Lo spazialismo di Edmondo Bacci

Lo spazialismo
di Edmondo Bacci

Esplosioni di colore

Maria Luisa Pavanini

Le sperimentazioni astratte e coloratissime di Edmondo Bacci in mostra presso la galleria Arkè (a San Samuele, Venezia) sono una finestra sulla modernità artistica veneziana nella seconda metà del novecento. Come annota Giovanni Bianchi: «In queste sperimentazioni pittoriche il colore, coinvolto in un dinamismo governato da una forza centrifuga, con tutta la sua energia luminosa, con le sue variazioni timbriche, diviene materia che invade e si espande nello spazio».

Edmondo Bacci, CB (Galleria Arkè www.artearke.com).
Edmondo Bacci, CB (Galleria Arkè www.artearke.com).
Edmondo Bacci, CB (Galleria Arkè www.artearke.com).
Edmondo Bacci, CB (Galleria Arkè www.artearke.com).
Edmondo Bacci, bozzetto (Galleria Arkè www.artearke.com).
Edmondo Bacci, bozzetto (Galleria Arkè www.artearke.com).
Edmondo Bacci, CB (Galleria Arkè www.artearke.com).
Edmondo Bacci, bozzetto (Galleria Arkè www.artearke.com).

VENEZIA — Spazialista fu soprattutto Lucio Fontana il geniale inventore dei tagli e dei buchi sulla tela per indicare e scoprire uno spazio oltre la superficie del quadro, fu sempre costui che scrisse nel 1946 il primo Manifesto Bianco e creò nel 1949 un Ambiente Spaziale costituito da tubi ed elementi fosforescenti sospesi.

Nella sonnolenta città lagunare fermenti innovativi vennero da Peggy Guggenheim oltre che dalla Biennale Internazionale d’Arte. Bacci appartiene a quella generazione di artisti che cavalcarono l’onda rivoluzionaria attorno a maestri come Arturo Martini e Virgilio Guidi.

Una generazione che rinnovò in modo sostanziale la pittura e la scultura ed ebbe modo, per merito di Peggy Guggenheim, di conoscere i principali esponenti delle avanguardie artistiche del primo novecento.

Il talento di Bacci cresce in questo terreno fertile che lo porta ad orientarsi ancor giovane a sperimentazioni e soluzioni formali d’avanguardia. C’è in quest’artista la volontà di non tradire la ricerca e l’attenzione squisitamente veneziana alla luce e al colore.

Le opere presenti nella Galleria Arkè appartengono agli anni settanta e costituiscono un insieme ristretto ma coerente di dipinti in cui macchie di colori primari si mescolano a forme nere deflagrate costituite da carte bruciate. Forme, segni ,colori si ripetono e compongono infinite realtà spaziali in una completa libertà creativa. Macchie di colore esplodono sulla tela con un dinamismo crescente che parte da un nucleo centrale. La gioia del rosso, del giallo e del blu è frenata, temperata dal nero e dal bianco che contengono ed equilibrano le composizioni.

Sono esposti anche due foulard creati dall’artista e stampati su seta dalle Edizioni del Cavallino: Avvenimento rosso e blu (1958) e Avvenimento fondo giallo(1961). La lucentezza della seta illumina ulteriormente la brillantezza e il movimento delle composizioni.

La costruzione di forme in movimento, la mescolanza di colore e materia sono l’emblema dell’arte nuova. La rapidità è costante nella vita dell’uomo e l’arte segue questa necessità ad azioni simultanee e veloci. Non è più tempo di immagini inchiodate e fisse tutto si sviluppa nel tempo e nello spazio come le mutevoli ed esplosive composizioni di Bacci vogliono indicarci. ★

Dicembre, 2013

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