Nei campi a vendemmiar in abiti del Settecento

Nei campi a vendemmiar
in abiti del Settecento

A Bibano di Godega Sant'Urbano vicino a Conegliano

Gabriele Drago

L'originalissima vendemmia in costume nei poderi della Distilleria Bottega nel Trevigiano, con la complicità della storica Compagnia de Calza «I Antichi». Cibi e vini, concerti classici al femminile con musiche di Vivaldi e Albinoni, balli scatenati a tempo di rock, recital di poesie di Zanzotto, Pavese, Baudelaire, Ciucco Angiolieri. Ospite d'onore Marisa Zanzotto, la moglie del grande poeta trevigiano che proprio alla vendemmia dedicò alcuni dei suoi celebri versi.

Brindisi per la vendemmia 2014: Stefano e Sandro Bottega con I Antichi (foto Galifi).
I Antichi alla vendemmia 2014.
Le assistenti alla pigiatura del prosecco.
Cleonice e il Pitima.
I Antichi con la Striga Florindina.
Daniela Barovier con John Matthews.
Assistenti alla vendemmia Bottega.
Le Serenissime Dame.

BIBANO DI GODEGA SANT’URBANO (Conegliano) – Celebrare l’inizio della vendemmia è da sempre una festa. Un rituale antico carico di significati ancestrali. Celebrarlo in abiti sontuosi del ‘700, tra soavi poesie, suadenti melodie, cibi e vini deliziosi, è qualcosa di più. È un piacere profondo e sottile. È quanto accade ogni anno in inizio di settembre, in modi sempre uguali ma sempre diversi, presso la pregiata distilleria dei fratelli Barbara, Sandro e Stefano Bottega, produttori di superbi prosecchi millesimati, vigorosissimi amaroni, profumatissime acquaviti, cordiali, rosoli e altre meraviglie.

C’era una certa folla, in prevalenza internazionale (critici, enogastronomi, imprenditori del ramo, e giornalisti, Tg3, Tg4, Tg5), al tramonto del venerdì dodici di settembre, per l’atteso momento, nell’aia dell’antico casale trapunta da gocce di pioggia. Che non ha impedito a Sandro Bottega, padrone di casa, e a Bob R. White, Priore Onorario della nobilissima Compagnia de Calza «I Antichi», gruppo storico del Carnevale di Venezia, di aprire le danze con la cerimonia della spremitura delle uve, fatta nei grandi e antichi tini di legno dai delicati piedini denudati di alcune giovanissime bionde bellezze, e dell’assaggiatura dell’asprigno mosto, giudicato «ottimo» dal titolare.

Intorno facevano festa allegramente, nei loro splendidi abiti del ‘700, gli Antichi Cleonice Silvestri (decana delle Cortigiane veneziane tuttora in esercizio in Calle dei Fabbri), Daniela Barovier (maestra vetraia soffiatrice e decoratrice dell’isola di Murano), Aldo Colferai (nella parte del Pitima), Gianni John John Mattews Matteucci (l’unico domatore vivente di coccodrilli birmani nani), e Paolo Fiorindo nei panni della Striga Veneta, l’assai maligna Florindina, impegnata in complicate manovre anti-malocchio con un bizzarro strumento di sua invenzione, il portentoso Para-Pegola, al fine di scongiurare il rischio di una vendemmia poco fortunata.

È seguito un apprezzatissimo concerto, con musiche di Vivaldi e di Albinoni, da parte del celebre trio d’archi Serenissime Dame Venice Ensemble (Marta Traversi alla viola, Germana Pinarello al violino, Teresa Pante al violoncello), addobbate prima in festosi abiti del Settecento con vezzosi cappellini da gita in campagna, e poi in elegantissimi abiti da sera.

Per la parte recitata della serata, Bob R. White ha illustrato i mondi narrati dal grande poeta trevigiano Andrea Zanzotto, di cui ha parlato con accenti commossi la moglie del poeta, Marisa, mentre Giovanni Savio, anima poetica della distilleria, ha recitato con voce flautata una lirica di Zanzotto dedicata proprio alla vendemmia. Dello stesso tenore l’intervento recitato, più avanti nella serata, dal Priore Onorario degli Antichi, che in duetto col padrone di casa impegnato in una traduzione spesso esilarante, ha interpretato L’anima del vino di Charles Baudelaire, Grappa a settembre di Cesare Pavese, e In taverna quando andiamo di Ciucco Angiolieri.

Al termine di una cena gustosa ed elegante sotto un bianco tendone innalzato nell’aia (bigoli in salsa e carni allo spiedo con verdure grigliate), che aveva avuto un prologo molto interessante di antipasti (funghi, polenta e baccalà) nello scintillante Prosecco Bar dell’azienda, è toccato a un’icona degli anni Sessanta, il pianista e cantante Marino Marney Taylor Sartori, scatenare le danze, accompagnato alle percussioni dall’eclettico e infaticabile Bob R. White, con il suo scoppiettante repertorio italiano e internazionale di grandi classici del rock. Una serata irresistibile. ★

Settembre, 2014