Mare forza sette in laguna

Mare forza sette in laguna

L'esplorazione di Venezia su Google Maps si rivela un altro risibile scempio mediatico

Luca Colferai

L'ipersito Google ha appena messo in rete le sue passeggiate veneziane, dopo una grancassa mediatica durata tutta l'estate sull'eroismo dei poveri spalloni di telecamere onniveggenti. Il risultato, almeno secondo noi, è decisamente al di sotto di qualsiasi aspettativa. Potete provare anche voi, dalla pagina principale di Google sotto trovate la frase «Novità! Passeggia tra le calli e i canali di Venezia con Google Maps». Ma accertatevi di avere un computer potente.

Gita a Venezia con Google Maps: montate in gondola e invece siete su un mototopo.
Gita a Venezia con Google Maps: per fortuna il barcariolo è figo!
Gita a Venezia con Google Maps: vi trovate inopitamente in Rio Marin.

COSMOPOLI (l.c.) — Partiamo dall'inizio e cominciamo subito con il giro in gondola. Nell'immagine di partenza siete in piedi sul pontile del mercato di Rialto e avete di fronte a voi una gondola. Bene. Però se guardate verso il basso vi accorgerete subito che la prora è quella di un mototopo in vetroresina, e se navigate abbastanza, cioè girando a destra sotto il ponte di Rialto in direzione San Marco, ecco che avete la conferma di essere in piedi su un mototopo guidato da un avvenente guidatore biondo giovane e barbuto come un dio Thor in carne e ossa. La cosa continua così per molto tempo e continuando la navigazione lungo il Canal Grande potrete ammirare il solerte bel giovanotto in varie tenute, con magliette bianche o blu a strisce colorate, guidando, telefonando, parlottando con gli altri membri della troupe che assistono il povero portatore di telecamera (che siete voi, in soggettiva) costretto come un novello Ulisse a stare in piedi sul ponte della barca. In più state navigando in senso totale (cioè realmente su internet, che sarebbe una metafora di per sé, e idealmente sull'acqua che sarebbe il senso vero e proprio). Ma malissimo però: perché il vostro remo (cioè il mouse) e la vostra barca (cioè il vostro computer) vanno dove vogliono loro, a scatti e confusamente.

Va bene, direte voi, ma noi mica siamo veneziani: a noi piace guardare i palazzi che si affacciano su ambedue le sponde del Canal Grande. E così vi girate a trecentosessanta gradi annaspando con il mouse e vi ritrovate, pur fermi nello stesso posto, in giornate e orari diversi, in mutevole cambiamento del cielo; mentre il giovanotto guidatore ora è davanti a voi, ora di dietro a voi. E però non riuscite a vederlo bene perché per via della riservatezza gli hanno offuscato tutta la faccia (a lui e anche a tutti gli altri passanti che trovate). Bene. Noi abbiamo continuato a fatica fino a Santa Maria del Giglio, ne abbiamo registrato una parte (che trovate qui sotto ai piedi del testo): il resto ve lo risparmiamo.

Delusi dal giro in gondola che non è una gondola ma un mototopo, ci siamo fermati a Santa Maria del Giglio e siamo scesi dall'acqua per andare a piedi in redazione: in campo San Maurizio. E invece ci siamo trovati in Rio Marin; il che è bizzarro, ma forse Google ha deciso così in base a inconoscibili decisioni, oppure è solo uno scherzetto della geolocalizzazione che funziona così così. Inoltre quella è una zona perfetta per perdersi anche per degli aborigeni dentro un computer. Come potete vedere dal breve filmato a corredo di questa estemporanea recensione, il risultato deambulatorio è una fedele riproduzione di come si sentono i nostri collaboratori (a loro insaputa) del Venerdì Andrea Silvestri e Maurizio Vianello quando hanno bevuto una dozzina di spritz al bitter a testa e tornano a casa con la testa un po' confusa. Una sensazione che conosciamo benissimo anche noi, ma che tendiamo ad evitare: mare forza sette, appunto. E in più la città sembra popolata da strani esseri quasi umani senza volto che si spostano qua e là di soppiatto. Fortunatamente pur nel vostro marasma, non potete cadere nei canali virtuali.

Bene. La nostra gita nella gita virtuale di Google Maps si conclude qui, con una decisa e drastica conclusione: ma chi gliel'ha fatto fare? e: si è mai vista una costosissima schifezza del genere? Sono due domande a cui non troviamo risposta, ma vi consigliamo un giro anche a voi, magari nel vaporetto dell'arte che l'Actv ha abolito, forse subito dopo e proprio per questo, che invece noi ci siamo risparmiati perché abbiamo di meglio da fare. ★

Novembre, 2013

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