Oro italiano in sella a Montecarlo

Oro italiano
in sella
a Montecarlo

Al Festival Internazionale del Circo

Roberto Bianchin

Il prestigioso Clown d'Oro, primo premio del Festival, equivalente all'Oscar del cinema, a tre cavallerizzi italiani del grande circo nazionale svizzero della famiglia Knie. Un successo ottenuto grazie a quattro diversi numeri equestri: dressage, cavalli in libertà, gran carosello, doppia posta ungherese. Protagonisti i fratelli Maycol e Wioris Errani, della celebre dinastia circense italiana, e il giovane Ivan Frédéric Pellegrini Knie, 19 anni appena, figlio dell'acrobata italiano Ivan Pellegrini, oro anche lui nel 2008 con i Pellegrini Brothers, primo marito di Géraldine Knie, direttrice artistica del circo di famiglia e anche lei splendida cavallerizza, già argento nel 1993. Un'edizione ricca di numeri di alta qualità.

Il gran carosello della cavalleria del circo Knie guidata da Maycol Errani, clown d'oro. (Le foto di questo servizio sono della Direction de la Communication de Monaco, per gentile concessione di Mr. Jean-Pierre Doria).
Maycol Errani con i suoi frisoni, clown d'oro
Ivan Frédéric Pellegrini Knie, clown d'oro
Sergey Nesterov, clown d'argento
La Principessa Stéphanie al Festival del circo con il fratello, Principe Alberto, e i figli Pauline e Louis.
I Martinez Brothers, clown d'oro.
La troupe Tuniziani, clown d'oro.

MONTE-CARLO – Quando lo storico del circo Alessandro Serena ha consegnato al cavallerizzo Maycol Errani il premio speciale Moira Orfei (la silhouette dorata di un cavallo), gli ha sussurrato all’orecchio: “Con l’augurio che tu vinca anche il premio più importante”. Così è stato. Confermando i pronostici (confronta “Cavalieri italiani e cavalli svizzeri per stupire Montecarlo”, Il Ridotto, dicembre 2019), e confortando le speranze dei diretti interessati e degli italiani che amano il circo -anche, e soprattutto, quello con gli animali- tre cavalieri italiani del circo nazionale svizzero Knie, i fratelli Maycol e Wioris Errani, e Ivan Frédéric Pellegrini Knie, sono saliti sul podio più alto del più importante festival circense del mondo, portando a casa la massima ricompensa del clown d’oro, che vale come l’oscar del cinema. Un intero Paese, se l’Italia fosse un Paese normale, sarebbe in festa.

Per convincere la titolatissima giuria del 44° Festival, presieduta personalmente dalla Principessa Stéphanie e affollata di celebrità come Yasmine Smart, Gia Eradze, Kristian Kristof, la pregiata cavalleria della famiglia Knie, una delle migliori d’Europa (già premiata con l’oro nel 1977e nel 1996), è scesa in pista con ben quattro numeri preparati dal “patriarca” Fredy Knie, che a 74 anni, terminata la trionfale tournée del centenario del suo circo (850mila spettatori da marzo a novembre, un record), ha deciso di scendere da cavallo lasciando le redini ai suoi eredi, che sono –logicamente- tutti suoi allievi.

Maycol Errani, marito di Géraldine Knie, figlia di Fredy, direttrice artistica del circo di famiglia e anche lei splendida cavallerizza (argento nel 1993), è il caso raro di un artista che ha vinto l’oro a Montecarlo in due diverse specialità: trionfò nel 2004, appena ventenne, insieme al fratello Guido in un numero di icariani che ha continuato a presentare al Knie fino all’anno scorso. Al Festival ha portato due numeri: uno spettacolare gran carosello con la bellezza di trenta cavalli in pista tutti assieme, e un moderno dressage con sette magnifici frisoni. Perfetto ed elegante. Gli altri due numeri equestri sono stati i cavalli in libertà (quattordici purosangue arabi) di Ivan Frédéric Knie, diciannove anni appena, figlio di Géraldine e del suo primo marito, l’acrobata italiano Ivan Pellegrini (oro nel 2008 con i Pellegrini Brothers), e la spettacolare doppia posta ungherese (seconda solo a quella di Alexis Gruss), con ventidue cavalli arabi e frisoni in pista, condotta ancora da Ivan Frédéric Pellegrini Knie e da Wioris Errani, fratello di Maycol.

Il secondo dei tre clown d’oro decisi dalla giuria, è andato a uno splendido numero di trapezio classico -era da parecchio tempo che non se ne vedevano- come quello della troupe tunisina della famiglia Tuniziani (ma vi sono anche americani, messicani, brasiliani e venezuelani), già vedette del Barnum, che si presentano con un doppio porteur e sono capaci di infilare un quadruplo salto mortale, e doppi e tripli a raffica, in plancia, con piroette, avvitamenti, prese alle caviglie. Uno spettacolo. Terzo oro agli icariani Martinez Brothers, che stupiscono per il numero impressionante di salti eseguiti a grande altezza, ma risultano avvantaggiati dalla minuscola statura di uno dei due, appena quindicenne.

Avrebbe meritato l’oro anche il domatore russo Sergey Nesterov del Belarus State Circus di Minsk, che a piedi scalzi e mani nude, solo una piccola bacchetta per indirizzare il gesto, mette in mostra una straordinaria complicità con le sue cinque tigri bianche e una leonessa, che bacia, abbraccia, carezza, sopra le quali si distende e a cui parla sottovoce muso a muso. Un esempio perfetto di moderno dressage. Ha preso uno dei quattro argenti. Gli altri sono andati a un’eccellente troupe di funamboli venezuelani, gli Ayala, all’ottimo trio “Les Dandies” alla sbarra russa, un numero coreografato da un geniale maestro come Alexandre Grimailo, e alla troupe cinese di Shandong (ben ventiquattro acrobati) che ha presentato due numeri coreograficamente molto belli, giocando con dei cappelli e con dei piatti.

Quattro, infine, i clown di bronzo: al numero dark di cinghie aeree degli ucraini “Flash of splash” (non del tutto convincente), ai bravi saltatori russi, a terra e al trampolino, della troupe Efimov, ai simpatici “Cinque ragazzi” della troupe ucraina Bingo con un numero modernissimo e divertente ai pali cinesi, e alla troupe Zola del Circo della Mongolia (saltatori alla bascula) penalizzati da una tragica sequenza di errori nel secondo spettacolo di selezione.

Undici premi, in totale, su venticinque numeri in concorso. Sempre un po’ troppi. Ma erano molti i meritevoli di segnalazione, in un’edizione del Festival, come quella di quest’anno, ricca di attrazioni di grande qualità. Del resto Montecarlo non delude (quasi) mai. Come diceva Massimo Alberini, uno dei più importanti critici circensi del Novecento, quello di Montecarlo è l’unico Festival al mondo che non ti puoi permettere assolutamente di perdere. Anche perché Mamma Rai lo trasmette solo a Natale (undici mesi dopo!), e da qualche anno, in ossequio a una moda sciagurata, addirittura vergognosamente “purgato” dei numeri con gli animali. A Montecarlo si firma, fuori dallo chapiteau, una petizione per consentire ai circhi di continuare a presentare –nel dovuto rispetto delle regole, che magari non tutti conoscono ma esistono- i numeri con gli animali. Merci Princesse Stéphanie.

LA PAGELLA

44eme Festival International du Cirque de Monte-Carlo. Voto : 8,5

www.montecarlofestival.mc

Gennaio, 2020