Nessuna alternativa

Nessuna alternativa

Andrea Silvestri

l.c. — Come che dice il Mauri: Non ci è alternativa! Cioè per esempio e anche infatti: le uniche due fortune che ci abbiamo noi aborigeni veneziani residenti sono, anche no, i due più magnifici decennali fallimenti del - scusate il francese - governo dei flussi turistici in città.

Piuttosto che prendere la linea uno: prendo il turistico, non c'è alternativa. E infatti proprio. Se veramente volete prendere il battello vi ci conviene di prendere la linea turistica. Non ci è alternativa! Cioè voi pensate che siccome che siamo veneziani ci dovrebbe toccare di prendere le linee dei battelli per i residenti. Ma come che è come che non è esse ( voglio dire le linee dei battelli per i residenti) sono piene di turisti.

Secondo il Mauri, che quando stava all'ufficio economato (trent'anni di fila) ha avuto il tempo di studiare anche psicologia delle masse ( gli ci hanno dato anche un premio, al Mauri, non per lo studio ma come impiegato modello con il minor numero di assenze: quando che è andato in pensione è venuto fuori che avanzava anche ancora due mesi di ferie e non aveva mai fatto neanche un giorno di malattia) il fatto è che così gli pare di non essere turisti. A loro. Che sono turisti. Non c'è alternativa.

E questo è il primo grande fallimento del - scusate ancora il francese - governo dei flussi turistici in città. Cioè anche no, da circa mezzo secolo l'azienda dei trasporti mette tutti gli anni un sacco di linee turistiche per i turisti, linee turistiche che invece prendono i veneziani residenti. Perché non c'è alternativa. E infatti così una volta che hanno messo una linea di battelli solo per i veneziani: non li prendeva nessuno. Solo io (Andrea Silvestri) il Mauri e le badanti moldave e filippine degli antichi nobili veneziani decaduti e adesso anche arteriosclerotici. Così gli hanno aboliti (i battelli per i veneziani): non c'era alternativa.

E: piuttosto che arrabbiarmi faccio il giro. Non ci è alternativa. E dopo l'altro, per fortuna, ecco il migliore grande fallimento del governo - scusate ancora la formula - dei flussi turistici: la Venezia minore e i percorsi, appunto, alternativi. Da quando che si sono accorti che tutti i milioni i turisti e pendolari del turismo e dell'indotto del turismo fanno tutti sempre le stesse calli e campi e campielli e che tirano dritto sempre per gli stessi percorsi, sono trent'anni e più che si disperano che i turisti vanno sempre negli stessi posti. Così intere zone della città sono vuote e deserte. In dove che prima ci erano ad botteghe e negozi e servizi e osterie e bar e trattorie e tutte quelle robe là ed era pieno di uomini e donne di tutte le età, anche bambini: adesso non ci è più niente. Vuote le calli, vuoti i campi, chiusi i negozi e chiuse le botteghe; e le case pure sono vuote, che le vogliono vendere ma non gliele compra nessuno. «E per fortuna - dice il Mauri - così che ci andiamo noi quando che vogliamo fare prima o stare un po' in pace». Infatti: non ci è alternativa. Se di là è pieno di turisti, vado di qua che è meglio.

E: piuttosto che bere i spritz. Non c'è alternativa: prosecco ghiaccio e limone. Provare per credere. D'estate bisogna bere moltissimo. Ma il spritz è troppo forte, e non c'è alternativa: prosecco ghiaccio e limone. Salute! ★

Luglio, 2013