcune proiezioni. La richiesta di biglietti è stata tale che le tre serate sono diventate sei. Sei esauriti da spellarsi le mani, in una città in cui nel massimo teatro di prosa, il Goldoni, dopo due recite già non c’è più pubblico.

Dipende dall’offerta, è evidente. Carlo & Giorgio sono amatissimi non solo perché sanno fare molto bene il loro mestiere di comici –più cabarettisti che attori- ma perché incarnano a tutto tondo l’anima e il cuore della città di Venezia. I veneziani si riconoscono in loro perché loro li rappresentano. In tutti i sensi, non solo perché ne portano in scena vizi e virtù. Carlo & Giorgio sono tutti quei veneziani che incontri ogni giorno per le calli, che senti vociare nei campi e concionare nelle osterie.

Sfilano così, in una galleria imperdibile di personaggi esilaranti, tutti presi dal vero, come dipinti dal vero, frutto di un’osservazione attentissima di realtà, dialoghi e situazioni, condita delle giuste dosi di ironia, la pirotecnica signora Giancarla con il prorompente marito Sergio, canottiera d’ordinanza e ciondolo d’oro, e il discolo figlio Maicol, i culturisti gonfi come omini Michelin, i tossici in chiesa che cercano di rubare un quadro del Bellini (“xe queo de l’aperitivo?”), i piloti dell’Actv con il marinaio chioggiotto, la coppia gay Batman e Robin, proprio come avevamo sospettato da tempo.

Personaggi, situazioni, battute, tempi comici, sono perfetti. Lo spettacolo scivola via veloce per due ore, tra gli applausi, senza attimi di pausa. L’unico limite è il suo pregio: che è uno spettacolo veneziano. Tutto veneziano. Veneziano fino al midollo. La difficoltà: la lingua. Difficile da comprendere – ma non certo per colpa di Carlo & Giorgio- per i non veneziani e per palcoscenici lontani dal Nord Est. Un problema anche per lo sviluppo della loro carriera. Quando tentarono la comicità in lingua italiana, come alcuni anni fa alla trasmissione televisiva “Quelli che il calcio”, il risultato fu deludente. Comunque non è obbligatorio che cerchino di far ridere anche in italiano. La loro dimensione vera e vincente è quella veneziana. Può bastare e forse anche ne avanza. Scusate se è poco.

Anche il loro maestro, in fondo, che era Lino Toffolo, ebbe meno successi in italiano di quanti non ne raccolse in veneziano. E’ stato molto bello che Carlo & Giorgio abbiano voluto ricordarlo, e che gli applausi si siano mescolati, alla fine dello spettacolo mentre il sipario si chiudeva, tra loro due e lui che cantava in video “Oh Nina vien giù da basso che te vogio ben”.

LA PAGELLA
Carlo & Giorgio: voto 8
Lino Toffolo: voto 9

www.carloegiorgio.it

Luglio, 2016