L'ultima folle tournée degli artisti scappati dalla casa di riposo

L'ultima folle tournée
degli artisti scappati
dalla casa di riposo

Un romanzo vorticoso

Luca Alfonsi

Ultima Turnè, il nuovo irresistibile romanzo di Roberto Bianchin, edito da I Antichi Editori, è un viaggio semiserio nel pianeta inquieto e misterioso della vecchiaia, e insieme un omaggio a un mondo che non esiste più, quello dell'avanspettacolo. In bilico tra humour e malinconia, il romanzo racconta la storia di un gruppo di artisti ospiti di una casa di riposo, che accettano la proposta di un bizzarro impresario e tornano sulle scene con uno spettacolo à l'ancienne. Partono così a bordo di un pullmino argentato che monta sul tetto una stella di latta per un'avventurosa tournée che li porterà in teatri grandi e piccoli di città e paesi, fino ad un epilogo inaspettato.

Uno degli spettacoli di presentazione di Ultima Turnè (grafica di Luca Colferai).

Oreste andò al pianoforte. Anche perché era difficile che il pianoforte andasse a lui. Avvicinò con molta cautela lo sgabello al pianoforte e poi il pianoforte allo sgabello. Si sedette. Tirò un sospiro e un’imprecazione soffocata. Poi si tolse una scarpa, la sinistra, era quella che gli stava stretta e gli faceva male, e la sbatté fortissimo sui tasti fracassandone tre. Due bianchi e uno nero. “Così la smetterai di rovinare la mia musica”, disse allo strumento. Lo strumento non rispose. In quel momento entrò il Direttore.

E’ l’incipit folgorante di “Ultima Turnè”, il nuovo irresistibile romanzo di Roberto Bianchin, appena pubblicato da I Antichi Editori. Dopo il successo del noir “Il padrone delle nuvole”, che ha ottenuto lo scorso anno il riconoscimento del prestigioso premio letterario intitolato a Gian Antonio Cibotto, lo scrittore e giornalista veneziano torna con questo suo ultimo libro alle atmosfere picaresche di “Niente rumba stanotte”, che uscì nel 2002 per i tipi di Marsilio.

Il romanzo narra una vicenda bizzarra che inizia in una casa di riposo per artisti di varietà abbandonata nella campagna, la cui quiete sonnolenta viene turbata dall’arrivo di un curioso personaggio. Si tratta di un celebre impresario teatrale, che propone al direttore della casa di riposo di mettere in scena uno spettacolo di varietà alla vecchia maniera con gli artisti ancora in grado di esibirsi. Sarà uno spettacolo talmente vecchio da sembrare nuovissimo, spiega entusiasta l’impresario, dal momento che show di quel tipo non se ne vedono più da oltre mezzo secolo.

Gli artisti all’inizio sono perplessi. Siamo troppo vecchi, dicono, da troppi anni siamo lontani dalle scene. Ma piano piano l’idea comincia a solleticare la loro vanità. Il direttore chiama Ricky, presentatore e regista, e questi chiama Oreste, il suo amico pianista, e indicono una selezione per valutare gli artisti. Alla fine scelgono un comico, un giocoliere, un mago, un fachiro, un trapezista, due ballerini, una soubrette, un’equilibrista, un’acrobata, un’indovina, una donna cannone, una donna barbuta. Alla comitiva si aggregherà, da clandestina, una nana.

Dopo cinquantadue giorni di prove estenuanti nel teatrino della casa di riposo, la compagnia, a bordo di un pullmino argentato che monta sul tetto una stella di latta alta più di un metro –dal titolo del loro spettacolo, “Stelle d’argento”- parte per un’avventurosa tournée che li porterà in teatri grandi e piccoli di paesi e città, ma anche nelle piazze, nelle discoteche, sulle spiagge, nei villaggi turistici.

Il romanzo, che narra con piglio picaresco fatti e misfatti di quest’ultima tournée (anzi turnè, come scritto per errore nei manifesti), è un omaggio a un mondo che non c’è più, quello dell’avanspettacolo, e insieme un viaggio dolceamaro, tra il serio e il faceto, che chiama in causa Cicerone e Seneca, ma anche Svevo e Schopenauer, nel pianeta inquieto e misterioso della vecchiaia. Con un finale inaspettato.

Con la sua penna acrobatica, poetica e brillante, ironica e surreale, l’autore inanella un’altra perla della sua giocosa maturità. E le presentazioni del libro si trasformano in spettacoli veri e propri, con attori, cantanti, musicisti, acrobati e ballerini. Tra le date del tour 2019 di Ultima Turnè, figurano luoghi inconsueti come la casa di riposo per artisti di Scandicci, la carnevalesca Compagnia de Calza di Venezia, il Teatro del Pane di Firenze, il Centro di documentazione delle arti circensi (Cedac) di Verona, il Teatro Gerolamo di Milano, il Teatro dei Vigilanti e la Libreria Mardilibri di Portoferraio all’Isola d’Elba, e città come Parigi, Tolosa, Montecarlo, Zurigo, Rovigo, Forte dei Marmi.

Tra romanzi, racconti, liriche e saggi, Roberto Bianchin ha pubblicato una dozzina di volumi e vinto diversi premi letterari. Ha scritto, tra gli altri, il libretto dell’opera lirica Aquagranda, tratta da un suo romanzo, che ha inaugurato la stagione 2016-2017 del Teatro La Fenice di Venezia, e vinto il Premio Abbiati, l’Oscar della lirica, per la migliore opera contemporanea.

*Roberto Bianchin, Ultima Turnè, I Antichi Editori, pagine 221, euro 12,50.

www.iantichieditori.it

Aprile, 2019