Nella magia della Crypta tra le viscere di Roma

Nella magia della Crypta
tra le viscere di Roma

Un tuffo affascinante nel passato

Luca Alfonsi

La misteriosa Crypta Baldi è un luogo unico al mondo e contemporaneamente uno dei meno conosciuti di Roma. Si tratta di un complesso di origine medievale situato tra via Caetani e via delle Botteghe Oscure, pienamente recuperato da uno dei più riusciti progetti di archeologia urbana. L'associazione culturale Eos guidata da Roberta Bernabei ha lanciato un piano di valorizzazione del sito e organizzato delle visite guidate alla scoperta di un mondo antico e sconosciuto.

La cripta Balby.

ROMA – Anche nella grande città eterna, nella prestigiosa capitale, una delle città italiane più visitate e fotografate del mondo, ci sono luoghi pressoché sconosciuti. Magici e nascosti. Come la misteriosa Crypta Baldi. Per questo, bene ha fatto Roberta Bernabei, la vivacissima presidentessa dell’associazione culturale Eos, a inventarsi delle visite guidate nell’intento di far conoscere, e apprezzare, questo monumento straordinario, che vale la pena di visitare per almeno due motivi.

Prima di tutto perché la Crypta Balbi è un luogo unico al mondo, e visitarlo vuol dire fare un viaggio nel tempo nella città che ospita oggi le nostre vite, ma che è un luogo che è stato testimone di epoche e di modi di vivere lontani nel passato ma che fanno ancora parte di noi e di quello che siamo oggi.

Il museo della Crypta Baldi è ospitato in un complesso tra via delle Botteghe Oscure e via Caetani, che comprende due case di origine medievale su via Botteghe Oscure e il dormitorio Barberiniano su via Caetani. L’allestimento studiato e i percorsi di visita previsti consentono di percepire l’articolazione degli antichi edifici e le vie di comunicazioni originarie, in un’area che ha avuto una sostanziale continuità di vita dall’epoca romana ai giorni nostri.

Lo scavo archeologico integrale e il progetto di recupero di tale importante complesso, che può ritenersi uno dei più riusciti progetti di archeologia urbana, è stato condotto per venti anni circa a partire dagli anni Ottanta, e ha consentito di comprendere le varie fasi edilizie dell’area.

In epoca romana l’area era occupata da un vasto cortile porticato annesso al teatro di Balbo eretto nel 13 avanti Cristo, poi trasformato e adattato nelle epoche successive, soprattutto medievale e rinascimentale con l’insediamento del monastero di Santa Maria Domine Rose sorto nell’ottavo secolo, le case dei mercanti costruite dopo l’anno mille a ridosso del muro della Crypta, il conservatorio di Santa Caterina dei Funari edificato nel sedicesimo secolo.

Al pianoterra sono esposte le trasformazioni di questo settore del centro storico così come documentate dallo scavo; in particolare al piano terra e al primo piano è illustrata la cultura cittadina a Roma tra quinto e decimo secolo, attraverso l’esposizione di materiali che documentano le attività produttive e artigianali dell’epoca, quali manufatti provenienti dal deposito del settimo secolo della Crypta che ha restituito una ingente quantità di vasellame da mensa, da cucina e da trasporto.

Oltre ai reperti dello scavo della Crypta sono visibili altri contesti importanti provenienti da scavi urbani recenti e da collezioni storiche, in particolare i materiali dei Fori, del Colle Oppio, del Celio. Dalle raccolte storiche provengono materiali numismatici. Un luogo unico e straordinario quindi.

Il secondo motivo è che l’archeologa che conduce la visita guidata ha scavato nella Crypta Balbi a lungo, e quindi conosce ogni elemento architettonico e decorativo, ogni manufatto trovato in questo scavo straordinario. Può quindi offrire una spiegazione integrata da dettagli che fanno parte della sua vita professionale e che arricchiscono notevolmente il racconto.

Inoltre, ed è un terzo motivo, spiega Roberta Bernabei, la Crypta Balbi è un luogo di Roma che pochi conoscono. Ed è un vero peccato.

Febbraio, 2015

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