L'isola dei tipografi folli

L'isola
dei tipografi folli

Omaggio ad un mondo in estinzione

Anche i compositori e gli stampatori, con i linotipisti, e persino i dimafonisti, prima dell'avvento della stampa elettronica di massa, hanno avuto il loro piccolo regno insulare: l'arcipelago di San Serriffe, in italiano Senzagrazie (anticamente Isole dei Bastoni), due isole a forma di punto e virgola, Caissa Superiore (la maggiore, a nord) e Caissa Inferiore (la minore, a sud). Di necessità e per geografia, l'arcipelago è mobile e, se non ci sono errori di stampa, viene spostato secondo le correnti da qualche parte nei Mari del Sud.

L'inserto del Guardian del 1 aprile 1977 dedicato a Sanserriffe, pagina 1.
L'inserto del Guardian del 1 aprile 1977 dedicato a Sanserriffe, pagina 2.
L'inserto del Guardian del 1 aprile 1977 dedicato a Sanserriffe, pagina 3.
L'inserto del Guardian del 1 aprile 1977 dedicato a Sanserriffe, pagina 4.
L'inserto del Guardian del 1 aprile 1977 dedicato a Sanserriffe, pagina 5.
L'inserto del Guardian del 1 aprile 1977 dedicato a Sanserriffe, pagina 6.
L'inserto del Guardian del 1 aprile 1977 dedicato a Sanserriffe, pagina 7.

COSMOPOLI (l. c.) — Scoperto dagli inglesi nel 1421, l'arcipelago è stato per secoli conteso tra Inghilterra e Spagna, per finire nella sfera d'influenza britannica soprattutto dopo il ritrovamento dei giacimenti petroliferi al largo delle coste occidentali dell'isola maggiore di Caissa Superiore. Ottenuta l'indipendenza nel 1967, il paese è precipitato in un lungo e oscuro trentennio di di caos, anarchia e refusi, provocati dalla dura e dissennata dittatura militare del generale Pica. Dal 1997 San Serrife è governata con placida e rilassata mano dal carismatico presidente a vita Antonio Bourgeois, grande amico di molti statisti europei e sostenitore della libertà di stampa.

La capitale è Bodoni, situata nelle pianure centrali dell'isola settentrionale, dotata di aeroporto e moderne infrastrutture; ma la moderna Arial, grazie anche alle attrattive turistiche delle coste della meridionale Caissa Inferiore, sta lentamente soppiantando il prestigio dell'antica capitale. Fino all'apertura della propria linea locale di produzione, San Serrife è stata il maggior consumatore mondiale di birra scura.

Il clima di San Serriffe è tipicamente tropicale, con alcune particolarità degne di nota, molto apprezzate dagli spiriti metodici dei turisti abitualmente impiegati nel settore delle comunicazioni. Le giornate infatti sono rinfrescate quotidianamente da violenti acquazzoni, vere e proprie tempeste di pioggia e fulmini che escono puntualmente una al mattino e una alla sera; eccezionalmente, durante la stagione dei Monsoni, si scatenano temporali straordinari nell'arco della giornata.

L'arcipelago di San Serriffe (in italiano Senzagrazie, anticamente Bastoni) è realmente nato sulle pagine del quotidiano britannico The Guardian, che Il 1 ° aprile 1977 pubblicò uno speciale di sette pagine su San Serriffe, scatenando tra gli ignari lettori una ridda di richieste di maggiori informazioni. L'arcipelago gode anche oggi di grande notorietà soprattutto tra gli scriventi e i leggenti di lingua anglosassone, o con i tecnici allofoni, domestici con le pratiche ortografiche e terminologiche dei grafici impaginatori, e dei compositori non musicali di lingua inglese, che così possono apprezzare maggiormente i faceti giochetti di parole tipografici e topologici celati nella beffa.

Nato come scherzo beffardo nei confronti del mondo dei quotidiani (e in particolare del reparto tipografico degli stessi, come se le redazioni o gli spedizionieri non avessero avuto nulla da farsi perdonare) l'arcipelago di Sanserriffe è l'unico monumento immaginario innalzato ad uno sporco lavoro, quello della stampa a piombo, che fu un tempo glorioso retaggio di indomiti artefici. ★

Giugno, 2013

Collegamenti: