Non lasciate che i pargoli vadano a loro

Non lasciate
che i pargoli
vadano a loro

Preti gay e pedofili, Chiesa nella bufera

Roberto Bianchin

Di fronte all'ultima ondata di scandali senza precedenti che investe il clero mondiale, si apre negli Usa un feroce dibattito su omosessualità e pedofilia nella Chiesa cattolica. Gli ambienti gay e conservatori americani sembrano più preoccupati di una presunta crociata del Vaticano contro i preti omosessuali, che sono una moltitudine, piuttosto che delle migliaia di abusi denunciati a danno dei minori, soprattutto di sesso maschile. Fa discutere la posizione di Andrew Sullivan, gay, cattolico e conservatore, che attacca il Vaticano dalle colonne del New York Magazine, in un'inchiesta molto pepata ripresa in Italia dal settimanale "Internazionale".

Cresce in tutto il mondo il numero dei preti gay (fonte: dagospia.com. Foto di Paolo Rodari).

NEW YORK – Vista da qui, è tutta un’altra cosa. Nel senso che se in Europa l’impressione è che la Chiesa abbia inasprito la lotta contro i preti pedofili, e assunto un atteggiamento più tollerante verso l’omosessualità, in America è esattamente il contrario. Secondo molti ambienti cattolici americani infatti, che sono in maggior parte conservatori, e in buona parte anche gay, sarebbe iniziata da parte del Vaticano un’autentica crociata contro i preti omosessuali. Che sono tantissimi in tutto il mondo.

“I preti gay sono messi sullo stesso piano degli stupratori, e vengono usati come un capro espiatorio, spesso in modo molto offensivo –accusano- è in corso una vera e propria caccia alle streghe, e da quando Francesco è diventato Papa le cose sono peggiorate”. Il risultato è che preti, vescovi e cardinali gay (un’infinità, almeno più della metà del clero, con punte del 60% in ordini religiosi come i francescani e i gesuiti), mantengono sulla questione il massimo riserbo “per paura di essere presi di mira”.

Questa tesi, alquanto bizzarra in verità, è sostenuta da illustri studiosi e commentatori americani, come il giornalista gay, cattolico e conservatore Andrew Sullivan, già direttore della rivista “New Republic”, che ha dedicato al tema un’approfondita inchiesta uscita sulle pagine del New York Magazine, e ripresa in Italia da “Internazionale” con il titolo: “I preti gay non vogliono più nascondersi”. La sua opinione è che per secoli la presenza di preti omosessuali nella chiesa cattolica è stata normale, mentre oggi “l’incapacità del Vaticano di accettarla, ha causato una crisi senza precedenti”.

In realtà, l’atteggiamento della Chiesa verso l’omosessualità sembra migliorato, e non di poco, rispetto al passato, sia per le evidenti simpatie (anche se non apertamente dichiarate) di Papa Benedetto prima, che per le inedite e importanti aperture di Papa Francesco dopo: “Chi sono io per giudicare?”. Dove la Chiesa, e proprio a partire da Ratzinger, ha finalmente cominciato a colpire –e giustamente, dopo troppi decenni di silenzi, coperture e complicità- è stato contro i preti pedofili. Anche qui, un’enormità. Di preti pedofili, di vittime, e di abusi.

Certo, c’è chi tende a confondere, ed è sbagliato. Omosessualità e pedofilia sono cose estremamente diverse, e non solo perché la pedofilia è un reato e l’omosessualità no, questo almeno nei Paesi cosiddetti civili. La confusione –alimentata ad arte peraltro dalle fazioni in lotta l’una contro l’altra armate- nasce dal fatto che la stragrande maggioranza dei preti pedofili (la quasi totalità, in realtà) è omosessuale, e dirige le sue attenzioni quasi esclusivamente verso adolescenti di sesso maschile. Ma ai cattolici conservatori americani sembra importare poco della pedofilia.

Sembrano preoccupati solo di una supposta (in realtà inesistente) crociata contro i preti omosessuali. Lo stesso Sullivan, che si dilunga sull’argomento –su cui sembra particolarmente ferrato- per pagine e pagine (francamente noiose), riduce il dramma della pedofilia a poche, distratte righe. “Accusare di molestie sessuali tutti i preti gay, come si tende a fare oggi –afferma- è una grottesca offesa a tutti quei sacerdoti –che sono la grande maggioranza- che non hanno mai pensato di commettere un delitto simile, e anzi ne sono inorriditi. E’ la classica ricerca di un capro espiatorio”. Sullivan aggiunge che “la pedofilia non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale”, e che le molestie nei confronti degli adolescenti sono legate a “un’omosessualità deviata”.

E’ un fattore, quello omosessuale, che ha accompagnato per millenni il cammino della Chiesa. “La forte presenza di gay nella Chiesa non è una novità –scrive Sullivan- per più di mille anni è stata una cosa normale, e anche se ogni tanto un omosessuale veniva denunciato, di solito il Papa accettava la situazione con indifferenza e non prendeva provvedimenti”.

Secondo il giornalista americano (in realtà inglese di nascita), fin dal dodicesimo secolo i preti e i monaci si scrivevano poesie d’amore, in un rapporto che lo storico statunitense John Boswell, autore del libro “Cristianesimo, tolleranza, omosessualità”, definisce come “un’esplosione di letteratura gay che non ha uguali nel mondo occidentale”.

Perfino Sant’Agostino, racconta, aveva avuto una storia d’amore particolarmente intensa con un altro ragazzo: “Sentivo che la mia anima e la sua erano un’anima sola in due corpi –scriveva- perciò la vita mi faceva orrore, io non volevo vivere a metà, e perciò mi faceva paura la morte, con cui sarebbe morto ormai del tutto anche lui, lui che avevo molto amato”. Non si sarebbe trattato dunque di un’amicizia soltanto spirituale: “Inquinavo la sorgente dell’amicizia con i veleni della passione e offuscavo la sua chiarezza con l’inferno del sesso”.

Per “ripulire” la Chiesa dalle tendenze omosessuali, sostiene Sullivan, bisognerebbe rimuovere almeno un terzo del clero degli Stati Uniti, ed espellere decine di vescovi e cardinali. Del resto, molti dei vescovi e dei cardinali più omofobi sono stati –e sono- gay. Da Francis Spellman, già cardinale di New York, al potentissimo cardinale australiano George Pell, condannato per abusi sessuali sui minori e finito –giustamente- in carcere.

Sarà difficile, finché continuerà a dominare l’ipocrisia, dare un taglio al fenomeno. E pensare che basterebbe così poco. Un po’ di buon senso, almeno. Vale a dire, che i preti omosessuali possano vivere serenamente la propria omosessualità -in rapporti tra adulti consenzienti- e che i preti pedofili, sia omosessuali che eterosessuali, vengano puniti con severità e cacciati per sempre. Non lasciate che i pargoli vadano a loro.

LA PAGELLA

Andrew Sullivan. Voto: 5
Joseph Aloisius Ratzinger. Voto: 6
Jorge Mario Bergoglio. Voto: 7

www.nymag.com
www.internazionale.it

Aprile, 2019